martedì 15 maggio 2018

Il potere taumaturgico della scrittura

Il potere della scrittura, per diradare le nebbie, chiarire, capire, guarire, superare traumi, sanare le ferite, trovare oasi di serenità, crescere, essere meno infelici o addirittura felici. Perché il gesto della scrittura, con tutto il suo sviluppo, il suo dare forma (su carta o su schermo) all’informe, all’ignoto, all’insondato, è taumaturgico.
Scrivere ci aiuta, ci sostiene, ci stimola, ci scuote, ci indirizza, ci costringe a guardarci dentro, nei nostri abissi invisibili agli occhi e scendere giù inizialmente senza corde.
Non esiste solo la scrittura letteraria, ma c’è un altro tipo di scrittura che possiamo definire terapeutica, catartica.
È un tipo di scrittura che viene praticata da tanti. Ed è un tipo di scrittura che conosco.
Mi ha quindi incuriosito essere invitato alla presentazione di un libro che parla proprio di questo. È scritto da una psicologa siciliana, Gabriella Ilse Viscuso, e sarà presentato ad Agrigento, nella sala convengi di Casa della Speranza il 25 maggio 2018 con inizio alle ore 17,30. Il libro si intitola Percorsi di consapevolezza: la resilience delle parole, InEdit Edizioni.

“Il libro – leggo in una scheda –affronta lo strumento della scrittura come metodo che aiuta a sostenerci nel percorso di guarigione e di crescita personale. Indaga i benefici e le trasformazioni che la parola produce nella nostra natura fisica, emotiva e mentale e presenta il metodo autobiografico, la bioscrittura e la mindful writing come tecniche utili ad attraversare i traumi e le nostre ferite emozionali allo scopo di guarire, per poterci muovere”.

Alla presentazione interverranno: l’autrice del libro e psicologa,  Gabriella Ilse Viscuso; il direttore sanitario di Casa della Speranza Agrigento, Calogero Pintacrona; lo psicoterapeuta, scrittore e presidente di Spazio Reverie di Agrigento Renato Schembri; lo psicoterapeuta e direttore scientifico della collana Ipocket Saggi di Psicologia per In.Edit Edizioni Raniero Bastianelli.

Una nuova occasione per capire e per capirsi, per scoprire nuove vie, o meglio, nuovi strumenti di conoscenza di se stessi e cominciare a usare la parola come uno scalpello, per scolpirsi, giorno dopo giorno, colpo su colpo, divenendo artisti del proprio essere, della propria esistenza.
Col tempo, si faranno i bilanci. Ma bisogna avere la certezza che la parola scava gli animi come le gocce d'acqua scavano le pietre. 

Raimondo Moncada



martedì 8 maggio 2018

Il partigiano bambino diventa una canzone

Il partigiano bambino diventa ufficialmente una canzone, composta, arrangiata, incisa in un album di recente uscita. Il suo autore è Luca Taddia, voce dei Fev, cantautore emiliano con all’attivo diverse opere e prestigiose collaborazioni (ha scritto Bellemilia per Gianni Morandi). Il brano Il partigiano bambino chiude il suo ultimo album dal titolo L’apostrofo rosso. Me ne ha fatto dono a Bagnacavallo, dopo aver condiviso lo stesso palcoscenico in occasione della festa dell’Anpi: con un recital assieme a Lucia e Gaetano Alessi dedicato a Vittoria Giunti e a Salvatore Di Benedetto; un concerto dello stesso Luca Taddia con Fabio Cremonini con i canti della Resistenza e l’esecuzione dal vivo di alcune canzoni contenute nel nuovo disco.
Una primissima esecuzione della canzone Il partigiano bambino, fresca di componimento notturno, Luca Taddia l’aveva proposta il 18 giugno 2017, a Cà Malanca, durante la presentazione del libro dedicato alla storia di mio padre, Gildo Moncada (ricordo ancora il post sul suo profilo Facebook: “Si va al lavoro dopo una notte quasi insonne. Mi capita a volte. È arrivata l'alba che avevo finito un brano al quale pensavo da tempo. Dedicata ad una persona splendida come Raimondo Moncada e suo padre Gildo").
A Bagnacavallo il graditissimo regalo, con tanto di dedica, autografo, abbraccio e la sottolineatura: le canzoni a cui si tiene di più aprono e chiudono gli album. L’album L’apostrofo rosso è aperto dall’omonimo canto e chiuso dal Partigiano bambino.
Un componimento delicato, poetico, intenso, sentito – per me molto emozionante, nel testo, nella musica, nell’arrangiamento –, che canta un sentimento condiviso con Luca nelle prime presentazioni del libro in Emilia Romagna.
Dodici i brani contenuti nell’album, tutto in acustico.
Luca Taddia, voce e chitarra, si avvale della collaborazione di diversi artisti: Fabio Cremonini, violino e viola; Andrea Morelli, chitarra, wurlitzer; Valentina Giunta, cori.
Il libro Il partigiano bambino – la storia di Gildo Moncada, edizioni Ad Est, continua il suo cammino, inarrestabile, travolgente. Dal marzo del 2017 è stato presentato in diverse città dell’Italia e anche in Belgio, entrando pure alla Camera dei Deputati (le ultime presentazioni – in totale venticinque – a Genova e Casalgrande a fine aprile). Ha ricevuto due premi. Al libro è stato anche dedicato il concorso di letteratura “Una storia partigiana” a Lastra a Signa e il progetto lettura del liceo Linares di Licata. Ora il canto di Luca Taddia. E non è finita qui.

Raimondo Moncada
www.raimondomoncada.blogspot.it




martedì 1 maggio 2018

Scudetti di brocchi, arbitri e labiali



Incontri fotografici casuali, non voluti, a casa di tifosi appassionati, che ti costringono, nella spensieratezza festaiola del Primo Maggio, a inevitabili riflessioni, dopo le violente, reiterate, uguali a stampo e su tutti i fronti, reazioni contro la storica squadra di Torino che tanto unisce e tanto divide fino alla frattura. 

Anche allora - parlo dell’epoca di Scirea, di Causio di tanti altri del loro livello ben richiamati dalla commovente immagine - la Juventus vinceva sempre per demeriti evidenti; e grazie, sempre grazie, agli essenziali - e ripetuti nel tempo, per oltre un secolo - aiuti di un’intera classe arbitrale sempre a senso unico, con labiale accanimento, sempre per la stessa identica squadra, concentrati in un’unica formazione di brocchi super pagati, e indirizzati verso un unico e condiviso obiettivo: lo scudetto, diventato sinonimo di bianconero a cui far cambiare colore con ogni mezzo anche offendendo al cuore il credo di tanti tifosi juventini. 


Raimondo Moncada 

www.raimondomoncada.blogspot.it 

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