sabato 24 agosto 2019

Il posto di sblocco culturale della polizia


Alt! Si accomodi, prego. Un “posto di blocco” culturale (che poi diventa un autentico “posto di sblocco” mentale) con Camilleri, Pirandello, Sciascia, Tomasi di Lampedusa. E non è il tradizionale ente a promuovere e organizzare l’appuntamento con gli scrittori, ma la Polizia di Stato. È un caso raro, forse unico in Italia. Avviene ad Agrigento dove la Questura organizza da sei anni il Caffè Letterario denominato “Sulla strada della legalità”, in collaborazione con l’associazione “Emanuela Loi”.


La Polizia di Stato che fa anche cultura, dunque, con incontri con autori, locali e nazionali, presentazione di libri, recital allo stabilimento balneare della Pubblica Sicurezza di San Leone. 

L’Istituzione Questura apre così le proprie porte, spalanca gli ingressi alle proprie strutture, per diffondere con la cultura, con la riflessione, col ragionamento, un concetto per il quale è quotidianamente impegnata con i propri operatori. Lo spiega il suo massimo rappresentante, il questore Maria Rosa Iraci, presentando l’iniziativa. 


“Sul solco già tracciato dal Dipartimento della P.S. con l’efficace e apprezzato concetto di ‘polizia di prossimità’”, il questore ha voluto anche quest’anno “continuare l’esperienza degli incontri/dibattiti aperti alla cittadinanza, dando vita a un significativo e costruttivo dialogo, contribuendo a essere più vicini ai cittadini per aumentare la fiducia e la collaborazione verso l’istituzione “Polizia di Stato”.


E venerdì 23 agosto, nel tardo pomeriggio, mentre ancora le spiagge bollivano, sulla terrazza a mare del centro balneare della Polizia di Stato si è parlato di Sicilia attraverso quattro grandi autori siciliani, in un percorso delineato da Enzo Alessi. In prima fila, tra l’attento pubblico, il questore Maria Rosa Iraci, con al fianco il primo dirigente Alessandro Milazzo, il commissario Livio Argento e il sostituto commissario Gaetana Bruccoleri. 


A dare voce a Camilleri, Pirandello, Tomasi di Lampedusa e Sciascia, sono stati Giovanna Dominici, Daniela Ilardi, Lucia Alessi, Renato Terranova, Enzo Alessi e chi scrive. Tra un brano e l’altro ci sono state le incursioni musicali di Nino Seviroli e Franco Sodano. 





A presentare la serata sono stati Maria Giuseppina Terrasi con Maria Graceffa, assistente capo coordinatore della Questura di Agrigento. 

Fondamentale come sempre il supporto tecnico e organizzativo di Angelo Leone e Fabio Fabiano, presidente dell’associazione “Loi”. 

A seguire, una riflessione e un approfondimento sulla confisca dei beni ai mafiosi con Gaetano Allotta sollecitato dalle domande di Maria Giuseppina Terrasi. 

Una serata densa, con un tuffo nel cuore della Sicilia vera. 


Raimondo Moncada 






mercoledì 14 agosto 2019

Talè, Vasco Rossi c’è



Vasco Rossi si fa il bagno a Menfi. Ma non viene riconosciuto. Non può essere! Vasco Rossi a Menfi, a Porto Palo, accussì, senza essere annunciato? Si moltiplicano le notizie e le discussioni tra i bagnanti della spiaggia bandiera blu, sia sull’arenile sia su Facebook tra vicini d’ombrellone. 

“Talè, uguali a Vasco Rossi, ma ci nnè cristiani cumminti”. 

“Pricisu, maperò, pari iddu”.

“La chirurgia plastica fa miraculi”.

“Ma ti lu immagini Vasco Rossi ccà a Menfi?”

“In costumi?”

“Sì”.

“In costumi nun mi lu immaginu”.

“E ca nata a mari ti lu immagini?”

“Ca nata no”

“E ca canta?”

“Ca canta sì, ma no a moddu all’acqua”.

Vasco Rossi, non essendo riconosciuto Vasco Rossi, perché troppo preciso a Vasco Rossi, sarà costretto a togliere la maschera. E la toglierà a tipo film di cartoni animati: 

“Ebbene sì, sono Vasco Rossi”.

“Non ci credo. Dimostralo”.

“E quando guardi con quegli occhi grandi, forse un po' troppo sinceri, sinceri, si vede quello che pensi, quello che sogni... Qualche volta fai pensieri strani, con una mano, una mano, ti sfiori, tu sola dentro la stanza e tutto il mondo fuori”.

“Talè, veru Vasco Rossi è! Canta a cappella e in costumi per giunta!”

E tutti a circondarlo, a chiedergli l’autografo, a strappargli il costume, a tirargli i peli del pizzetto e a farglieli firmare, a mangiare con lui ma senza peli del pizzetto, a chiedergli perché si è finto Vasco Rossi per non essere riconosciuto in vacanza come Vasco Rossi. Mentre Vasco Rossi dirà alla fine dello spettacolo: 

“Scusate, è stata una finzione nella finzione. Non sono più Vasco Rossi. Ora lasciatemi fare il bagno da Pepè, come un cittadino qualunque. Anche io ne ho il diritto”. 

“Pepè, ne hai facoltà!”

Vasco Rossi, circondato, abbracciato. fotografato e filmato nello stesso istante in Puglia, dove in questo periodo trascorre come ogni anno le sue vacanze, replicherà la stessa scena: bagno di mare e bagno di folla per un grande!

Raimondo Moncada

P.s. Per chi non l’avesse capito, quanto scritto sopra è finzione, finIone nella finzione, frutto dell’immaginazione del suo finto autore 

giovedì 8 agosto 2019

Nuovi messia e nuova giustizia web in Coup de foudre


I miracoli di internet e soprattutto dei social, di Facebook, di Twitter, di Instagram di… ormai ho perso il conto. È un miracolo che sia nata questa realtà virtuale che ci mette tutti in rete, interconnessi, che ci fa comunicare da lati opposti del mondo, che ci fa uscire dal mondo e galleggiare in una realtà sospesa, distante, lontana. È un miracolo quando dal niente nascono i fenomeni, gente che non è nessuno e che improvvisamente diventa influencer, condizionando il comportamento di milioni di seguitori o follower o fan o fedeli che fanno, anche ciecamente, quello che viene loro richiesto, adulando o aggredendo.
“Mangiate sale a pacchi che il sale fa benissimo alla salute”.
E tutti a mangiare sale.
“Ai matrimoni andate nudi, non spendete soldi per i vestiti ma per il sale”.
E tutti a presentarsi ignudi come ospiti d’onore e a tirare agli sposi sale invece del riso.
"L'assassino non è lo spietato killer ma la vittima".  
E tutti ad accusare la vittima di essere stata barbaramente uccisa. 

In Messia web, miracolo tra i miracoli, si parla proprio di questi miracoli e di altro. Con questo racconto sono entrato a far parte della speciale collana dell’Aulino Editore “Coup de foudre" diretta dallo scrittore Accursio Soldano. Non ho richiesto io di farne parte. Mi avrebbero squalificato. È stato lo stesso direttore editoriale a nominarmi, a inviarmi tanto di invito formale a cui ho dato puntualmente seguito: “Gli scrittori inseriti nella collana ‘coup de foudre’ saranno solo ed esclusivamente quelli invitati dal direttore editoriale”.
Onorato.
L’originalità di questa collezione, oltre agli scrittori invitati, è la tiratura limitata. Vengono stampate 40 copie. Ogni copia ha, pertanto, un grandissimo valore, come nel collezionismo. Ogni copia è come se valesse per mille copie. 
Solo 40 fortunati hanno, dunque, la possibilità di leggere il libro stampato da Aulino Editore con una copertina che si rifà alle opere di Piet Mondrian.  Ogni volume è numerato a mano e in caso di esaurimento di copie non sarà più ristampato.
Sono vietate le fotocopie, così come sono vietati i pdf, le foto, gli invii clandestini per Whatsapp per appagare la curiosità compulsiva di parenti e amici.
Il racconto si deve leggere per norma di legge su antico supporto cartaceo e su format Aulino. Sono aperte le prenotazioni di Messia web. Ma calma, non vi precipitate. Uno alla volta. E tuppuliate, con educazione.
Per avere il possesso di una pregiata copia “Coupe de foudre” numerata e personale come un Bot o un Fondo Comune di Investimento – spiega la direzione della collana – è semplicissimo!
ogni copia sarà acquistabile al prezzo di 7 euro compresa spedizione scrivendo a: racconti@aulinoeditore.it. 
Possibile anche avere una dedica a richiesta, le cui modalità saranno quanto prima comunicate.  


Raimondo Moncada

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