domenica 28 ottobre 2018

Ora solare senza sole, infuria la protesta

*È arrivata con prepotenza l’ora solare, ma non in tutte le città c’è stato il sole ad accoglierla. 

Il cielo, infatti, si è presentato uniformemente nuvoloso e non si vede l’azzurro neanche in Sicilia, riconosciuta universalmente “isola del sole” con tanto di risoluzione Onu. È tutto grigio e non va bene perché il grigio mette di malumore e fa sballare anche chi scrive. 

Inevitabili si sono accesi focolai di proteste in diverse parti del mondo: “Questa è una fregatura, dopo mesi e mesi di attesa. Non lo tolleriamo: vogliamo il sole e non vediamo l’ora”.

Si annuncia una valanga di richieste di risarcimento. 

L’Ue promette: “Cambieremo il tempo! Ma dateci tempo che ci fate venire la tachicardia”.



Intanto, fallisce l’esperimento  di anticipare di un paio d’ore l’entrata in vigore dell’ora solare. Il provvedimento d’anticipo era stato adottato per i numerosi casi d’ansia anticipatoria degli scorsi anni registrati nei centri di salute mentale presi d’assalto da milioni di cittadini che ogni anno decidono di stare svegli per cambiare manualmente le lancette. Pronta anche in questo caso una valanga di richieste di risarcimento danni. 

E sono due!

La notizia dell’anticipo dell’ora solare - a leggere il contenuto delle istanze - ha aumentato nervosismi, stati d’ansia, depressione, maleducazione, la stessa popolazione (per casi di gravidanze isteriche). 

Sotto i colpi delle diffuse proteste, l’Ue rischia seriamente di collassare, di ora in ora. Si sta cercando di correre ai ripari ristabilendo una volta e per tutte l’ora legale che sarà resa obbligatoria in tutti gli stati membri o in via di smembramento. 


Raimondo Moncada

www.raimondomoncada.blogspot.it


*per chi non l’avesse capito, perché su internet si ha ormai difficoltà a riconoscere il vero dal falso, il post è pura ironica creazione (fiction!)


La prima foto è presa dal web e riguarda le proteste di mesi e mesi e mesi fa in Venezuela contro la dittatura (non dell’orologio). 


sabato 6 ottobre 2018

Viaggi a concorso, al confine del mondo


Un viaggio, fisico, mentale, virtuale, vero, verosimile. Un viaggio con o senza biglietto, in aereo, in treno, in nave, in barca, in zattera, a nuoto senza saper nuotare. Un viaggio da scrivere con la penna, con la matita, con un dito sulla sabbia o con una tastiera o a voce (da far trascrivere da qualcuno su carta o su schermo o su...). Un viaggio, da condividere con una storia. Qualsiasi storia, personale, familiare, di tua madre, di tuo padre, di tua nonna, di quartiere, di città, di nazione, del mondo, dell’universo, del... (dopo l’universo che c’è? Boh! Anche il mistero, il confine del mondo e dello scibile umano, potrebbe essere oggetto di un viaggio e della sua narrazione). 

Un tema intrigante quello del viaggio al centro della terza edizione del concorso letterario nazionale per racconti dal titolo “Raccontami, o musa”, organizzato a Licata dagli amici dell’associazione culturale “Musamusia”, con la direzione artistica della poetessa e scrittrice Angela Mancuso. 

Per partecipare è semplicissimo. Basta seguire le indicazioni inserite nel bando che è possibile raggiungere tramite questo link

http://www.musamusia.it/2018


L’unico motivo di ansia, come sempre, è la scadenza. Perché uno rinvia sempre all’ultimo istante, e si ricorda di partecipare solo qualche secondo prima che svanisca la possibilità di inviare la propria opera che parla proprio di un viaggio, bello o brutto che sia. Ebbene, la scadenza è fissata per il 10 ottobre 2018, alle ore... (leggete il bando per scoprirlo, e per leggere la poetica riflessione di Tiziano Terzani che offre uno spunto molto interessante).


Raimondo Moncada 

www.raimondomoncada.blogspot.it 

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