lunedì 2 ottobre 2017

Un referendum per la secessione del Villaggio Mosè

Si potrebbe arrivare all’indizione del referendum anche per la secessione del quartiere dove sono cresciuto e dove ho imparato a giocare a calcio e a guidare il carretto. Il Villaggio Mosè deve essere uno stato autonomo, libero e indipendente, seceduto… secesso… sece… insomma, staccato con tanto di secessione dalla città madre (Agrigento), dalla Sicilia, dall’Italia, dall’Europa e dal Monto, sì proprio Monto perché è giunto il momendo di mettere le “t” al posto giusto. Non posso accettare che un quartiere che è sempre stato lontano da Agrigento, fin dalle sue origini, continui ad essere una periferia dipendente da un paese sordo e distante. Dobbiamo essere noi villaggiogni... villaggiomosini… villaggesi, a occuparci di casa nostra, a pulire le strade, a coprire le buche, a togliere le erbacce, a raccogliere caracitula, a riempire i recipienti d’acqua.

C’è sempre stata coscienza del nostro essere grande periferia. Abbiamo sempre vissuto staccati, per i fatti nostri, ancor prima che un manipolo di coloni greci ergesse senza alcuna licenza edifici di tufo  in Akragas, oltre duemila e cinquecento anni fa.

È giunto il momento di non sprecare più fiato e di urlare per i fatti nostri, a noi stessi.

Popolo del Villaggio Mosè, è arrivato il tempo che cadano le pere. Apriamo le scuole e trasformiamole in seggi referendari a partire dalla elementare "De Cosmi" dove ho trascorso cinque anni bellissimi tra i suoi lignei banchi. Datemi conferma della volontà diffusa di autodeterminazione. Scendiamo in piazza. Sventoliamo le nostre gloriose bandiere di colore sbiadito. Abbiamo lo stadio, abbiamo tanta erba selvaggia per un campo sportivo da serie A. Possiamo riformare la gloriosa squadra della nostra terra, richiamando in campo i migliori calciatori delle due compagini, Casi Novi e Casi Vecchi, che negli anni Settanta e Ottanta hanno dato vita a epiche partite (non consideratemi: non sono più nelle condizioni di allacciarmi le scarpette chiodate).   

Cosa ci manca?
Direte: tutto?

Guardiamo alle cose positive: abbiamo il traffico e gli orari di punta. La strada che ci unisce al resto del Monto ci potrebbe permettere di vivere di solo pedaggio! E poi abbiamo le pompe di benzina, la miniera di zolfo alla Ciavolotta, abbiamo i supermercati, abbiamo i negozi di scarpe, i tabacchi con i gratta e vinci, abbiamo gli alberghi, abbiamo la chiesa nel teatro (perché quella della mia prima comunione è crollata), abbiamo …
Dobbiamo autodeterminarci e pretendere l’annessione di Bonamorone (non il cimitero, ma la fontana con tutti i bidoni) e di tutta la Valle dei Templi perché da decenni già siamo dentro il Parco Archeologico. 

Sarà dura, ma ci riusciremo. Dobbiamo superare prima, camurria!, degli inattesi ostacoli dell’ultim’ora ma che si possono superare – come mi suggerisce la stratega Angela Mancuso su Facebook – chiedendo aiuto a  Goldrake o inviando i cavalieri della tavola rotonda, i lanzichenecchi, i bravi, i crociati, Annibale, i macedoni, le truppe napoleoniche, gli austro-ungarici, il dottor Zivago, i gesuiti e gli euclidei, Franco Battiato, la scimmia nuda.  

Prima che, mio malgrado, invii le truppe, richiamo al senso di responsabilità il condominio recalcitrante che tramite il proprio capo condomino mi ha fatto sapere che ha già avviato le operazioni secessettive... secesuvive... di distacco per rendersi libero, autonomo e indipendente dal Villaggio Mosè, da Agrigento, dalla Sicilia, dall’Italia, dall’Europa e dal Monto.
E richiamo, altresì, al senso di responsabilità gli inquilini dell’appartamento dello stesso condominio di cui sopra che tramite il capo famiglia ha fatto sapere che ha già avviato le operazioni di secessublidine... secespazianovine... di separazione per rendersi libero, autonomo e indipendente dal condominio, dal Villaggio Mosè, da Agrigento, dalla Sicilia, dall’Europa e dal Monto.
Spero anche che i coniugi dell’appartamento si chiariscano, facciano pace e ritirino le pratiche di divorzio, si riuniscano e facciano vincere l'amore che poi l'amore è bello. L’unità è importante. Il mio sogno è vedere tutto il Monto unito, con un unico popolo che canta lo stesso inno e che sventola la stessa bandiera di tanti colori, senza più confini, senza più divisioni, senza più guerre, senza più sangue.

La mia secessione? All'inizio stavo solo scherzando. 
Di fatto il Monto è già un’unica cosa. Su quest'internet lo è. Anche dal cielo, se è per questo. Se ti affacci dalla navicella spaziale, i confini non esistono, non sono mai esistiti. E allora? I confini sono solo nella nostra testa. Ed è proprio la nostra testa il vero problema, il problema di una storia, fatta dagli uomini, che, con le loro scelte e le loro azioni, continua a ripetersi nel bene e nel male.

Raimondo Moncada

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