mercoledì 27 dicembre 2017

Il partigiano della Costituzione: dolore, memoria e gratitudine

Ca' di Malanca (Brisighella)
Un 2017 di immersione nella storia; storia del nostro Paese, della mia famiglia e di mio padre, Gildo Moncada, toccando spesso profondità mai raggiunte prima. Un’immersione che mi ha arricchito, che mi ha cambiato, che mi ha stravolto, che mi ha aiutato, che mi ha dato delle risposte, che mi ha permesso di conoscere persone meravigliose e luoghi-monumento dove è ancora vivo il sangue versato durante la seconda guerra mondiale.

Camera dei Deputati, Sala "Aldo Moro"
Il fine anno è occasione di guardarsi indietro, di fare una sorta di bilancio di ciò che è accaduto. E io lo faccio in un giorno speciale, il 27 dicembre. Settant’anni fa, il 27 dicembre 1947, il capo provvisorio dello Stato Enrico De Nicola promulgava la Costituzione della Repubblica Italiana, scritta dopo la fine dell’incubo da tutte le forze democratiche e da chi ha lottato per la libertà contro il nazifascismo.
Un atto, per la cronaca, controfirmato dal presidente del Consiglio dei Ministri Alcide De Gasperi, dall’Assemblea Costituente Umberto Terracini, dal Guardasigilli Giuseppe Grassi. La Costituzione entrerà in vigore il 1° gennaio 1948. 
Ebbene, nel 2017 che sta per concludersi, nell’anno del settantesimo anniversario di quella Carta, nell’anno del mio cinquantesimo compleanno, nell’anno del ventesimo anniversario della morte di mio padre - uno dei partigiani che combatté per quegli articoli -, ha cominciato il suo cammino il libro Il partigiano bambino. Un libro scritto per me, per unire dei puntini sparsi in una mente confusa, per ricostruire una memoria mutilata come fu mutilato a sedici anni mio padre durante la Resistenza; un libro scritto per fare pace con questa storia, per dare dignità alla storia di un uomo che ha avuto tutta l’esistenza segnata da una scelta, consapevole e coraggiosa, spinto da un ideale vero, da una fede profonda. 
Gildo Moncada, Perugia 1944
Il libro non è rimasto nel cassetto, perché alla fine – mi hanno convinto, prendendone piena coscienza – non era una storia che apparteneva solo a me; non era una storia privata. Ma una storia che apparteneva ai nipoti che nonno Gildo non ha mai conosciuto, che apparteneva alle sorelle che con lui hanno sofferto il trauma della guerra, che apparteneva alla sua Agrigento, all'Umbria, alla Toscana, alla Lombardia, a un Paese che dimentica e si divide facilmente. 
Il partigiano bambino mi ha fatto vivere un anno incredibile, di continui colpi allo stomaco, di singhiozzi, di pianti, di nodi che via via si sono sciolti, di buchi neri che improvvisamente si sono illuminati… Emozioni uniche, di grande sofferenza anche, in cui ho conosciuto meglio mio padre e meglio me stesso.

La copertina del libro
Uscito a marzo, il libro ha già avuto diciotto presentazioni in giro per l’Italia e l’Europa (con l’ingresso a Palazzo Montecitorio nel cuore dello Stato e la scalata a Ca’ di Malanca), due premi e un concorso letterario che ha preso spunto dalla storia. Il partigiano bambino ha raggiunto Vignola (Modena), Ravenna, Licata, Ribera, Palma di Montechiaro, Reggio Emilia, Brisighella, Burgio, Riesi, Modena, Carpi, San Martino in Rio, Menfi, Agrigento (per ben tre volte), Roma (Camera dei Deputati), Bruxelles.
Il libro è stato insignito del Premio Internazionale “Navarro” e del Premio di Scrittura del Lions Club Agrigento-Chiaramonte. E al Partigiano bambino e alla storia di Gildo Moncada è stata dedicata in Toscana la quinta edizione del concorso nazionale di letteratura “Una storia partigiana”, promosso dall’Anpi col patrocinio del Comune di Lastra a Signa. C’è poi una scuola superiore della provincia di Agrigento che ha avviato un progetto lettura, e un’altra che ha manifestato il proprio interesse a farlo.
E non è finita qui! Per il 2018, sono già stati programmati nuovi appuntamenti, con uscite dedicate alla Costituzione.

Camera dei Deputati, il gruppo editoriale e gli amici presenti
Un grazie di cuore a chi mi ha fatto uno straordinario dono; a chi ha pubblicato il libro, al gruppo editoriale di Ad Est (lo stesso che ha pubblicato Le eredità di Vittoria Giunti di Gaetano Alessi) e agli uomini e alle donne, riuniti in una meravigliosa Banda, che mi hanno preso in braccio come se fossi io stesso un bambino indifeso, bisognoso di affetto, accompagnandomi ovunque. Il libro ha camminato con i vostri piedi e con i battiti dei vostri generosi cuori, e con i piedi e i battiti di persone, associazioni, enti, istituzioni incontrati lungo il travolgente cammino.
Grazie. Mille e più volte grazie.

Raimondo Moncada

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