lunedì 26 luglio 2021

Costretto a vaccinarmi


Non si può costringere la gente a vaccinarsi. 
No! 
Nella mia famiglia ci hanno vaccinati tutti, costretti dall’emergenza. 
Ma si può? 
Ci hanno fatto il lavaggio del cervello.
Ci hanno attratti nell’hub più vicino e, distratti da Facebook e Instagram, ci hanno fatto una puntura al braccio.
Poi ci hanno costretto a scaricare la certificazione verde e andare ovunque telecomandati da loro. Ma è bianca e con la scritta nera e con un codice che ho decodificato e ho giocato al Lotto e ho perso. Hanno vinto loro, lo so. 
Ora denuncio tutti per avermi indotto al gioco d’azzardo senza la mia volontà cosciente perché, mentre gioco e mi vaccino con altre dosi, continuo a essere attaccato a Facebook e Instagram dipendendo da loro. Aiutatemi.

Raimondo Moncada 

domenica 25 luglio 2021

Ho due anni di vita


Mi hanno dato due anni di vita. 

Mi hanno detto che mi hanno istallato il microchip.

Mi hanno detto che mi comanda Putin. 


Questo perché, in un’emergenza sanitaria mondiale, ho dato il mio corpo alla scienza e mi sono fatto inoculare (leggete bene e non storpiate le parole, per favore!) il vaccino anti-Covid (per la verità due: AstraZeneca e Pfizer: da Jeeg Robot d’acciaio). 


Sono uno stupido, insomma, certificato col QR code. 


Ho due anni di vita, dunque. Spero che in questi due anni il virus venga annientato per il bene di tutti, e dopo qualcuno si ricordi di me e faccia erigere un monumento non a mia misura che sono basso e non con la pancia anche se attualmente fa parte di me (perché dare queste confidenze ai posteri?). 


Raimondo Moncada 

sabato 24 luglio 2021

Irriconoscibile senza mascherina


Cose che succedono al tempo del Covid. Sono all’aria aperta, fuori. Non avendo nessuno attorno a me, cammino con la mascherina al braccio pronta per essere usata nei luoghi che la richiede, per proteggere se stessi e gli altri. 
Si può fare. 
Sono sovrapensiero. 
Ho due compiti per casa da portare a termine. 
Incontro una Signora con una bella mascherina colorata al volto. La riconosco. Siamo pure amici su Facebook. La saluto.
“Buongiorno”.
Lei si ferma, mi osserva, con serietà e accurata attenzione. Passano alcuni secondi di silenzio. Poi muove la bocca a riso: 
“A chi ti canusciva!”
Abituata a vedermi con la mascherina, senza non mi ha riconosciuto subito. 
Riconoscendomi, è rimasta a parlare lungamente con me, di poeti e della sua voglia di scrivere, scrivere, scrivere. 

Raimondo Moncada 

lunedì 19 luglio 2021

Covid-19, blocchiamo le vaccinazioni



Blocchiamo le vaccinazioni e mettiamo da parte ogni dispositivo di sicurezza: mascherine, distanze interpersonali ecc. 
Proviamo ad affrontare l’epidemia a viso aperto, a mani nude, senza niente. 
Forse abbiamo sbagliato tutto. 
Diamo ascolto a chi la pensa in modo opposto rispetto a chi in tutto il mondo ha gestito finora la pandemia. 
Vediamo cosa succede. 
Lo dico da non scienziato, da uomo che non ha certezze ma dubbi. 

Domande:
È stata sperimentata da qualche parte la non protezione dal virus? E se sì, quali sono i risultati? Più decessi, meno decessi? 
Invece di chiudere apriamo, tutto, senza più fare distinzioni, senza coprifuochi. Vediamo se il contagio si arresta, vediamo se il contagio attenua tutte le conseguenze fino ad oggi considerate negative per l’umanità. 
E lo dico dopo essermi sottoposto alla doppia vaccinazione (l’ultima lo scorso sabato 17 luglio), dopo aver letto tante posizioni contrastanti tra loro, dopo essermi sentito cretino. 
Io mi sono vaccinato in buona fede, seguendo le indicazioni di organismi sanitari nazionali e internazionali, seguendo quanto fatto in altri paesi. 
Ma si continua a contestare questa via, ancora, dopo più di un anno. Perché? Ho sbagliato a vaccinarmi? Hanno sbagliato tutti gli altri a vaccinarsi? Sono stato uno stupido ad affidarmi ciecamente alla Medicina ufficiale? Sono stato un masochista ad affrontare gli effetti collaterali - febbre e rincretinimento - della prima e poi della seconda dose? 
Mi piacerebbe capirlo. 
Chi ha ragione, la parte che sta con le vaccinazioni o la parte che sta contro le vaccinazioni? 
Potremmo provare a svoltare di colpo e imboccare la strada inversa. Il problema è che se moriamo tutti non ci sarà un vincitore che potrà prendersela con gli sconfitti: “Hai visto? Avevo ragione io!”

Raimondo Moncada 

domenica 18 luglio 2021

La consegna del premio Buttitta a Fake news



“Per il libro più bello del mondo che ha rivoluzionato l’editoria, il modo di scrivere, di fare saggistica, dato un contributo notevolissimo alla ricerca scientifica per debellare la zanzara pullicineddra e a mettere tre tigri contro tre tigri”. 

Cerimonia di consegna sabato sera, 17 luglio, al Caos, davanti alla casa natale di Luigi Pirandello, del Premio “Ignazio Buttitta” agli autori del libro Fake news-manuale semiserio di sopravvivenza contro le bufale, pubblicato nel 2020 da Medinova, dell’editore Antonio Liotta. 

Sono salito sul palcoscenico con il coautore Francesco Pira ed il direttore di Malgrado Tutto Egidio Terrana che è sceso dal nord per consegnarci il prestigioso riconoscimento assegnatoci nella sezione “Giornalismo e comunicazione”. 

Sul palco il sociologo Francesco Pira ha spiegato la finalità e i contenuti del libro, tra scienza e fantascienza, in un momento in cui tutti diventiamo facilmente scienziati e decidiamo sull’efficacia dei vaccini. 

Abbiamo provato a scrivere un saggio non saggio ma saggio che, con scienza e ironia prova a combattere l’epidemia di false notizie che ha reso ancora più difficile la lotta al coronavirus e il vivere civile. Io ho detto di essere una Fake news avendo fatto in giornata la seconda dose del vaccino e presentandomi come sopravvissuto della prima vaccinazione e del suo richinò perché c’è una corrente di pensiero che è proprio agguerritamente contraria a quest’arma considerata la via maestra per uscire dall’emergenza. 


Un grazie di cuore alla commissione del premio “Buttitta” e al presidente del centro culturale “Renato Guttuso” Lina Gucciardino per avere assegnato al libro Fake news il primo premio per la Sezione “Giornalismo e Comunicazione” con questa vera motivazione:   "Francesco Pira e Raimondo Moncada hanno saputo, con vera sapienza e garbo, analizzare - sia dal punto di vista scientifico e sia da quello letterario - l'attuale fenomeno delle false notizie offrendo ai lettori le chiavi di interpretazione per smantellare i meccanismi, che stanno alla base dell'errata comunicazione".

Alla fine mi sono parecchio commosso per l’apparizione di Luigi Pirandello che, in mezzo alla natura campagna, si è affacciato da una finestrella della sua casa romita e ci ha applauditi. 

Raimondo Moncada 




sabato 17 luglio 2021

Sarò Jeeg Robot d’acciaio con vaccino eterologo


Esco dall’Hub vaccinale eterologo. Sì, mi sento proprio tutto eterologo. 

Prima dose AstraZeneca il 15 maggio, seconda dose Pfizer, oggi 17 luglio 2021. 

Ho lasciato alla fine decidere i medici e le indicazioni che hanno avuto dal nostro Ministero della Salute.

“Io - ho detto quando mi hanno chiamato per scegliere - non sono nelle condizioni di capire, mica sono uno uno scienziato, mica sono un vaccinologo. Che scelgo? Eterologa? Monologa? Multirologa? Non sono un idraulico e non ne capisco un tubo. E poi Facebook mi ha confuso e mi hanno confuso pure scienziati e vaccinologi che hanno studiato scienze e non si trovano d’accordo”.


Comunque sono contento della scelta dei medici che mi hanno dato dei consigli che ho accettato (anche via Facebook, da Agrigento, durante l’attesa, nel post che annunciava il mio ritorno al patibolo). Mi hanno detto che l’eterologa funziona meglio e moltiplica così tanto gli effetti protettivi che nelle prossime ore rischio diventare Jeeg Robot d’Acciaio. E me ne sto convincendo. 


Speriamo bene. Ma dovrò attendere il decorso della vaccinazione. Ci potrebbe essere nel mio corpo uno scontro all’ultimo sangue tra le due dosi: un’AstraZeneca incazzata nera per non essere stata coerentemente raddoppiata e la dose odierna di Pfizer che con la spirtizza della supremazia cerca di occupare ogni atomo della mia carne. 

Sono, diciamolo, un sopravvissuto alla prima dose perché così mi ritengo considerando i tanti scettici incontrati sui social e non solo. E da sopravvissuto mi auguro di sopravvivere alla mia insistenza vaccinale. Magari ci sarà bisogno di una terza dose e spero di arrivarci superando indenne, capace di intendere e di volere, il mio secondo traguardo. 


Resisto in vita. 


Un’annotazione. C’è chi della mia giovane età (under sessanta) ha scelto la coerenza: “Prima e seconda di AstraZeneca e comu finisci si cunta!”. Ne ho parlato con un’amica in sala attesa reazioni dell’Hub, dopo il vaccino, riconoscendoci dalla fronte essendo coperti dalle mascherine. 





C’è una confusione totale e ancora oggi, dopo più di un anno di camurrìa, ogni morte sospetta viene legata al vaccino pur non essendo dimostrato il nesso, pur non essendo ancora in presenza di autopsia ed esito di autopsia. E non vi nascondo che sono entrato nell’hub (ma non lo potevano chiamare centro?) con una raffica di pensieri neri che ho cercato di combattere con i guantoni di pugilato: 

“E se fosse così? E se dovesse accadermi la stessa cosa? E se mi dovessi sentirmi male? E se mi dovessi sentir più male della prima volta quando ballavo sul letto? E se questa mia testimonianza fosse l’ultima?”


La temperatura del’hub non mi ha aiutato. L’aria condizionata a palla ha raffreddato così tanto l’ambiente da farmi abbassare la temperatura del corpo e farmi sentire un morto in attesa di essere ucciso. 


Scrivo allora queste mie memorie, come è accaduto per la prima dose, consapevole sempre del gesto che compie ogni cittadino che decide di vaccinarsi affidandosi alla Scienza e seguendo la soluzione decisa da tantissimi Stati al mondo e tutti diversi. 


Scrivo, così se dovesse succedermi qualcosa meriterò con questa prova scritta l’inevitabile gogna social: “È proprio quel cretino che ha difeso fino a oggi i vaccini: se lo merita!”


C’è chi non aspetta altro. 


Buona fortuna a me, allora. Vi ho voluti bene. Un saluto e un abbraccio a chi ha deciso di non vaccinarsi o di non raddoppiare la dose e leggerà magari in mia assenza queste mie ultime parole con la foto post vaccino che ho provato a non fare ma in quel momento è stato più forte di me: “Sarà un aiuto a chi vorrà prendermi per il… in giro. Con l’immagine si divertirà di più”.


Raimondo Moncada 













venerdì 16 luglio 2021

Vincitori a Bollywood con The prodigal son


Anche a noi una coppa! Non in Inghilterra, non nel calcio, ma in India, in un festival di cinema per il cortometraggio The prodigal son, il figliol prodigo, del regista Max Puglisi, a cui ho partecipato con altri attori di Agrigento.

The prodigal son, film italiano, sottotitolato in inglese, è stato dichiarato miglior cortometraggio in un festival a Bollywood! 

Ma non è bellissimo?

Questo mi ha comunicato il regista gioendo della sua e della mia gioia. E non è finita qui. Il figliol prodigo è stato dichiarato miglior cortometraggio del mese in un altro festival a Los Angeles. E siamo messi pure bene in altre rassegne cinematografiche sparse nel mondo (abbiamo una nomination in un festival internazionale di Londra e si attende il responso).
Quindi qualcosa di internazionalmente buono ad Agrigento, con autori, registi, e attori locali, si può fare. 

Un grazie sempre al regista e autore Massimo Puglisi per avermi coinvolto e ai compagni con cui ho condiviso il set: Alfonso Marchica, Luigi Corbino, Marcella Lattuca e Giovanni avvolti dalla colonna sonora di Sal Pumo. 

Dopo questa notizia, mi sento un attore di Hollywood oltre che di Bollywood. Domani per sì e per no mi compro le scarpe per il red carpet.

Raimondo Moncada 

giovedì 15 luglio 2021

L’omaggio a Camilleri di Joe Pod



Uno scambio di ruoli: Montalbano è lo scrittore e Camilleri il commissario. La nuova storia di Joe Pod, lo sbirro per caso, è dedicata al maestro empedoclino. Il titolo è La bipartita di Montalbano e del commissario Camilleri. 

Un omaggio sincero, sentito, in un audio racconto scritto dall’accoppiata Max Damiano e Raimondo Moncada (che dà pure la voce al personaggio, protagonista di una serie umoristico-poliziesca dall’estate del 2019).

Joe Pod – spiegano i suoi creatori – è il nome in codice di Joe Pitrusino, nome in codice scelto per sfuggire alla condanna penale (l’evirazione!) di un boss della mala e della figlia Evira che colpevolmente non ha raggiunto in chiesa il giorno del loro matrimonio. Per l’imperdonabile sgarro, Joe si rifugia in carcere continuando a raccontare le sue storie dalla cella attraverso un telefonino nascosto in un posto irraggiungibile del suo corpo.

In podcast, nella sua cella di sicurezza, ha già raccontato alcuni casi risolti brillantemente come Meglio arrestato che eviratoZizza connectionOmonimia assassina. Nel suo ultimo audio-racconto, ricorda e omaggia Camilleri, facendo entrare in scena come autore il personaggio che più di tutti gli ha dato fama in tutto il mondo.

Il poliziotto per caso si imbatte, sempre per caso, nella misteriosa scomparsa della salma del celebre scrittore giallista Salvo Calogero Montalbano autore dell’altrettanto popolare personaggio letterario e cinematografico del commissario Camilleri. 

Costretto a trovare il colpevole in pochissimo tempo a causa del servizio ottimistico di una giornalista sua amica in cui vengono riportate sue fantasiose confidenze, scopre alla fine la verità che si lega a una delle battaglie di umanità portate avanti dal vero scrittore empedoclino.

Un ricordo di un grandissimo scrittore e regista che tanto ha dato agli autori di Joe Pod sia nella narrativa che nel teatro.

La storia si può ascoltare gratis su Spotify, su Spreaker e su qualsiasi altra importante piattaforma di podcast. 

LINK SPOTIFY

https://open.spotify.com/episode/36HhP2kq5BWhuA7H8HPRRm?si=Y4Zsoj1yS-K7Sw2YCSOeWQ&dl_branch=1


martedì 6 luglio 2021

Mancini lascia


Processo a Roberto Mancini. Non se lo può scansare. È l’unico responsabile. Le scelte contro la Spagna le ha fatte lui mica i tifosi, mica i critici, mica i commentatori, mica gli ex allenatori, mica gli ex calciatori. Perché si è interstardito a insistere con due difensori in avanzato stato d’età che sì fino alla partita contro il Belgio sono stati due mostri ma dopo il Belgio era chiaro che li avrebbe dovuti cambiare. E poi perché questa squadra messa così male in campo con un centrocampo che non ha funzionato e degli attaccanti che non andavano messi in squadra per gli evidenti limiti già mostrati nelle precedenti partite nonostante i gol bellissimi e i passaggi vincenti. E i cambi? Perché non farli prima? 

Mancini farebbe meglio a dimettersi prima di combinare prima di illuderci di essere una grande squadra con un gioco mai visto prima per bellezza e poi sul più bello ci fa vivere l’amarezza di non arrivare fino in fondo. Non possiamo soffrire così. I critici e i commentatori hanno sempre e comunque ragione. 

Nessuno mi può accusare di sfruttare il risultato finale di Italia-Spagna per dire quello che ho scritto tre ore prima dell’inizio della partita alla fine della quale ogni critico, ogni commentatore seguirà un suo copione già scritto com’è sempre stato: avrebbe dovuto fare così, avrebbe dovuto fare colì. Dopo è troppo facile. Per questo, con tutti gli scongiuri del caso, sono l’unico al mondo a permettermi di farlo prima e questo fin dalle prime battute del comunque fantastico Europeo azzurro. 


Raimondo Moncada 

domenica 4 luglio 2021

Le dimissioni di Roberto Mancini

Roberto Mancini sta pensando alle dimissioni. Sono stato l’unico in Italia e, modestamente, al mondo ad avergliele chieste attraverso questo blog e i social che contano tanto. 

Ora per la sua nazionale, per l’Italia, si fa difficile, tutto si complica maledettamente. I critici, molto critici prima della vigilia dell’Europeo, sono diventati tutti lodatori. 

“Il miracolo di Mancini!”

“Tutto merito di Mancini.”

“Mancini l’audace, il creativo.”

“Mancini che va dritto con le sue idee senza dare ascolto alle critiche e ai consigli di tanti altri illustri qualcosa”.

Ora ci siamo. Tutti nel mondo pallonaro ci considerano la squadra da battere. Tutti ci danno per favoriti alla vittoria finale dell’Europeo 2020 che si gioca nel 2021 e il cui risultato, forse, sarà metabolizzato nel 2022.

E Mancini, ascoltando i fraterni consigli di chi scrive, ha quasi deciso. Gliel’ho letto  nell’espressione riflessiva in panchina durante la partita vincente e convincente contro il Belgio. 

Nessuno mi potrà dire: “Ora è troppo facile chiedere le dimissioni.”

Io, caro Roberto, ti ho chiesto le dimissioni prima di ogni vittoria della nazionale conquistata con le tue idee contestate, con le tue personali convinzioni contrarie a quelle degli allenatori di Facebook o di ex allenatori che si sono ritirati dal fare gli allenatori per i pessimi risultati in campo:

“Vai via adesso, prendi tutti in contropiede. Ora sei bravo, bravissimo, ma alla prima sconfitta tutti saranno contro di te e ti diranno: hai sbagliato! Non puoi essere allenatore dell’Italia. Avresti dovuto fare questo e quello. Il tuo principale errore è stato quello di non darci ascolto”.

Roberto Mancini scioglierà la riserva poco prima della semifinale con la Francia. Me l’ha promesso. 


Raimondo Moncada 

I ricordi di San Calò

La mia città natia, Agrigento, oggi in preghiera per San Calò, in Piazza Stazione, con il simulacro statico e non più libero camminante per le norme anti Covid. 
Quanti ricordi! 
Il primo è il pane consacrato che arrivava al santo durante la processione con una pioggia dai balconi e io minuscolo bambino che mi intrufolavo pericolosamente tra i mille piedi dei portatori della vara a raccoglierlo e a portarlo a casa, in vicolo Seminario, come la conclusione di una battuta di caccia a ricevere i complimenti di mamma e papà. 
E poi i tanti piedi scalzi sul bollente asfalto di familiari, di amici, di vicini, di conoscenti, di gente sconosciuta, per chiedere, implorare una grazia al santo che, se hai pazienza e fede, arriva. 
E come non parlare del mio tamburo, del mio urlo “Ebbiva San Calò!” per annunciare l’ingresso dei miei amici col l’energico ballo folk a lui dedicato? Ricordo la mia prima volta nelle vesti di tammurinaru in Germania, tra gli anni Ottanta e Novanta, davanti a grati emigrati siciliani e a accoglienti amici tedeschi (che non capivano niente di siciliano, ma che capivano bene cosa c’era dentro quel canto e dentro quel ballo di fede) quando mi sono lanciato in un monologo improvvisato meravigliando tutti, pure me stesso, timido timido su un palcoscenico tanto allegro di birra. 

Raimondo Moncada 

sabato 3 luglio 2021

E la banda suona San Calò

È Brunetta nota anche come Zingarella ed è di San Calò, appartiene a lui, al santo nero venerato ad Agrigento con processioni di folle di fedeli nelle prime due domeniche di luglio. È la musica che fa uscire San Calò dalla sua basilica, senza pare inimmaginabile. Penso si rifiuterebbe. Brunetta-Zingarella è la musica della fede che lo accompagna per vicoli e vicoletti, per pirtusa e stretti budelli di tutta la città, la mia città. 

 

La banda musicale non suona altro, per ore e ore, mentre le teste dei portatori e dei fedeli a piedi scalzi bruciano, di note e di sole.

 

L’autore di Brunetta non è di Agrigento. È originario di Alessandria della Rocca e di cognome scopro subito fa Ingo. Il cognome del compositore a tantissimi agrigentini (per non dire a quasi tutti se non a tutti, compreso chi scrive) non farà suonare alcun neurone din don dan, ma nel mondo musicale è un artista molto conosciuto e apprezzato.

 

Saputolo e dico e ripeto anche in maiuscolo “SAPUTOLO”, i neuroni din don dan hanno cominciato a suonarmi come suonava a prima della pandemia, e stordendo le orecchie, la campana del capo dei portatori della sacra vara (che mi rimanda sempre davanti agli innocenti occhi la storica figura di Gigi Casesa). 

La musica di San Calò ce l’hai così dentro, legata agli atomi del corpo e dello spirito, che quando all’orecchio stordito ti arriva un solo accenno ti appare subito lui, San Calò, col suo libro in mano e con sopra scritto un elenco lunghissimo di richieste di grazie. 

 

È un istante. Una folgorazione. Un miracolo.

 

Dopo oltre mezzo secolo di esistenza su questa terra, non mi ero mai posto il problema di chi fosse il padre di Brunetta. Ero beato nella mia ignoranza perché l’ignoranza dà la beatitudine in questa incomprensibile attualità. Il nome del maestro Ingo me lo tira fuori un altro maestro che stimo tantissimo, un artista di Raffadali, Filippo Ragusa, compositore eccelso e direttore del corpo bandistico Parisi: “Questa è una marcia brillante per banda scritta dal Maestro Ingo di Alessandria della Rocca. Il vero titolo non è Zingarella, ma Brunetta”. È bene precisarlo perché in tanti continuano a usare Zingarella e sono così tanti che la marcia è forse più nota come Zingarella che come Brunetta.

 

La curiosità mi spinge a fare qualche ricerca veloce su internet. Non trovo tantissimo. E quel poco che trovo mi conduce a Luigi Ingo, a cui è dedicata nel paese natio l’associazione culturale musicale alessandrina che nel 1993 ha anche dato vita al locale complesso bandistico diretto dal nipote e maestro Roberto Guastella. 

 

La mia ricerca si arricchisce e giunge al capolinea con le informazioni che mi fa avere il nipote del Maestro, ovvero Giuseppe Ingo. La marcia di San Calò "è stata composta nel 1930 da mio zio Salvatore Ingo, fratello di Luigi, nonché fratello di mio padre, in occasione  della festa del Santissimo Crocifisso di Siculiana". 

 

Perfetto! Ora mi sento una persona acculturata, pronto a partecipare a quiz e a rispondere a qualsiasi domanda. Ma chi è Salvatore Ingo? Cerchiamo di andare più in profondità. 

 

Nel fornirmi una foto d’epoca, il nipote Giuseppe mi descrive allora lo zio e non solo lui, ma un’intera famiglia di artisti: 

 

"Nasce ad Alessandria della Rocca nel 1896 ed è il terzo di sei figli che portano la musica nel sangue. Salvatore è stato un grande suonatore di flicorno baritono e tenore. È stato maestro di musica a Montallegro, Siculiana e Licata. Gli altri fratelli: Giuseppe (clarinetto), Alfonso (sax tenore), Luigi (flicorno), Francesca (dotata di una bellissima voce) e Vincenzo (clarinetto piccolo Mib). Ringrazio mio cugino Roberto Guastella per avere ripreso la prestigiosa tradizione di famiglia".  

 

Dopo lo svelamento del mistero, ora so a chi debbo ringraziare per una melodia che mi riporta alla fede, alla festa, al popolo, ai tammurinara, ai piedi scalzi, alle strade roventi, alla speranza, alla città di San Calò, alla mia natia città: Agrigento. Chi non è agrigentino, chi non è nato e cresciuto con San Calò, chi da piccolo non si è intrufolato tra i piedi sudati dei portatori per raccogliere il pane consacrato, non può capire: non può essere attraversato dal brivido che ti scuote in tutto il corpo ascoltando solo una nota di una musica che già sentivo nella pancia di mia madre all’arrivo con suono crescente della vara in piazza Don Minzoni, dove nella vicina Discesa Seminario avevo una piccolissima reggia, la casetta dove, con Brunetta nel cuore, ho vissuto i miei primi cinque anni di vita. 

 

Raimondo Moncada

venerdì 2 luglio 2021

Italia-Belgio, il risultato finale



Ecco come andrà a finire Belgio-Italia, partita a eliminazione diretta valida per le semifinali dei Campionati Europei di calcio. Un risultato che do quattro ore prima dell’inizio della partita. 

1
Se l’Italia vince, passeranno di sicuro il turno gli azzurri e tutti noi italiani in Italia e tantissimi italiani emigrati in Belgio festeggeremo perché Roberto Mancini ha schierato la migliore formazione possibile durante tutto l’arco della partita che tutti i critici e i commentatori caldeggiano da giorni sulla base di criteri oggettivi e di prestazioni passate al vaglio del computer e dimenticando tutti i giocatori lasciati a casa dal Ct per i quali si è scatenata pure qualche polemica, ma quando si vince si dimentica tutto.

2
Se l’Italia perde, sarà tutta colpa di Mancini che si deve prima andare a nascondere e poi nascosto si deve dimettere perché ha sbagliato formazione fin dall’inizio, ha sbagliato i cambi tra l’altro tardivi perché avrebbe dovuto pensarci prima e tenere conto delle vincenti indicazioni di critici e commentatori ed ex calciatori ed ex allenatori vittoriosi non in campo ma nei pronostici e nelle valutazioni finali: ma come si fa a perdere con i giocatori che ha l’Italia?

3
Se l’Italia pareggia, diventerò miliardario perché sto andando a scommettere sul pareggio finale di Monaco che non accontenta nessuno, lo so, ma neanche scontenta. Si farà felice la nazionale di un altro girone che in semifinale dove non troverà nessuna avversaria e transiterà in finale a tavolino con forze fresche per vincere il trofeo e dire: Grazie Italia!

Raimondo Moncada 

giovedì 1 luglio 2021

Nomination al London Shorts Film Festival di Londra


Ma lo capite che da actor rischio seriamente il red carpet? Ma lo capite che prima o poi rischio di andare pure e macari anche a Hollywood?
Oggi dall’Inghilterra, tramite l’autore e regista Massimo Puglisi, mi è arrivata questa meravigliosa e inattesa notizia: il nostro cortometraggio “Tre prodigal son”, il figliuol prodigo, (che poi non è così corto) ha ricevuto una Nomination (sezione Best Short
Drama) non in contrada Scarpi Persi ma al London Shorts Film Festival e concorre inoltre al DMOFF Film Festival negli Stati Uniti.

Ma non è fantastico?
E la mia faccia è pure sulla locandina. È nel manifesto perché risulto tra gli attori, o meglio, tra the actors protagonisti e in un ruolo drammatico. 

Grazie all’autore e regista Max Puglix (Massimo Puglisi) per avermi rapito e costretto a recitare dopo anni lontano dai maxi schermi di Hollywood e grazie ai amici attori con i quali ho avuto il piacere e l’onore di girare: Marcella Lattuca, Luigi Corbino, Alfonso Marchica, Giovanni Moscato. 

Prenoto subito il frac con farfallino volante e mutande abbinate.

Raimondo Moncada 

mercoledì 30 giugno 2021

Consegna del premio Buttitta a Fake news



Il 17 luglio ci sarà la consegna del Premio “Ignazio Buttitta - Sezione Giornalismo e Comunicazione” al libro Fake News - manuale semiserio di sopravvivenza contro le bufale scritto col sociologo Francesco Pira e pubblicato da Medinova dell’editore Antonio Liotta.

Location prestigiosa che ti fa arrizzare le carni: contrada Caos, davanti la Casa Natale del premio Nobel Luigi Pirandello che ha molto gradito quando ha saputo del prestigioso riconoscimento: “Sono molto felice per loro!”

Il premio è promosso dal Centro artistico culturale ed editoriale “Renato Guttuso” di Favara, presieduto da Lina Gucciardino.

Si tratta dei riconoscimenti 2020 non consegnati lo scorso dicembre a causa dell'emergenza Covid-19.

Grazie di cuore alla commissione per il premio. Per me sarà il secondo “Buttitta” dopo quello ricevuto per il libro su mio padre Il Partigiano bambino - la storia di Gildo Moncada. 

Raimondo Moncada 

lunedì 28 giugno 2021

Italia contro Belgio, lo specchio vincente


Se i giocatori del Belgio si inginocchieranno, ci inginocchieremo pure noi. Se segneranno, segneremo pure noi. Se si qualificheranno, ci qualificheremo pure noi.

Lo spogliatoio azzurro è unito e convinto nella strategia vincente. 

Passeremo di sicuro il quarto se lo passerà pure il Belgio, per ritrovarci assieme a giocarci semifinale e finale. Vincerà chi resisterà di più a imitare a specchio l’altra squadra. 

Io mi guarderò allo specchio e da italiano (variante siciliana) tiferò Italia a comu veni veni.

Raimondo Moncada 

domenica 27 giugno 2021

Fine di una bella amicizia


Sposerò, per la prima volta, due amici. Sarà il rinnovo della promessa d’amore dopo 25 anni di matrimonio. 
“Lo devi fare tu, vogliamo solo te!” mi hanno detto. 
“Ma siete sicuri?”
“Sì.”
“Sapete a cosa andate incontro, vero?”
“Lo devi fare tu e basta!”
Li ho anche richiamati dopo qualche giorno. 
“Siete davvero convinti?”
Mi hanno risposto di sì, ridendo.
Ieri sera, in occasione del venticinquesimo di altri due cari amici, ho mandato loro un altro messaggio per mettere per la terza volta le mani avanti. 
“Siete…”
Niente, questa sera per la prima volta nella mia vita farò lo sposatore e ho preparato un discorsetto che mi condurrà - ne sono sicuro - dritto dritto alla porta come indesiderato. 
La fine di una lunga, sincera, bella amicizia. 
Ma non sarà colpa mia. Ho la coscienza pulita (e ho scritto questo post qualche ora prima dell’evento per testimoniare la mia buona fede ed essere esente da critiche postume).

Raimondo Moncada 

giovedì 24 giugno 2021

Viaggio ironico dall’Odissea alle Fake news



Un viaggio ironico, a pelo d’acqua, cavalcando nel tempo tra le opere che ho scritto in questi anni, dall’opera teatrale Odissea al saggio umoristico Fake news, ospite del salotto letterario RestArt di Giuseppe Recca  a bordo della piscina di Bono Vacanze, a Sciacca, a Capo San Marco, a pochi passi dal mare, con momenti anche di spettacolo, soprattutto di spettacolo. Per passare un po’ di tempo con leggerezza. Ci vuole anche la leggerezza. 

Venerdì 25 giugno alle ore 19,00. 

Cose belle, cose estive, in acqua, tra schizzi di teatro, prosa e poesia. 

E l’ingresso non si paga. 

R.M. 


mercoledì 23 giugno 2021

Nato e cresciuto senz’acqua


Io sono nato e cresciuto senz’acqua. E per tanti anni mi sono vergognato, non dell’assenza di acqua ma di quello che mi ha fatto vivere. Perché senz’acqua non ti puoi lavare e se non ti lavi puzzi, puzzano i tuoi piedi, puzza il tuo corpo, puzzano i tuoi vestiti, le tue calze. E se puzzi, mentre gli altri profumano, non ti avvicini agli altri, ai tuoi amici, ai tuoi compagni di classe, per non farti sentire. 


Sono nato e cresciuto ad Agrigento. Nato in centro storico ben 54 anni fa e cresciuto in periferia, al Villaggio Mosè, quando c’erano quattro case contate. E ricordo i turni non di giorni, non di settimane, ma anche di più, al mese ci arrivavamo.  

Da non credere. Terzo mondo. E ne parlo ora che di acqua si parla ancora tanto, se ne parla sempre. Sembra il centro di tutto, il centro di gravità permanente.

E ricordo il mio quartiere assetato, ricordo i rubinetti con le gocce che quasi contavamo, ricordo i continui (diventati poi normali) viaggi con i bidoni alla fontana di Bonamorone (nella foto) con la Fiat 127 di mio padre che non poteva alzare pesi in quanto mutilato, ricordo le autobotti con i miei genitori che facevano la fila, ricordo la vasca da bagno di casa mia usata per riciclare l’acqua della lavatrice da destinare al water. Memorie ancora vive di un bambino. E io mi vergognavo di questa situazione - un’emergenza perenne - che vivevo come anormale normalità e che non tutti vivevano perché c’era chi l’acqua c’è l’aveva, l’acqua a casa gli arrivava, con l’acqua lavava e si lavava e grazie all’acqua non puzzava e si poteva avvicinare agli altri perché non puzzava. E si poteva pure togliere le scarpe perché aveva le calze lavate di giornata. 

E a distanza di anni, tanti, tantissimi, chiedo scusa a tanti compagni di classe, a tanti amici. Non è stata colpa mia. Non è stata colpa della mia famiglia che si è pure unita a tante proteste e battaglie per un servizio umano. 

Mi è mancata l’acqua, mi hanno fatto mancare l’acqua che non mi facevano arrivare a casa e certi miei comportamenti sono stati condizionati dalla mancanza di quell’elemento vitale che poi in tv e sui giornali ho sentito non a caso chiamare “prezioso liquido” perché l’acqua nella mia Agrigento non è mai stata chiamata col suo naturale nome. 


Raimondo Moncada 

martedì 22 giugno 2021

La zia Pippina e l’onorevole Liccasarda

 


La zia Pippina, riconoscente, arraggiata, teatrale, donna di altri tempi quando bastavano due galletti, quattro uova, quattro babbaluci e un po’ di cicoria per chiedere una raccomandazione o il favore di un cambio di mutandine femminili alla Standa, si ripresenta a un politico per chiedere l’ennesimo favore. Ma un po’ hot. 

La zia Pippina è un personaggio del romanzo Il presidente Liccasarda di Randazzo Enzo presentato a Sciacca libri estate 2021, per la conduzione di Massimo D'Antoni e le riprese di Michele Torrente per Rmk Sciacca.

Hanno letto alcuni brani del romanzo Vittoria Russo e Raimondo Moncada al quale è stata affidata la zia Pippina. 

domenica 20 giugno 2021

Europeo, Italia stonata rischia squalifica



L’Italia rischia di essere squalificata dal campionato europeo di calcio. 

Una notizia bomba, inattesa, clamorosa, che giunge proprio al fischio finale della partita giocata e vinta con il Galles. 

L’Italia è arrivata prima nel suo girone, vincendo tutte e tre le partite, segnando una valanga di gol e convincendo per il suo gioco spumeggiante. Ma il gioco non c’entra nulla con la possibile esclusione. C’entra la discutibile prestazione canora dei giocatori, sonoramente bocciata da tanti tifosi che sui social si sono espressi in maniera chiara e inappellabile. 


L’inno nazionale italiano cantato dai calciatori azzurri in coro, in effetti non si può davvero sentire. 

Cosi giusti.

E dopo la plateale protesta di Mameli (“Così non si può sentire, non lo riconosco”), ecco che tutti i post di Facebook sono stati girati all’Uefa che ha istituito d’urgenza una commissione d’inchiesta. Non è stato reso nome il nome dei commissari ma pare che il loro coordinamento sia stato affidato al maestro Vessicchio. 


In attesa della conclusione delle indagini, attraverso questo mio canale personale mi permetto di lanciare le seguenti e ufficiali proposte alla nostra Federazione: 

- I giocatori selezionati dal commissario tecnico, prima di scendere in campo, dovrebbero aver superato il test dell’intonazione al diapason on diretta Facebook;

- Ai giocatori della nazionale italiana, finito l’Europeo, dovrebbe essere imposta la frequentazione della scuola Sanremo play con un talent show trasmesso su Facebook;

- I giocatori in campo, senza una voce alla Pavarotti, dovrebbero cantare l’inno in playback o con i microfoni ambientali spenti. 


La commissione di Vessicchio avrebbe intanto rinviato tutti i giocatori al giudizio della corte d’assise canora istituita, mentre formulavamo le proposte, dalla Fifa. 

Si attende con trepidazione il verdetto. 

Sarà squalifica?

Le sensazioni non sono buone. Uno dei commissari, secondo indiscrezioni, prima di ritirarsi in camera di consiglio, pare abbia detto in gran segreto a un altro anonimo commissario che non vuole essere citato: “Ma come cantano? Non sembrano italiani. E se i giocatori dell’Italia non sono italiani dobbiamo squalificarli”. 


Sperano adesso i turchi, ultimi nel girone con tre sconfitte e una valanga di gol subiti. Anche le altre squadre del girone, infatti, sarebbero state segnalate per aver modificato l’inno stonandolo tutto e facendolo sembrare l’inno stonato di un’altra nazione. Ma, altra notizia clamorosa, non ci sarebbe incriminato solo il girone dell’Italia. Pare siano tutti i gironi sotto giudizio. E a questo punto sarebbero a rischio squalifica tutte le squadre. E se fosse davvero così, non ci dovrebbero essere problemi. Meglio un Europeo stonato che un Europeo svuotato. 

Staremo a vedere. Vi terremo aggiornati. 


Raimondo Moncada 


P.S. Post ironico, dal contenuto palesemente non vero. Una Fake news, che si auto dichiara tale come nel Manuale semiserio di sopravvivenza contro le bufale scritto con il sociologo Francesco Pira per Medinova Edizioni. 






sabato 19 giugno 2021

Roberto Mancini, si dimetta


Chiedo ufficialmente le dimissioni di Roberto Mancini da commissario tecnico della nazionale. E le chiedo adesso, unico in Italia e nel mondo, dopo due vittorie convincenti, al campionato Europeo di calcio. 

Chiederle dopo sarebbe troppo facile. Chiederle dopo è lo sport praticato dai più e da sempre, da chi crede di avere sempre ragione (“Lo dicevo io che sarebbe finita così!”). 

Quindi chiedo a Roberto Mancini, proprio ora che tutti lo acclamano per l’eccezionale lavoro svolto nella costruzione di una squadra degna della storica tradizione azzurra, aggiungendo bel gioco e vittorie a catena a suon di gol, a mettersi da parte. Così anticipa tutti i critici, i commentatori, gli allenatori e gli strateghi fuori dal campo, li prende in contropiede, non se lo aspetta nessuno, e si gode col marameo questo momento felice da gran campione, da gran signore e da grande allenatore qual è.

Ho grande stima di Roberto Mancini. Lo vedrei benissimo in un grandissimo club, come nella mia Juventus. Succederà prima o poi. 


Raimondo Moncada 

Un io a tre teste e sei mani

Storia di una composizione a tre teste e sei mani. Parole, musica e voce. Tutto a distanza, da una parte all’altra della provincia di Agrigento, ma uniti da uno stesso cuore. 


Il 18 maggio mi arriva una telefonata.

“Signor Moncada?”

“Raimondo... Chiamami Raimondo.”


È Antonino, uno studente di quinto anno, figlio di una poetessa di Licata, meglio nota nel mondo letterario e in quello anagrafico come Angela Mancuso. 

Mia amica, colei che mi ha più volte chiamato a Licata per presentare e leggere le sue poesie, colei che mi ha pure proposto come presidente del concorso letterario “Raccontami, o Musa”; colei … di colei in colei faremmo notte. 

Ritorniamo al filo della storia, vera, verissima. 

Antonino frequenta il liceo musicale e come seconda prova del suo esame di maturità ha pensato a un elaborato multimediale e multidisciplinare. 

Il tema che gli è stato assegnato è l’io interiore. E lui ha pensato a una poesia della mamma (tratta dalla raccolta Sculture d’incanto) da incastonate nella parte finale di una sua musica (Antonino è musicista e compositore). 

“E allora? Come posso esserti utile?”, insisto al telefono. 

“Ho pensato a lei per...”

“Per? Spiegati...”

“Sì, per ...”

“Per o tanto per?”

“No, solo per...”

“E allora?”

“Per dare voce alla poesia di mia mamma...”

“Quindi non è tanto per?”

“No!”

“Allora puoi contare su di me!”

“Grazie.”

“Per?”

“Per avermi chiamato.”

“Allora accetta? Posso contare sulla sua voce?”

“Sì, considerami già sotto esame.”


Ecco i piaceri e gli onori della vita! Antonino mi ha scelto, mi ha chiamato, mi ha fatto la proposta e io ho detto di sì. 

Mi sono messo subito al lavoro: non è giusto farlo aspettare, ho pensato. 

Gli ho registrato così una traccia audio e gliel’ho inviata credendo fosse già bellissima, che andasse bene. Lui mi ha ringraziato ma mi ha chiesto delle modifiche, come da vero regista, con un accento nel finale, un ritmo e un tempo di lettura che doveva coprire uno spazio preciso. 

E ha fatto benissimo.

Ho eseguito le direttive, così come fa qualsiasi attore con chi lo dirige. Con quel video, con quella sua splendida musica, con il testo finale della mamma e la lettura di un dicitore che ha più volte sentito recitare a Licata (mamma e dicitore citati nei titoli di coda e nella presentazione dell’elaborato), Antonino ha superato brillantemente l’esame di maturità. 


Ma la poesia e la musica di madre e figlio non potevano rimanere dentro un fascicolo scolastico, forse anche virtuale dopo un anno di pesante e indimenticabile DAD. Meritavano di essere portate fuori, conosciute dal mondo, dagli ammiratori della poetessa Angela e dagli ammiratori dell’autore Antonino. 

Ispirato dalle note e dai versi, mi sono fatto così un giro per Sciacca e ho realizzato un mio personale video con cui sono stato promosso da Angela e Antonino a cui faccio i migliori in bocca al lupo per la sua carriera artistica e accademica e che ringrazio per avermi scelto. L’alternativa sarebbe stata la voce metallizzata di Google, meglio io. Cosi giusti. Io, il titolo della videopoesia. 


Raimondo Moncada



Io che son io e nessun altro


“Io che son fiato, pelle, passi, acqua che brucia, fuoco che mangia l’anima…” 

Sono alcuni versi della poetessa Angela Mancuso che il figlio Antonino ha ripreso per il suo esame di maturità (superato brillantemente) componendo una musica da gran maestro e coinvolgendomi nell’interpretazione sonora della poesia. 

Oggi ho raggiunto i luoghi che mi hanno risuonato dentro e, riprendendo la stessa traccia audio, con il testo, la colonna sonora e la voce ho realizzato il video “Io sono io e nessun altro”.

La poesia si intitola “io”

Ed è tratta dalla raccolta “Sculture d’incanto”.

Le immagini sono girate a Sciacca (la poetessa e il compositore sono di Licata).

Raimondo Moncada 

giovedì 17 giugno 2021

Eliminiamo gli sponsor, anche quelli di Ronaldo



Giusto. Appoggio l’azione di Ronaldo, così come appoggio chi lo ha imitato nello spostare le bottiglie di un marchio di bevanda sponsor del campionato europeo di calcio. 

Finiamola con tutti questi sponsor che con i loro soldi consentono lo svolgimento delle competizioni sportive, sostengono l’attività di atleti che senza finanziamenti non potrebbero neanche tentare l’abbattimento di un record. 

Da oggi allontaniamoci da tutti i prodotti degli sponsor, tutti, anche dai prodotti che sponsorizzano Ronaldo. Così senza sponsor si ritornerà agli inizi, quando si giocava solo per puro divertimento, senza alcuno stipendio e con le pezze nel culo, come è accaduto a me giovanissimo nel durissimo campo in terra battuta del Villaggio Mosè (estrema periferia di Agrigento). 

Lo affermo da ex giocatore amatoriale, da sportivo, da tifoso juventino della prima ora. 


Raimondo Moncada 



Europeo, critiche all’Italia di Mancini



Scoop eccezionale! Ecco come finirà ogni partita giocata dalla nazionale di calcio italiana all’Europeo 2020, che poi è 2021. Queste le anticipazioni a prova di qualsiasi risultato, elaborate sulla base dei giudizi espressi nel corso dei secoli, dei millenni dall’uomo commentatore che sa tutto e che diventa ora esperto di virus, di vaccini, di calcio ecc. 
L’anticipazione sul giudizio e sul risultato, ovviamente, viene fatta all’inizio di ogni partita per non essere condizionati dallo svolgimento. Troppo facile! 

Ipotesi 1 
Il commissario tecnico Roberto Mancini conferma la squadra, moduli di gioco e vince. I critici: bene, ci ha dato ascolto. 

Ipotesi 2
Mancini fa turnover e la squadra vince. I critici: bene, ci ha dato ascolto.

Ipotesi 3 
Mancini conferma la squadra e perde. I critici: questo perché non ci ha dato ascolto. Avrebbe dovuto cambiare. Si cambiano sempre i giocatori stanchi e appagati, così come si cambiano gli schemi di gioco per non dare punti di riferimento agli avversari. Perché insistere sempre sugli stessi moduli?

Ipotesi 4 
Mancini fa turnover e la squadra perde. I critici: questo perché non ci ha dato ascolto e ha cambiato la squadra vincente che non si cambia mai. E poi perché ha fatto marcia indietro sugli schemi? Avrebbe dovuto insistere. 

Ipotesi 5 
L’Italia pareggia e i commentatori si spaccano. Da un lato c’è chi parla di un’Italia deludente con un Mancini che non ha osato, che non ha seguito le loro indicazioni. Dall’altro lato c’è chi parla di un ottimo risultato, raggiunto grazie a un allenatore che ha seguito i loro suggerimenti.

La vittoria, comunque, accontenta sempre tutti e rende allo stesso modo felici giocatori, allenatori, tifosi e commentatori. Tutti, alla fine, hanno ragione, anche chi ha avuto torto. 

Raimondo Moncada

domenica 13 giugno 2021

Zizza connection, Joe Pod colpisce ancora



“Zizza connection”, una delle più brillanti operazioni nella storia delle polizie di tutto il mondo, ha per protagonista niente meno che il nostro sbirro per caso è casa casa: Joe Pod, il nome in codice di Joe Pitrusino. 

È lo stesso mitico poliziotto che la racconta, di nascosto, dal carcere di massima sicurezza, dove è rinchiuso per sfuggire alla terribile condanna del boss mafioso Don Cola Taglioni che lo vuole evirare per l’imperdonabile sgarro ricevuto. Joe Pod ha abbandonato la figlia Evira all’altare per un’avventura amorosa con la sua pudica parrucchiera. Il nostro coraggioso poliziotto preferisce il carcere alla condanna penale. 


Per trascorrere il tempo e continuare a raccontare le sue storie di sbirro per caso e di masculuni casa casa, Joe Pod  decide di dedicarsi alla realizzazione di podcast utilizzando un cellulare che nasconde in un posto molto doloroso, recondito, scoperto dagli spacciatori di droga per occultare il loro spaccio. 


In questo episodio la stressa FBI americana gli chiede aiuto per debellare un'organizzazione di narcotrafficanti del terribile capo mafia italoamericano Tony Maniscalco e la sua pupa Molly Salerno.


Una grande storia creata come sempre da Max Damiano e Raimondo Moncada che al bizzarro personaggio dà pure la voce. 


Il podcast "Zizza connection" è ascoltabile sulle migliori piattaforme come Spotify, Spreaker, Google Play. Vi proponiamo i link di Spotify.  Buon ascolto. 


LINK Prima parte 


LINK Seconda parte 


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