lunedì 30 settembre 2019

Chiedere perdono dopo trent’anni


Sono venuto a Milano per chiedere perdono a un ragazzo che nel 1986 aveva 18 anni e che ora ne ha quasi il triplo. 

Ci siamo visti. Abbiamo camminato a lungo assieme. Abbiamo parlato. Ci siamo spiegati. Abbiamo visitato gli stessi luoghi, respirato la stessa aria, sentito le stesse voci, provato le stesse emozioni. 

Dopo 33 anni ha perdonato, perché mi ha capito. Si può sbagliare, così come si può ricominciare. E gli ho dimostrato che si può ripartire, ricostruendo dal niente, in una direzione dimostratasi parallela, con lo stesso spirito di allora.


Raimondo Moncada 

venerdì 27 settembre 2019

La foto della tua giovinezza


Perché ti senti giovane dentro, ti convinci che lo sei ancora guardandoti ogni giorno allo specchio, ci riesci anche. E poi di colpo, a sangu friddu, ti imbatti nella tagliente verità che ti arriva su Messenger. È un’amica che ti invia una foto di un secolo fa e ti scrive: “Guarda cosa ho trovato!”

“Cos’hai trovato? Nun mi fari scantari 😱😱😱”

E così, con la spietata immagine del tempo, hai il confronto storico, reale, inconfutabile, tra l’oggi e il remotissimo passato. 

Non ci sono solo io nella foto (io mi sono ritagliato con la sigaretta che mi fa tra l’altro più grande, fintamente adulto). Ci sono anche altri amici in tenera età che per non fargli venire il mio stesso odierno colpo ho evitato di mostrare. 

Sono colpi alle tue convinzioni, alla tua integrità psicologica, alla tua stratificata e - credevi - l consolidata identità. 

Il corpo inevitabilmente segue il suo destino, come la sigaretta accesa. Ma possiamo intervenire sul ringiovanimento di altro. E la foto è una metà che io, nell’intimo della mia provata psiche, voglio ritentare di raggiungere non oggi - che sono dispiaciuto - ma a partire da domani quando dovrei essere spensierato e allegro come allora. 

Ci dormirò sopra.


Raimondo Moncada 

mercoledì 25 settembre 2019

Giovane tra i giovani diventa anziano


Capisci che sei cambiato, che sei cresciuto, che gli anni non sono più quelli di una volta, da un piatto di pasta, una birra piccola e un caffè portato in ritardo. 

Ti siedi nel posto di ristoro di una università, stracolmo di giovani studenti, mangi come loro (non però panini, ma un bel piatto di pasta anche se pronta e da riscaldare) e alla fine del pranzo, bagnato da una birretta e un caffettino, ti presenti alla cassa per pagare e quando arriva il tuo turno ti crolla in un istante quel senso di giovinezza che per un po’ ti aveva avvolto entrandoti dentro, giovane tra i giovani. L’anziana cassiera - che ai miei tempi avrebbe avuto l’età dimezzata - mi vede e mi chiede cosa ho preso al tavolo per fare i conti, battere lo scontrino e chiedermi i denari. Glielo dico, ma chiede ugualmente conferma alla collega che prepara i piatti: “Cosa ha preso il professore?”


Raimondo Moncada 



domenica 22 settembre 2019

Piove e ti bagni teorizzando un riparo



Ho capito che quando piove ti bagni. Lo capisci bene, al di là della teorica intuizione, quando piove e non hai ombrelli e non hai impermeabili e non hai gli scarponi per nuotare in verticale nell’acqua. 

Piove e ti bagni, come al mare, ma a gocce, piano piano. E se decidi di non farti il bagno ti ripari, se trovi un riparo. Altrimenti continui a bagnarti teorizzando un riparo.



Raimondo Moncada 

Un tempio, il silenzio, un cellulare


Immerso nel silenzio di un tempio, da solo, fuori orario; fuori piove, e tra le gocce di pioggia in lontananza senti avvicinarsi dei passi dietro la tua schiena rafreddata dalla temperatura precipitata in poche ore; è una signora con le mani appesantite da borse di plastica che lascia cadere su uno dei tanti sedili vuoti e, nel silenzio e nel mistero dell’offerta e della preghiera, prende una candela e l’accende. 

Un pensiero, un gesto che mi commuove. 

È a pochi metri da me. Osservo con la coda dell’occhio, sempre seduto, senza far rumore. Nel profondo e sacro silenzio il percepibile movimento del respiro è già un fastidio. 

Le tolgo lo sguardo. Per non avere più nessuna distrazione ritorno alla dimensione precedente. 

È solo un attimo perché sento un suono. È un cellulare. Lo riconosco. 

Mi giro, mi guardo attorno. 

Nel tempio non c’è nessun altro se non io e la signora della candela a cui ridedico la mia attenzione. Prende la sua borsa, non quella della spesa, ma quella d’accompagnamento e cerca, cerca. Il suono del cellulare conquista ogni anfratto del sacro spazio. 

Trovato! Lo esce e il suono si fa più forte, rimbomba e scuote le antiche tele con le figure che, impotenti, l’osservano. La signora, senza guardare alcuna presenza attorno a lei, rompe gli indugi. Pigia il tasto play e risponde:

“Sì, un attimo, sto uscendo!”

Un attimo, solo questione di un attimo, anche per rompere il sacro silenzio di chi la candela l’ha accesa dentro di sé senza disturbare nessuno.

La prossima volta salirò sulla vetta più alta del Tibet dove le aquile divorano i mangiatori di silenzi.


Raimondo Moncada 

domenica 15 settembre 2019

La foto, il racconto della domenica di Malgrado Tutto


Una foto ha il suo mistero e la sua magia e ci può anche ammagare in positivo o in negativo. Un’immagine fissa ha un potere enorme su ognuno di noi, innesca elettricità emotiva che non riusciamo a controllare e ci impone azioni che difficilmente tratteniamo e che possono fare pure del male. 

Ecco, “La foto” è il titolo di una storia pubblicata su Malgrado Tutto. Il suo direttore Egidio Terrana, andando oltre la cronaca quotidiana, ha chiesto ad alcuni scrittori di scrivere un “racconto della domenica” e lo ha chiesto anche a me e il me che sono io ha proposto la sua storia che parte da una foto. 


Clicca sul Link per leggerlo


https://www.malgradotuttoweb.it/la-foto/




sabato 14 settembre 2019

Io affitto anche a settentrionali


Sono meridionale, non solo del sud ma del sud del sud, più vicino geograficamente all’Africa che al nord dell’Italia. Dal continente nero, lo sapete già, mi separa un pugno di chilometri. Sono comunque al centro del Mediterraneo e per questo ho nel sangue il sangue di tante civiltà come tutti i miei conterranei. 

Questa mia geocollocazione, certificata all’anagrafe, me la porto dietro dalla nascita essendo nato dentro una casa di Via Verdi, sopra il calore di un panificio, ad Agrigento, città dei templi eterni e di mio padre, delle mie zie e dei miei zii, di mio nonno Raimondo (di cui porto per eredità e memoria il nome). Siamo tutti meridionali del sud, con storie di emigrazione non voluta ma forzata che non hanno mai avuto una conclusione e che continuano. 

Altri pacchi sono pronti verso un’altra Italia che mi appartiene, essendo fino a prova contraria italiano come italiani sono i miei familiari. E ringrazio quanti ci hanno ospitato e affittato la casa e quanti ci accoglieranno non chiedendoci la carta di identità o allarmandosi per la lingua (quella strana di Camilleri) o per l’abbronzatura della pelle, ma guardandoci negli occhi, guardando solo dentro la nostra essenza di uomini e donne, comprendendo per empatia la voglia di affermare la nostra intelligenza e il nostro diritto a sviluppare il nostro essere e a cercare di realizzare il sogno. E ringrazio ancora quelle famiglie di Perugia prima e quelle famiglie di Calcinato poi, vicino Brescia, che hanno accolto mio nonno, mia nonna, mio padre, le mie zie, saliti in treno sotto le bombe dalla Sicilia durante la seconda guerra mondiale, non facendo mancare la loro umanità. 

P.S. Io in Sicilia, e ovunque, affitto anche a settentrionali (però si su camurrusi mi la pensu, ma sulu pi la camurrìa ca è universali). 

Raimondo Moncada 

giovedì 12 settembre 2019

Messia web fa riflettere sui social


“Bravo e calzante!” Continuano le recensioni e i commenti di lettori, scrittori e scrittrici a Messia web di Raimondo Moncada, ventottesimo volume della collana a tiratura limitata “Coup de foudre” di Aulino Editore con direttore editoriale lo scrittore Soldano Accursio.

Ecco cosa scrive, in un pubblico commento, la scrittrice Enza Pecorelli, autrice del bellissimo romanzo “Ancora un valzer” pubblicato da Ottavio Navarra Editore:


Messia web è un racconto ben articolato che con una calzante  metafora religiosa fa riflettere sull'uso e abuso dei social. Si può assurgere a dèi osannati e dotati di poteri anche soprannaturali per poi crollare e risorgere. Cristi o arabe fenici, influencer o stolkerizzati. Bravo Raimondo Moncada ad avere con ironia e sagacia affrontato un tema tanto interessante”.


Enza Pecorelli ha partecipato pure alla presentazione di Sciacca cui si riferisce l’immagine a gambe incrociate asimmetriche.


Per chiedere copie della collana, basta inviare una mail a racconti@aulinoeditore.it

martedì 10 settembre 2019

Arancino o arancina? Orrore al bar



Giustamente. Non posso che essere d’accordo. Mi inginocchio. 

“Sentirmi ordinare da un turista un arancino che non si può sentire e non un’arancina e vedergliela pure mangiare con la forchetta è una cosa terribile, da sentirsi male”. È quanto mi dice una giovane signora dietro un bancone dopo che, confuso, stanco, affamato, con lo stomaco arrabbiato, le chiedo un arancino. 

“È femmina! Femmina!”

“Mi scusi, chiedo perdono. Per penitenza, mi dia tutte quelle che ha a prescindere dalla forma, dal contenuto e dal gusto. Oggi, dopo questo imperdonabile errore, mi voglio far del male. Senza forchetta, mangio con le mani. E senza tovaglioli, mi pulisco sulle maniche della camicia”.

Così faccio, uscendo dal bar dell’orrore tutto sporco ma satollo. 


Raimondo Moncada

lunedì 9 settembre 2019

Messia web, la storia si ripete


“Originalissimo!” 

Ecco il commento al libro Messia web di una scrittrice agrigentina che non solo ha partecipato alla prima presentazione di Sciacca ma ha divorato il libro inviandomi in privato il suo pensiero: 

“Giovanni, novello Salvatore del terzo millennio. Originalissimo adattamento all'epoca attuale, social e tecnologica dove, ancora una volta e come sempre, la bontà, l'amore universale e la generosità vengono non-riconosciute e condannate. La storia si ripete, pur tra cellulari e computers, a dimostrare che l'uomo, avido ed egoista, non cambia mai.

Il bene non ha ancora trovato un suo giusto tempo storico...”

Il racconto Messia web fa parte della collezione Coup de foudre di Aulino Editore con direttore editoriale lo scrittore Accursio Soldano.

sabato 7 settembre 2019

Il fenomeno di Messia web



Fenomeni. Siamo nell’epoca dei fenomeni che nascono o si creano dal nulla. Ti ritrovi così sui social con milioni di “follower”, di fan, a cui da influencer puoi di fare qualsiasi cosa o comprare qualsiasi cosa o scegliere qualsiasi cosa o dire qualsiasi cosa, nel bene e nel male, e lo fanno a occhi chiusi, senza pensarci, in fede, perché per loro sei il Verbo. 

È un aspetto della vita digitalizzata di oggi al centro del racconto Messia web di Raimondo Moncada, nuovo volume della collezione a tiratura limitata “Coup de foudre” di Aulino Editore, con direttore editoriale lo scrittore Accursio Soldano. 


Il volume sarà presentato oggi alle ore 19,30 a Sciacca, nell’atrio superiore dell’ex Collegio dei Gesuiti, antico palazzo che ospita il Comune. La presentazione è inserita nel contesto della seconda giornata di “In...chiostro”, festival dell’editoria siciliana indipendente in programma fino a domani. 

A conversare con Raimondo Moncada sarà il direttore di collana Accursio Soldano. 

“Parleremo - dice Soldano - di come il web sia capace di osannare e demolire senza dover, necessariamente, fornire alcuna spiegazione”.

Messia web racconta la storia di un ragazzo che, grazie alle nuove tecnologie, viene riconosciuto e amato da folle oceaniche come il nuovo salvatore del mondo. 

Quale sarà il suo destino? E il mondo si farà salvare? 




giovedì 5 settembre 2019

Il miracolo della nascita di Camilleri


San Calogero ovunque, nella casa della sua natia Porto Empedocle e nell’appartamento di Roma. È stato il santo preferito di Andrea Camilleri. A lui è stato votato prima di nascere e nel giorno della sua festa è pure riuscito a nascere, divenendone devotissimo. 

All’anagrafe è stato registrato con due nomi: il primo è Andrea, il secondo, a sostegno, quasi a protezione, è Calogero, anche se come Andrea Camilleri ha firmato regie e libri di successo, di quel successo che non è mai riuscito a spiegarsi la ragione. Di suo però, in questa straordinaria popolarità che ha oltrepassato i confini nazionali, Andrea Calogero Camilleri ci ha messo tantissimo. Magari dal suo santo prediletto avrà avuto una spinta, una grazia, anche se per il rotto della cuffia, a tarda età, dopo una lunghissima gavetta e un curriculum artistico di tutto rispetto. 

Un fatto è certo: San Calogero nella vita di Camilleri ha avuto un ruolo di primissimo piano: “Da sempre, dall’età della ragione, ho un paradiso deserto, privo di santi, privo di tutto. C’è solo San Calogero, al quale sono legatissimo, al quale ogni anno faccio la mia offerta e che a ben guardare troverete immagini e statuine, o in tutto quello che volete, dovunque a casa mia”. 

Glielo sento dire in uno speciale trasmesso da Teleacras risalente al 2003 che porta la firma - regia e riprese - di Diego Romeo (idea di Lorenzo Rosso e montaggio di Alessandro Giuliana).

Dice ancora Camilleri: “San Calogero è un santo che mi sta enormemente simpatico e del quale ho narrato la festa nel romanzo Il corso delle cose, il mio primo romanzo”.

Questo legame ha una sua ragione. È lo stesso Camilleri a raccontare, rievocando la storia del “miracolo” della sua nascita. 

“Prima di me, i miei genitori avevano avuto due figli, tutti e due erano morti. La prima, una bambina, morì a due anni. L’altro, un maschietto, morì a sei mesi. Allora la mortalità infantile era vastissima come fenomeno. E allora, quando mamma restò incinta per la terza volta, promise che se nasceva un maschio l’avrebbe votato a San Calogero la cui festa cade la prima domenica di settembre ed è una festa molto sentita dagli empedoclini e in genere molto sentita nella fascia meridionale della Sicilia, fino a Sciacca. Bene, io sono nato con qualche anticipo sul tempo previsto, esattamente il 6 settembre del 1925 che era la prima domenica di settembre, cioè il giorno della festa del santo, alle ore 13 esatte. Nel preciso momento nel quale il santo usciva dalla chiesa anche io uscivo, cioè venivo alla luce. E allora la levatrice mi ha esposto, così come ero appena nato, dal balcone al santo che passava di corsa, perché è un santo che corre”.

Ebbiva San Calò!

Raimondo Moncada 

martedì 3 settembre 2019

Somara a mara contro Samara


Ho visto Somara e mi sono spaventato. Di notte fa paura. È stato un attimo e in quell’attimo Somara mi è passata davanti, al mara, più veloce della luce al tramonto. 

Attenzione, amici. Somara non perdona. Appara e scompara ovunque, in ogni loco dell’alloccuto pianeta, come la luce quando con i lampi e con i tuoni va e viene e temi per la ricarica del cellulare che ha pure la lampadina incorporata e ti illumina la notte non facendoti così truppicare e allavancare alla visione della prima Samara che appara. 

Occhio, mi raccomando. E segnalate, continuate a segnalare la presenza di Somara, fino a stancarvi, fino a passare a un altro fenomeno para normale e para tutto per trascorrere il nostro prezioso tempo, che poi è la nostra vita. 

“Meglio Somara ca dda scappata di casa di Samara”, mi dice un’amica di Siracusa, insegnante, scrittrice, molto sensibile a questi argomenti. 

Meglio molto meglio. Somara vive felice, ignara di Samara e di altre spaventevoli presenze. 

Raimondo Moncada





lunedì 2 settembre 2019

Dare voce a Camilleri


Ho avuto il grande privilegio di dare voce a Camilleri in presenza di Camilleri, nella sua Porto Empedocle, nella mia Agrigento e a Grotte. Un piacere e una tachicardica responsabilità. Leggere pensando al giudizio dell’autore, a cui ti sostituisci, interpretandone pure le sfumature e i significati nascosti oltre che il sentimento, ti mette agitazione. 

L’ultima volta di letture di Camilleri con Camilleri me la ricorda - perché non ci pensavo più, la vecchiaia avanza! - Egidio Terrana, direttore di Malgrado Tutto e presentatore della XV edizione del premio “Racalmare - Leonardo Sciascia”. Siamo a Grotte, al cine-teatro “Marconi” poi intitolato ad Antonio Liotta. È il 19 gennaio 2003.  Amministra il Comune, e promuove il Racalmare, il commissario Antonino La Mattina. I premi sono assegnati alla giornalista del Corriere della Sera, alla memoria, Maria Grazia Cutuli, allo scrittore Gaetano Savatteri e a lui, al maestro Andrea Camilleri. “In quell’occasione - mi ricorda Egidio - l’organizzazione ti ha chiamato per leggere alcune pagine delle sue opere. Sotto, come commento musicale, avevi il violino di Luigi Amico”.


Egidio Terrana ritorna a presentare la trentesima edizione del “Racalmare”, con la presidenza della giuria affidata a Salvatore Ferlita e con sindaco al Comune di Grotte Alfonso Provvidenza. Ad aprire l’evento - questa volta lo ricordo bene perché ancora mi vibra l’emozione - hanno chiamato la stessa voce che nel 2003 ha dato voce ad Andrea Camilleri, ma questa volta in sua assenza. Un sentito omaggio che per i posteri annotiamo come avvenuto sabato 31 agosto 2019. 

Ma ci sono state altre occasioni di letture camilleriane con Andrea Camilleri presente. 

Faccio anche io un esercizio di memoria (il maestro ci ha scritto un libro!). Scrivere aiuta a recuperare pezzi di vita vissuta e a unire vari momenti che messi assieme hanno un senso in una storia ben più ampia con dentro altre persone e fior di artisti. 

La mia prima volta è stata ad Agrigento, nel 1996, nella grande sala del Circolo “Empedocleo”, in una rassegna di incontri con l’autore organizzati dall’allora vicesindaco e assessore alla Cultura e scrittore Enzo Lauretta.A presentare Andrea Camilleri, Lauretta chiama un amico (e non solo) del maestro di Vigata: Enzo Alessi. 

La seconda volta è stata alla Marina, nella sua Porto Empedocle, nel luglio del 2000, in occasione di un appuntamento del Caffè Letterario itinerante promosso dall’allora attiva Provincia Regionale di Agrigento. C’era Andrea Camilleri e il giornalista Marcello Sorgi autore per Sellerio di un libro-intervista. 

Ci sono state altre occasioni, senza la presenza di Andrea Camilleri e ce ne saranno altre. A Sciacca, il 6 settembre 2019, giorno della sua nascita, in un’iniziativa corale, a più voci, lui sarà presente, lo so. Sarà lui a raccontarsi, dopo avere dettato il testo. 

Raimondo Moncada 


La prima foto è un fermo immagine  di un filmato sulla messinscena di Tiresia.

La seconda immagine è stata scattata il 31 agosto 2019 a Grotte dal fotografo Angelo Pitrone 

domenica 1 settembre 2019

Premio Racalmare 2019, omaggio a Camilleri


L’omaggio ad Andrea Camilleri ha alzato il sipario alla trentesima edizione  del Premio “Racalmare - Leonardo Sciascia” a Grotte. In piazza Umberto I, sabato 31 agosto 2019, ha aperto l’evento la voce del Maestro che si è materializzato dentro uno schermo gigante. Poi la lettura di Raimondo Moncada di due brani tratti dai romanzi La concessione del telefono e La mossa del cavallo.


I brani sono stati scelti dal direttore artistico Salvatore Ferlita che, salendo sul palco a condurre la prima giornata del premio, ha raccontato i suoi incontri con lo scrittore empedoclino e la sua grandezza. 

Il Maestro ha ringraziato e gli spettatori lo hanno sentito, applaudendolo a più riprese.

La serata è quindi proseguita con la conversazione di Salvatore Ferlita con gli scrittori finalisti del “Racalmare 2019”: Roberto Alajmo, Evelina Santangelo, Cristina Cassar Scalia.  

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