martedì 26 dicembre 2017

Qual è l’efficacia degli auguri


Qual è l’efficacia degli auguri? E quali sono quelli più incisivi: quelli di tua moglie, della tua fidanzata, dell’amico, del genitore, del datore di lavoro, del nemico? Quelli a pioggia, indiscriminati, o quelli mirati? Quelli digitali o quelli manuali? 

La multipla domanda, a Santo Stefano,  dopo la tempesta di Natale, è molto pertinente. E c’è chi, tra gli esperti (sondaggisti, statistici, neuroscienziati, venditori di auguri ecc.), è in piena attività per dare un’esauriente risposta. 


Più passano gli anni e più ci lasciamo prendere dalla formulazione degli auguri che da un semplice e limitato scambio è diventato un fenomeno incontrollato, che sfocia nella mania. 

Auguri a tutti e con ogni mezzo. A tutti. Nessuno escluso. Non costano nulla e non hanno controindicazioni. I numeri sono elevatissimi, mai raggiunti prima. Ogni anno si moltiplicano a vista d’occhio. Quanti sono solo quelli nostri? Impossibile dare una risposta. Dopo poco tempo, perdiamo il conto. E quanti raggiungono il bersaglio trasformandosi in evento reale?


Senza fare gli auguri non possiamo stare. Così come non rispondere agli auguri. Da Natale a Santo Stefano non hai il tempo di fermarti e prendere piena coscienza di quella che potrebbe essere una compulsione. Non è che ti chiedi: ma a questo amico di Facebook - non cristiano, ateo, o bestemmiatore o sotto i bombardamenti in una zona di guerra o appena fallito o fresco fresco di licenziamento - perché ho inviato gli auguri di un Sereno Natale e di un ricco anno nuovo? 

Perché all’augurio di Natale, oltre al Natale, appiccichiamo in automatico anche il buon anno.  

Ritorniamo così alla domanda: i miliardi di miliardi di milioni di migliaia di bilioni di auguri scambiati con ogni mezzo in queste ultime ore, hanno una loro evidente efficacia? Succede qualcosa? Ci portano fortuna? Ci cambiano dentro? Ci portano atmosfere di amore? Sospendono le bombe in aria? Ci guariscono da un male inguaribile? Riescono a trasformare in suore di clausura spietati dittatori? 

Non lo sappiamo! Lo speriamo, ce lo auguriamo. Nel formulare gli auguri, ci auguriamo che gli auguri siano delle vere e proprie formule magiche che vadano a buon fine. 

Senza prove scientifiche (ci stanno lavorando), da profano posso dire che a Natale - nella parte del mondo dove si vive il Natale - qualcosa di evidente comunque c’è. È palpabile. Lo cogli. L’atmosfera è magica e l’aria ha un altro respiro. Sono giorni in cui tutto cambia, anche per chi non crede. Perché anche chi non crede vive il Natale. Anche nel silenzio della gelida notte, si leva un messaggio di speranza che sottilmente ci entra dentro e si deposita nei cuori. 

Auguri, a prescindere, a tutto il mondo, credente e non credente. Che la magia del Natale duri a lungo e che la Stella Cometa indichi a tutti l’umile grotta per rinascere. 


Raimondo Moncada 

www.raimondomoncada.blogspot.it  


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