domenica 24 dicembre 2017

Natale 2017, i nostri auguri spiati e messi nel conto



C’è chi si rilassa e c’è chi lavora. È sempre così per le festività. Ed è così anche per Natale 2017 e sarà così per le ultime ore dell’anno. A lavorare non sono solo medici, infermieri, forze dell’ordine, vigili del fuoco, ma anche i digital-auguratori e i matematici. Le ultime due categorie sono legate dallo stesso destino, con i matematici,  chiamati a contare per la statistica quanti auguri sono già stati espressi e quanti ne saranno espressi fin nella giornata di capodanno con tabelle dettagliate, minuto per minuto, ora per ora e giorno per giorno. 

Non è un compito facile e il passato non agevola il lavoro dei poveri matematici che, se li vedi, che, se li senti, danno i numeri, ricalcolandoli di continuo.

Una volta gli auguri si facevano solo per telefono o per cartolina o per lettera. Il conto statistico era facile. Così come era facile ai tempi dei defunti Sms. Ora con la diffusione delle email e dei social tutto si è terribilmente, disperatamente, complicato. Se non stacchi la connessione di internet mobile o disattivi i social, rischi di trascorrere le festività natalizie a leggere gli auguri sparati a raffica e a rispondere per educazione ai tuoi contatti e ai contatti dei tuoi contatti che si inseriscono per simpatia e per trascorrere un po’ di tempo nei commenti dei commenti sotto un’infinità di post augurali, con formulazioni scritte o audio, filmati, gift, immagini colorate, grafici... 
Poveri matematici! 
Non riescono più ad andarci dietro. C’è chi ha gettato la spugna, chi alza bandiera bianca, chi alza le braccia, chi alza le mani e chi, alzando le mani, viene preso a legnate. 
I matematici sono oggigiorno costretti ad andare dietro a ogni messaggio e a conteggiarlo nel conto complessivo con innovative calcolatrici o con manuali conteggi alla fimminina. C’è chi, comunque, forte di master e specializzazioni riesce a mettere a punto nuovi e più penetranti algoritmi, proprio quelli che hanno cambiato il mondo nel giro di pochissimi anni e quelli che continueranno a plasmarlo secondo le voglie di chi ha ormai in mano le redini tecnologiche del pianeta. 
Milioni di miliardi di milioni di messaggi saranno comunque sparati nel nuovo universo digitale dai polpastrelli di milioni di miliardi di milioni di utenti: ad amici, parenti, conoscenti, amori, amanti, sconosciuti. Il bello è che lo stesso messaggio lo mandano alla stessa persona utilizzando più canali. Con un semplice augurio, la circondi, fino alla resa, fino a quando non vedi spuntare il segnale dell’avvenuta ricezione. Se il destinatario non apre l’augurio su Whatsapp, gli mandi lo stesso augurio su Messenger e poi sul profilo Facebook e poi per email e poi su Twitter e poi su Instagram... E poi se non apre alcun canale, ti armi di buona volontà, ci vai sotto casa, gli bussi, gli citofoni, gli gridi, lo raggiungi nel privato con le scale allungabili dei vigili del fuoco fin dentro casa e lo avverti sfiorandogli con le labbra il dormiente padiglione auricolare: “Vedi che è esattamente da due cronometrati minuti che ti mando messaggi d’auguri e che aspetto la notifica e che non mi rispondi e che mi hai fatto preoccupare e che mi hai messo l’ansi. Ti volevo solo dire di trascorrere il Natale serenamente e che prima dell’anno nuovo ci sentiamo”. 

Anche io voglio adesso complicare il lavoro degli amici matematici, utilizzando anche il canale del mio blog per inviare a tutte le persone che mi vogliono bene e a chi sta leggendo questo post e a chi non sono riuscito a raggiungere per Messenger, Facebook, Twitter, Whatsapp, Instagram, Snapchat, LinkedIn, email, telepatia... l’augurio di Buon Natale. Perché, alla fine, se ci tolgono l’augurio, l’abbraccio, l’amore, che Natale è? 

Raimondo Moncada
www.raimondomoncada.blogspot.it 

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