lunedì 23 ottobre 2017

Il partigiano bambino a Menfi, incontro in biblioteca

Prosegue, senza tregua, il cammino del Partigiano bambino, il libro sulla storia di Gildo Moncada scritto dal figlio Raimondo e pubblicato dal gruppo editoriale di Ad Est. Dopo il  recente tour emiliano, il libro sarà presentato anche a Menfi, in Sicilia, in provincia di Agrigento. Il partigiano bambino è una delle opere inserite nel cartellone “Un autunno di libri” organizzato dall’Istituzione Culturali Federico II, con il patrocinio del Comune di Menfi. L’appuntamento con Raimondo Moncada è stato programmato per sabato 28 ottobre 2017, con inizio alle ore 18, nell’auditorio della Biblioteca Comunale di Menfi. La presentazione è stata affidata a due apprezzati scrittori siciliani: Anna Burgio (autrice di Serafina, Di Schiena ecc.) e Salvo Ognibene (autore di Il Primo martire di mafia, L’eucarestia mafiosa ecc.).


Il partigiano bambino racconta la storia di un siciliano, di un agrigentino, Gildo Moncada, che durante la seconda guerra mondiale, si ritrovò catapultato sotto i bombardamenti dalla sua Sicilia in Umbria, con tutta la famiglia. E in una terra allora “straniera”, sconosciuta, scelse di dare il proprio contributo alla guerra di liberazione dell’Italia dal nazifascismo entrando volontario nella brigata partigiana “Leoni”, rientrando poi a casa mutilato. Una scelta che segnerà tutta la sua vita.

Il libro è stato già insignito di due riconoscimenti: il 13 maggio il Premio Internazionale “Navarro”, il 14 ottobre del Premio di Scrittura del Lions Club Agrigento Chiaramonte.

Tante le presentazioni tra la Sicilia e i luoghi della Resistenza del nord Italia, promosse da Anpi, associazioni culturali e istituzioni. Le ultime, a ottobre, sono state Modena, Carpi e San Martino in Rio. Dallo scorso mese di marzo, mese di uscita del libro, Il partigiano bambino è stato presentato a Vignola (Modena), Ravenna, Licata, Agrigento, Ribera, Palma di Montechiaro, Reggio Emila, Ca’ di Malanca (Brisighella), San Leone, Burgio, Riesi. A metà novembre è stata programmata una presentazione a Roma, a dicembre a Bruxelles.



Allarme secessione, ora tutti si vogliono staccare

Il voto del referendum lombardo-veneto, sull'autononia delle due regioni, avrà degli imprevedibili effetti emulativi a cascata, a tutti i livelli. I segnali si colgono tutti, come quando la terra comincia a tremare sotto i piedi e attorno alle mani e vai fuori di testa. 

Le altre regioni già scalpitano e sono pronte a seguire l'esempio delle regioni del nord: "Autonomia pure per noi!"

Pure la Sicilia chiede la sua autonomia, dimenticando di essere già autonoma per Statuto non ordinario ma addirittura speciale. 

Anche le cosiddette città metropolitane presenteranno la loro richiesta di autonomia dalle regioni autonome, così come tutte le città capoluogo. Tremano le unioni dei comuni, anche le unioni fresche fresche di unione: "Ognuno per la propria strada!".

Staccandosi le unioni, seguiranno l'esempio tutti i comuni con gli annessi e i connessi. Chiederanno la libertà dai Liberi Consorzi dei Comuni (ex Province Regionali) che una legge ha provato a cancellare e poi ricostituire e poi cancellare e poi ricostituire... 

I quartieri, già da tempo per la verità, reclamano maggiori poteri dai Municipi centrali. Ogni Comune dovrà dunque cedere poteri al proprio territorio a fette. Le città, i paesi, saranno così divisi a ZAZÀ, zone autonome dalle zone autonome, secondo i confini che ogni quartiere geograficamente si è dato rispetto ai confini dell'ente locale da cui c'è stata storicamente la dipendenza. Discorso a parte deve essere fatto per le periferie e le zone di nuova espansione. In questo caso saranno degli esperti saranno incaricati a vita ad aggiornare giorno dopo giorno il continuo e giornaliero mutamento dei confini. 

Si registra, intanto, lo stato di agitazione dei comitati di quartiere che presto prenderanno il potere. Sono in agitazione per le puntuali richieste giunte dagli amministratori condominiali. Reclamano da un lato l'indipendenza dei propri condominii amministrati per legge, dall'altro lato stanno facendo i conti con i singoli condomini che a ogni riunione battono i pugni per ottenere l'indipendenza dei propri appartamenti dalla centrale amministrazione condominiale. E le famiglie non è che se la passano tanto serenamente. L'unità del nucleo familiare è minata da rapporti non proprio idilliaci tra i componenti: tra mariti e mogli e tra genitori e figli: ognuno pretende il proprio spazio di libertà. Ogni singolo uomo e ogni singola donna, poi, combattono contro quella parte di sé che vuole fare una cosa mentre l'altra parte ne vuole fare un'altra. L'unica soluzione, dunque, partendo dal singolo individuo, è la scissione da se stessi. Solo scindendosi si troverà l'agognata pace. La mano per una strada, il piede dall'altra, la testa non si sa dove. 


Raimondo Moncada

www.raimondomoncada.blogspot.it 


(Immagine presa da internet)

sabato 7 ottobre 2017

Il partigiano bambino in cammino nei luoghi della Resistenza

Riprende il cammino nei luoghi della Resistenza del Partigiano bambino, il libro sulla storia di Gildo Moncada scritto dal figlio Raimondo e pubblicato da Ad Est nell’anno in cui ricade il settantesimo anniversario del varo della Costituzione della Repubblica Italiana. È la memoria viva di un impegno, di un ideale, di un sacrificio per la libertà. 

Tre gli appuntamenti programmati nel mese di ottobre in Emilia Romagna: Modena, Carpi e San Martino in Rio.


A Modena, Il partigiano bambino sarà presentato venerdì 13 ottobre, alle ore 21.00, al teatro La Tenda. L’iniziativa è dell’Associazione culturale “L’Asino che vola”. Condurrà Maria Capalbo Gabriele.


A Carpi, la presentazione si farà sabato 14 ottobre, alle ore 18, al Circolo “AppenaAppena” per iniziativa dell’Anpi e del presidio Libera, in collaborazione con l'associazione culturale “Appenaappena”.


A San Martino in Rio, la presentazione del Partigiano bambino si svolgerà domenica 15 ottobre alle ore 10.00, nell’ex chiesa San Rocco, in via San Rocco. L’organizzazione è dell’Anpi.

 

Alle tre presentazioni sarà presente Raimondo Moncada. Interverrà Luca Taddia dei Fev, con gli storici canti partigiani della Resistenza e un canto, scritto dallo stesso cantautore, ispirato alla storia di Gildo Moncada e di suo figlio Raimondo. Ci sarà Ad Est, il gruppo editoriale che da marzo promuove un’intensa attività per diffondere questa storia di Resistenza, la storia di un adolescente siciliano, di Agrigento, Gildo Moncada, che a sedici anni si ritrovò con la famiglia a Perugia durante la seconda mondiale e decise di dare il proprio contributo alla guerra di liberazione dell’Italia dal nazifascismo con la brigata partigiana umbra “Leoni”, rientrando a casa mutilato.  

 

Del libro si parlerà ancora ad Agrigento, in occasione del Premio di Scrittura promosso dal Lions club. Raimondo Moncada è tra gli insigniti del riconoscimento proprio per  Il partigiano bambino. La cerimonia di consegna si svolgerà sabato 14 ottobre alle ore 18,30, a Casa Sanfilippo. È il secondo riconoscimento. A maggio, il libro è stato insignito del Premio Internazionale “Navarro”. 

 

Il partigiano bambino continuerà il suo cammino per tutto il 2017 e poi nel 2018, in Italia e in Europa. A novembre è stata programmata una presentazione a Roma in una prestigiosa sede istituzionale, a dicembre si oltrepasseranno i confini con direzione Belgio.

 

Dallo scorso mese di marzo, mese di uscita, il libro Il partigiano bambino è stato presentato a Vignola (Modena), Ravenna, Licata, Agrigento, Ribera, Palma di Montechiaro, Reggio Emila, Ca’ di Malanca (Brisighella), San Leone, Burgio, Riesi.

 

Tante emozioni, per una storia viva, vera, così vicina nel vissuto, nell’eredità, negli ideali, nei valori e negli ammonimenti affinché tragedie come quelle della seconda guerra mondiale non si ripetano più. 

lunedì 2 ottobre 2017

Un referendum per la secessione del Villaggio Mosè

Si potrebbe arrivare all’indizione del referendum anche per la secessione del quartiere dove sono cresciuto e dove ho imparato a giocare a calcio e a guidare il carretto. Il Villaggio Mosè deve essere uno stato autonomo, libero e indipendente, seceduto… secesso… sece… insomma, staccato con tanto di secessione dalla città madre (Agrigento), dalla Sicilia, dall’Italia, dall’Europa e dal Monto, sì proprio Monto perché è giunto il momendo di mettere le “t” al posto giusto. Non posso accettare che un quartiere che è sempre stato lontano da Agrigento, fin dalle sue origini, continui ad essere una periferia dipendente da un paese sordo e distante. Dobbiamo essere noi villaggiogni... villaggiomosini… villaggesi, a occuparci di casa nostra, a pulire le strade, a coprire le buche, a togliere le erbacce, a raccogliere caracitula, a riempire i recipienti d’acqua.

C’è sempre stata coscienza del nostro essere grande periferia. Abbiamo sempre vissuto staccati, per i fatti nostri, ancor prima che un manipolo di coloni greci ergesse senza alcuna licenza edifici di tufo  in Akragas, oltre duemila e cinquecento anni fa.

È giunto il momento di non sprecare più fiato e di urlare per i fatti nostri, a noi stessi.

Popolo del Villaggio Mosè, è arrivato il tempo che cadano le pere. Apriamo le scuole e trasformiamole in seggi referendari a partire dalla elementare "De Cosmi" dove ho trascorso cinque anni bellissimi tra i suoi lignei banchi. Datemi conferma della volontà diffusa di autodeterminazione. Scendiamo in piazza. Sventoliamo le nostre gloriose bandiere di colore sbiadito. Abbiamo lo stadio, abbiamo tanta erba selvaggia per un campo sportivo da serie A. Possiamo riformare la gloriosa squadra della nostra terra, richiamando in campo i migliori calciatori delle due compagini, Casi Novi e Casi Vecchi, che negli anni Settanta e Ottanta hanno dato vita a epiche partite (non consideratemi: non sono più nelle condizioni di allacciarmi le scarpette chiodate).   

Cosa ci manca?
Direte: tutto?

Guardiamo alle cose positive: abbiamo il traffico e gli orari di punta. La strada che ci unisce al resto del Monto ci potrebbe permettere di vivere di solo pedaggio! E poi abbiamo le pompe di benzina, la miniera di zolfo alla Ciavolotta, abbiamo i supermercati, abbiamo i negozi di scarpe, i tabacchi con i gratta e vinci, abbiamo gli alberghi, abbiamo la chiesa nel teatro (perché quella della mia prima comunione è crollata), abbiamo …
Dobbiamo autodeterminarci e pretendere l’annessione di Bonamorone (non il cimitero, ma la fontana con tutti i bidoni) e di tutta la Valle dei Templi perché da decenni già siamo dentro il Parco Archeologico. 

Sarà dura, ma ci riusciremo. Dobbiamo superare prima, camurria!, degli inattesi ostacoli dell’ultim’ora ma che si possono superare – come mi suggerisce la stratega Angela Mancuso su Facebook – chiedendo aiuto a  Goldrake o inviando i cavalieri della tavola rotonda, i lanzichenecchi, i bravi, i crociati, Annibale, i macedoni, le truppe napoleoniche, gli austro-ungarici, il dottor Zivago, i gesuiti e gli euclidei, Franco Battiato, la scimmia nuda.  

Prima che, mio malgrado, invii le truppe, richiamo al senso di responsabilità il condominio recalcitrante che tramite il proprio capo condomino mi ha fatto sapere che ha già avviato le operazioni secessettive... secesuvive... di distacco per rendersi libero, autonomo e indipendente dal Villaggio Mosè, da Agrigento, dalla Sicilia, dall’Italia, dall’Europa e dal Monto.
E richiamo, altresì, al senso di responsabilità gli inquilini dell’appartamento dello stesso condominio di cui sopra che tramite il capo famiglia ha fatto sapere che ha già avviato le operazioni di secessublidine... secespazianovine... di separazione per rendersi libero, autonomo e indipendente dal condominio, dal Villaggio Mosè, da Agrigento, dalla Sicilia, dall’Europa e dal Monto.
Spero anche che i coniugi dell’appartamento si chiariscano, facciano pace e ritirino le pratiche di divorzio, si riuniscano e facciano vincere l'amore che poi l'amore è bello. L’unità è importante. Il mio sogno è vedere tutto il Monto unito, con un unico popolo che canta lo stesso inno e che sventola la stessa bandiera di tanti colori, senza più confini, senza più divisioni, senza più guerre, senza più sangue.

La mia secessione? All'inizio stavo solo scherzando. 
Di fatto il Monto è già un’unica cosa. Su quest'internet lo è. Anche dal cielo, se è per questo. Se ti affacci dalla navicella spaziale, i confini non esistono, non sono mai esistiti. E allora? I confini sono solo nella nostra testa. Ed è proprio la nostra testa il vero problema, il problema di una storia, fatta dagli uomini, che, con le loro scelte e le loro azioni, continua a ripetersi nel bene e nel male.

Raimondo Moncada

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