giovedì 22 febbraio 2018

Una pensione agli accaniti accusatori digitali

Daranno la pensione a chi ha insultato per ore ore e ore, ossessivamente, Sciacca, la provincia di Agrigento, la Sicilia, il Sud, augurando le peggiori disgrazie: attacchi terroristici, terremoti, malattie letali, la cancellazione dalle cartine geografiche. Un violento, continuo, attacco sui social con ingiurie, invettive, minacce di morte, inviti a boicottare il territorio, a non metterci più piede (scarpato o scalzo), a zittire pure la voce di Siri e la voce dei suoi familiari che sulle loquaci mappe interattive parlano troppo continuando colpevolmente a indicare Sciacca e la Sicilia quali mete turistiche da visitare.
Dichiarazioni a mitraglia che non si contano più, battute e ribattute sui social attraverso la tastiera di computer e smartphone. Un’azione fisica, usurante che sta coinvolgendo migliaia e migliaia di utenti da tutt’Italia, accaniti, inferociti, di cui la mia turbata immaginazione ha visto il luccichio negli sviluppati denti canini.
Un incubo!
Utenti che da giorni e giorni, hanno scritto, e scrivono ancora, abusando dei delicati polpastrelli nell’inarrestabile foga diffamante.
Ci vorranno i certificati medici. Ma possiamo già fare un quadro immaginifico: c’è chi accusa reumatismo e chi artrosi; chi microfratture alle falangi, falangine e falangette; chi paralisi ai piccoli muscoli delle dita digitanti; c’è chi, addirittura, ha avuta cancellata l’intera impronta digitale divenendo per la polizia anonimo, senza volto; c’è chi si è ritrovato senza dita, cadute a quanto pare per l’iperproduzione di tossine velenose nel sangue.
Per loro, così impegnati, così instancabili, così generalizzanti, si proporrà una legge ad hoc per l’ottenimento - da parte di un apposito istituto previdenziale - di una pensione di invalidità. Verrebbe così riconosciuta per la prima volta l’indennità da attività usurante agli accusatori accaniti che invece di accusare il mostro di Firenze dei delitti commessi accusano l’intera Firenze di essere mostruosamente responsabile. Quello che sta avvenendo dalle mie parti: l’intera Sciacca viene accusata della mostruosa mattanza di animali opera di uno o più crudeli squilibrati (come per il mostro di Firenze) da individuare e sottoporre a severa pena dopo civile processo nelle apposite aule di tribunale della democratica Repubblica Italiana. 
Ci sono ottime possibilità che la proposta venga accolta e diventi legge dello Stato e che venga pure copiata para para in altre parti del mondo. 
Intanto, vengono segnalate polpette avvelenate in tutto il territorio nazionale e non da ora. Ma non è la stessa cosa di quanto avviene al sud, in Sicilia, a Sciacca, a casa mia, su cui si continua a riversare veleno...

Queste potrebbero pure essere le mie ultime, dolci, parole. Addio (anche se, prima di lasciare, meriterei pure io la pensione accusando ossessivamente gli accusatori ossessivi)!

Raimondo Moncada

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