venerdì 29 settembre 2017

Premio Scrittura Lions al Partigiano bambino

Il partigiano bambino - la storia di Gildo Moncada è tra i libri insigniti del Primo Premio di Scrittura 2017 promosso dal Lions Club Agrigento Chiaramonte, con presidente Enrico Fiorella. È il secondo riconoscimento che riceve il libro scritto da Raimondo Moncada e pubblicato dal gruppo editoriale emiliano di Ad Est. Il primo è stato il premio internazionale “Navarro” assegnato lo scorso 13 maggio a Sambuca di Sicilia.

Il Premio di Scrittura del Lions Club Agrigento Chiaramonte sarà consegnato sabato 14 ottobre 2017 alle 18,30, ad Agrigento, a Casa Sanfilippo. La cerimonia di consegna dei riconoscimenti sarà preceduta da un talk show sul valore della scrittura e sulla capacità di trasmettere messaggi di tipo sociale attraverso romanzi, componimenti poetici o saggi, condotto dal sociologo e giornalista Francesco Pira.

Il premio Lions è stato istituito per "valorizzare l’estro, la creatività, la capacità di narrazione di giovani autori e autori affermati che, attraverso i loro libri, sono stati capaci di dimostrare il loro impegno sociale".


Secondo il progetto del Lions Club, il premio è da attribuire ogni anno, ad autrici e autori, scrittrici e scrittori che hanno pubblicato opere di valore in provincia di Agrigento o in Sicilia.

Ecco i premiati della prima edizione con i loro libri:

Premio Scrittura Creativa
Andrea Cellura: Ho perso le chiavi di casa
Raimondo Moncada: Il Partigiano bambino
Jim Tatano: La ragnatela del potere
Antonio Fragapane: Comete
Daniela Spalanca: Tango dell’anima

Premio alla carriera
Lia Lo Bue
Peppe Zambito

Premio Speciale per l’Impegno nelle Pari Opportunità
Ester Rizzo



lunedì 18 settembre 2017

Giunta si arrende agli applausi del Jolly

"Eccellente!". Così si è espresso Edoardo De Angelis, salendo sul palco per abbracciare Francesco Giunta dopo un'ora e mezzo di concerto "Troppu very well", al teatro Jolly di Palermo, tra gli applausi scroscianti di un pubblico che si è divertito dal primo all'ultimo minuto gustandosi ogni nota, ogni parola, ogni invenzione del suo esilarante repertorio umoristico. Palermo riscopre, ritrova, riabbraccia e ridà il benvenuto su un vero palcoscenico a un grande artista, per troppo tempo lontano dalle scene come protagonista. Francesco Giunta ieri sera era frastornato. Il pubblico lo ha riempito d'affetto e gli ha in pratica detto: Ma dove sei stato in questi anni?


Tra gli spettatori, a sostenerlo in questo suo ritorno con un suo concerto sulle scene tanti estimatori, artisti, amici provenienti anche da fuori Palermo. E poi i suoi familiari, i figli, la moglie ("e pure i nipoti" ha gridato qualcuno alla fine dopo i ringraziamenti di Francesco). Eccolo questo ragazzo dai capelli bianchi, adrenalinico, divertito, soddisfatto, gustarsi l'applauso finale con le mani alzate a conclusione di una serata organizzata per registrare il disco live "Troppu very well", che ha come produttore artistico Edoardo De Angelis e il sostegno di Gianni Nanfa, direttore del teatro Jolly che in alcuni momenti ha pure duettato con Giunta. Novanta minuti tiratissimi, con un umorismo semplice, efficace, con punte di puro godimento. C'è chi ha riso con le lacrime con un capolavoro del teatro canzone "Chi sugnu stancu". che ha cantato e recitato. Perché di teatro canzone si tratta, un genere difficile e non per tutti esaltato da Giorgio Gaber. Francesco Giunta lo ha reso ancora più personale, ancora più originale con l'uso sapiente della lingua siciliana e con un'ironia, una comicità torrenziale che ha deliziato un pubblico delle grandi occasioni. 

Un'ovazione con applausi riservati anche a chi musicalmente ha accompagnato con la chitarra un incontenibile Francesco Giunta, ovvero il maestro Giuseppe Greco. Magistrale anche lui. 

Uno spettacolo che per il successo ha fatto dire alla fine a Edoardo De Angelis: non può finire qui, lo spettacolo deve continuare. E in effetti sarebbe un vero peccato non riproporlo e con Gianni Nanfa dentro, sempre insuperabile, padrone delle scene e del pubblico che pende dalle sue labbra. 

Spente le luci, e solo con l'eco degli applausi in testa, Francesco Giunta confida felice: "Non facevo uno spettacolo del genere da venti anni, dal 1996 dai tempi del'ultimo recital umoristico Meglio solo". 

Al Jolly ha cantato i suoi cavalli di battaglia come Troppu very well e poi pezzi inediti, tenuti nei cassetti o cantati occasionalmente agli amici: Totò lu pumperi, Carmelina ca cari di tacchi, Vucciria, Pipiritu e Chi sugnu stancu non una canzone ma uno splendido pezzo teatrale. 

La maggior parte del suo repertorio umoristico, originale, unico e sempre fresco perché senza tempo, risale alla fine degli anni Settanta e ai primi anni Ottanta. "Quando cominciai a comporre testi umoristici - mi dice - suonavo solo per parenti e amici ai matrimoni. Mi dicevano: pigghiati a chitarra e sona! E io lo facevo con piacere. Poi è diventata una sfida e ho  accumulato un repertorio vastissimo". 

Spinto dall'energia artistica e dal grande riscontro, negli anni Novanta ha pubblicato ben quattro dischi. Il quinto doveva essere Calia. Poi l'esperienza come produttore, ideatore e direttore dell'etichetta discografica Teatro del Sole lo ha spinto a fare una scelta: sospendere il suo essere autore e interprete. Quindi il silenzio. Poi la ripresa, con partecipazioni a eventi vari, chiamato da amici artisti grandi suoi estimatori. Ora il ritorno sulle scene, da solista e da protagonista come ai vecchi tempi. Francesco Giunta è ritornato. Alla grande! 

Anche io felice, d'esserci stato. 


Raimondo Moncada

www.raimondomoncada.blogspot.it 


sabato 16 settembre 2017

Popolare comico inglese conquista Menfi e fa un film con attori locali



Inghilterra, nord Italia, Sud, Sicilia. Birmingham, Milano, Menfi. Un viaggio a scendere in un luogo che è diventato il suo paradiso, la sua nuova base operativa. Chi lo ha detto che un artista, un attore, un autore, un insegnante, un comico, debba per forza andare fuori dalla Sicilia per affermarsi o semplicemente per lavorare?  John Peter Sloan ha ribaltato questo radicato preconcetto. Conosciuto a livello internazionale per i suoi corsi di lingua inglese, per il suo originale metodo di insegnamento, per i suoi libri, per la partecipazione a Zelig e ad altre note trasmissioni sulle reti Rai e Mediaset, un bel giorno ha deciso di lasciare Milano e di stabilirsi al Sud, più al Sud del Sud: nell’isola di Sicilia, nel mare cristallino di Menfi, tra i profumi dei vigneti che spremono artistico vino a tinchitè.
John Peter Sloan ha preso casa, ha fondato una scuola di inglese, ha richiamato i suoi amici collaboratori, e ha portato a termine un progetto artistico al quale pensava da anni: un film. Il progetto è stato presentato ieri sera nel corso della decima edizione dello Sciacca Film Fest, alla presenza di quasi tutto il cast con tanti attori locali e attori, anche professionisti, provenienti dall’Inghilterra. La pellicola si intitola “Smith di Sicilia” con sottotitolo “Vino siciliano fatto dagli inglesi”.

“ È una celebrazione della Sicilia, dell’Italia” ha detto ieri John Peter Sloan presentando il lavoro e gli amici attori, a modo suo, in uno show divertente e applaudito. Il film, in fase di montaggio, rompe gli schemi, squaglia gli storici pregiudizi sul Meridione. Niente mafia. Solo bella Sicilia.
Gli inglesi scendono in Sicilia per poi andare via di corsa, ma se ne innamorano e cambiano i loro programmi. Nella pellicola c’è la comicità inglese, la comicità di John Peter Sloan, con situazioni e battute già rodate, collaudate in anni di spettacoli. “Lavoro alla sceneggiatura da sette-otto anni” ha confidato, trovando il luogo e le persone giuste in Sicilia per realizzare quello che considera il suo gioiellino a cui tiene tanto. Gli attori (e che attori!), sono stati selezionati per la maggior parte tra Menfi, Sciacca e anche Agrigento. Ho avuto l’onore e il piacere di esserci anche io (l’unico agrigentino di Agrigento) con un cameo.
Ecco il cast in ordine sparso:
Gianleo Licata, John Peter Sloan, Francesca Licari, Derek Allen, Robert Dennis, Antonina Vetrano, Nicola Puleo, Santo D’Aleo, Melkio Bilà, Raimondo Moncada, Giuseppe Briganti, Maria Grazia Catania, Saverio Piazza, Piero Mangiaracina, Mauro Cottone.
Ricordo anche altre figure fondamentali: Davide Perra, fonico; Giuseppe Campo, operatore di ripresa; Giovanna Corbani, segretaria di edizione; Asia Gagliano, make-up; Melkio Bilà, direttore di produzione
La regia è di Marco Fornari. Le musiche sono di Simon Hayward.
A presto, su piccoli o grandi schermi! 

Raimondo Moncada
www.raimondomoncada.blogspot.it


Giunta al Jolly: troppu very well

Autore, interprete, produttore. Raffinato, colto, poetico, ironico, impegnato. Tra i suoi grandi meriti la ripubblicazione in Cd con l'etichetta "Teatro del Sole" della discografia di Rosa Balistreri. Per non parlare delle sue pregevoli opere riprese anche da altri apprezzati artisti, del lavoro di recupero e valorizzazione del patrimonio linguistico e musicale della Sicilia e del rilancio di quella che definisce "Musica del sud" assieme ai suoi principali interpreti. 

Stiamo parlando di Francesco Giunta, con cui ho avuto il piacere e l'onore di condividere il palcoscenico e nottate a cantare, a mangiare e bere vino siciliano e a annusare il profumo di teglie con contenuti industriali di lasagne della poetessa e amica Francesca Albergamo di Alia dove con Giunta sono stato a fare uno spettacolo alle Grotte della Gurfa assieme ad altri fior di artisti: Lucia Alessi, Ezio Noto, Libero Reina e Andalo Carrega. 

Francesco Giunta, dunque, ritorna a incidere, a far dischi, a rendersi protagonista di un concerto tutto suo. Per un artista è un evento straordinario. L'arte ti prende, ti scuote e ti dà energie che non sono umane. 

Francesco Giunta registrerà un disco dal vivo, con le canzoni del suo amato repertorio legate a un suo antico progetto che ha per tema l'umorismo. Come non ricordare uno dei suoi cavalli di battaglia, "Troppu very well", che gli viene sempre richiesto e che lui canta con trasporto e contagioso coinvolgimento con la sua chitarra. 

L'appuntamento con Giunta umorista è domenica 17 settembre alle ore 18, al teatro Jolly di Palermo (il direttore artistico è il maestro dell'umorismo siciliano: Gianni Nanfa). 

Ad accompagnarlo alla chitarra sarà Giuseppe Greco.


"In un qualche modo - dice Francesco Giunta - avevo anticipato che settembre sarebbe stato Troppu very well! E adesso ci siamo. L'occasione nasce con l'intento di registrare il mio primo disco dedicato all'umorismo in siciliano perchè considerato il  modo in cui ho sempre affrontato questo genere, l'ultimo posto dove potrei pensare di registrarlo è uno studio di registrazione! E allora lo registrerò dal vivo contando di avere vicino il calore degli amici di sempre, degli amici nuovi e di tutti quelli che vorranno partecipare a quella che spero sia anche una occasione di festa e sereno divertimento.

La produzione artistica di questo progetto è di Edoardo De Angelis affiancato, nel ruolo di consulente, da Giovanni Nanfa che da decenni approfondisce il tema dell’umorismo sia sul piano pratico che teorico. Giovanni, inoltre, sarà in scena con me in alcuni momenti del recital".

Tutto troppu very well!


Raimondo Moncada

www.raimondomoncada.blogspot.it 


sabato 9 settembre 2017

Il mio ombrellone di Menfi sul Tibet

Dalla spiaggia più blu della Sicilia, quella di Menfi, alla cima più alta e bianca del mondo: l'Everest. Ne ha fatta di strada il mio ombrellone e per un itinerario sconosciuto. Succede. Perché non sai mai come va a finire una storia. La scrittura ha questo di magico. Muovi il primo passo e il viaggio ti porta dove vuole: sorprendendoti a ogni svolta, emozionandoti con un finale imprevisto come è accaduto. 

Chi l'avrebbe mai detto che al primo freddo siciliano di settembre, dopo un'estate infinita, mi sarei trovato nel mio Tibet dei sogni, stando seduto su uno scranno del Consiglio comunale di Menfi, tra gli odori ubriacanti del mare e i profumi cullanti del buon vino? 

È successo, durante un workshop di scrittura affidato al direttore didattico della Scuola Carver di Livorno, Francesco Mencacci. Due giorni intensi, di insegnamenti, di stimoli, di esercizi, di creatività, di spremitura dell'uva neuronale, ricavati dentro la ricca offerta delle "Federiciane", evento culturale organizzato dall'Istituzione Federico II col Comune di Menfi.  


Una iniziativa lodevole, che ha avuto il successo meritato per i contenuti, per la qualità del corso, per la capacità dell'insegnante di coinvolgere i partecipanti con tanta teoria e molta pratica (esercizi pure da svolgere a casa nei prossimi giorni e da inviare al maestro per tenere allenati i muscoli, per continuare ad avere una guida, un sostegno, un aggancio, un ponte, una speranza). 

A seguire le lezioni di Francesco Mencacci - bravo, preparato, competente, appassionato, travolgente - una classe attenta, interessata, affamata, con allievi di diverse fasce di età e formazione: dallo studente di scuola media all'insegnante di Lettere di liceo classico. Un assaggio. Una prima pietra posata. Perché nella terra di Giuseppe Tomasi Di Lampedusa, Luigi Pirandello, Leonardo Sciascia, Andrea Camilleri, c'è tanta fame di sapere, di imparare, affinare, allenare la scrittura (per scrivere un racconto, un romanzo o un semplice pezzo accattivante sul proprio blog). Perché la scrittura si può allenare, come in una palestra, ognuno con la propria voce, il proprio stile, la propria fantasia, le proprie storie, secondo l'insegnamento lasciato dai grandi della letteratura mondiale come Raymond Carver a cui la scuola di Francesco Mencacci è dedicata. Una realtà affermata, con diverse sedi aperte in Toscana e corsi tenuti in altre parti dell'Italia. 

Ci auguriamo che la scuola - di scrittura e di lettura, perché si inizia a scrivere leggendo - abbia un seguito, con tutti i suoi crescenti moduli, con tutti i suoi insegnanti. Un appello accorato rivolgo pertanto alle sensibili istituzioni locali affinché questa iniziativa non solo continui ma cresca nel tempo. I locali non mancano, le occasioni neanche, gli interessati avanzano. Scaliamo l'Everest  con i nostri ombrelloni, dimenticandoci di essere nell'arenile di un'isola. 


Raymond Moncada 

www.raimondomoncada.blogspot.it 


sabato 2 settembre 2017

Delitto innocente nella Valle dei Templi


"Un delitto innocente, come un sogno che ritorna". Un omicidio compiuto, con ferocia bestiale e poi rimosso, dimenticato. Solo dopo tantissimi anni, improvvisamente rievocato ma in una nuvola onirica, irreale. 
Una straordinaria pagina di teatro firmata dal genio di Luigi Pirandello è rappresentata dal dramma "Non si sa come". E da questa opera del 1934, è stato tratto Il "monologo della lucertola" per un apprezzato omaggio al drammaturgo agrigentino premio Nobel nel corso del "Malgrado Tutto Fest 2017". Una serata densa di emozioni organizzata da Egidio Terrana, direttore della storica testata, ai piedi del Tempio di Giunone, nella Valle dei Templi di Agrigento.  A dare voce a uno sconvolto conte Romeo Daddi, protagonista del "Non si sa come", è stato Raimondo Moncada, in una interpretazione molto sentita, emotivamente coinvolgente, che ha subito preso e incantato il pubblico. Un grande omaggio a Luigi Pirandello nel centocinquantesimo anniversario della nascita. 
Su YouTube è stato pubblicato il video dell'esibizione. Le riprese sono di Giacomo Fattori, per uno Speciale di Teleacras. Luci e audio sono di Riccardo Liotta. 
È solo un assaggio dell'intero speciale in onda su Teleacras domenica 10 settembre 2017. La prima puntata è stata programmata alle ore 10, la replica alle ore 21. 
Lo speciale andrà in onda anche in altre date che saranno via via comunicate. 

La serata al Tempio di Giunone è stata condotta da Simona Carisi e Valeria Iannuzzo. 
Diversi i momenti che hanno attirato l'attenzione di un pubblico numeroso e attento. Tre hanno avuto per tema il delitto: il citato monologo della lucertola di Raimondo Moncada, l'uccisione in Sicilia dei padri letterari di cui si parla nell'ultima pubblicazione dello scrittore Gaetano Savatteri e l'uccisione dell'ecosistema da parte di un'umanità impazzita di chi ha parlato Tommaso Parrinello. 

Si è iniziato con la presentazione del libro "Non c'è più la Sicilia di una volta", condotta dall'autore Rai Giovanni Taglialavoro con gli interventi dello stesso autore del saggio Gaetano Savatteri, del giornalista del Giornale di Sicilia Giancarlo Macaluso e del direttore del Parco Archeologico Valle dei Templi Giuseppe Parello. Il giornalista del Corriere Felice Cavallaro e il direttore di Malgrdo Tutto Egidio Terrana hanno poi ricordato la figura di Aldo Scimè, recentemente scomparso, e degli amici della Noce e di Leonardo Sciascia. È seguita la conferenza del dirigente dell'Esa Tommaso Parrinello sui cambiamenti climatici e le penose condizioni del Polo Nord. 

La serata è stata arricchita dagli interventi artistici dell'attrice Lia Rocco con un omaggio a Malgrado Tutto e del gruppo musicale dei "Patty Singers”. Tutto da seguire, con grande interesse. 

venerdì 1 settembre 2017

Voci alla luna, alle Grotte di Alia lo spettacolo della Sicilia

Raimondo Moncada e Lucia Alessi (ph Francesco Novara)
“Voci alla Luna”, notte di teatro e musica alle Grotte. Sono le voci di apprezzati artisti siciliani, attori, musicisti, cantautori, che racconteranno la terra di Sicilia con echi di altre terre, nelle suggestioni notturne, silenziose, lunari, delle Grotte della Gurfa di Alia, la piccola città-giardino incastonata sulle Madonie, in territorio di Palermo.
L’appuntamento è per domani, sabato 2 settembre 2017, con inizio alle ore 21. Saranno di scena i cantautori Ezio Noto e Francesco Giunta, i musicisti Andalo Carrega e Libero Reina, gli autori e attori Raimondo Moncada e Lucia Alessi. La direzione artistica è della poetessa e scrittrice Francesca Albergamo, per una serata tutta da vivere che ha il sigillo istituzionale con il patrocinio del Comune di Alia, retto dal sindaco Felice Guglielmo. L’appuntamento è inserito nel programma ufficiale dell’Estate Aliese 2017.


Ezio Noto e Francesco Giunta
“Voci alla Luna” è uno spettacolo composito, a più voci e a più note, con protagonisti artisti provenienti da più parti della Sicilia e oltre. Si esibiranno nella magia teatrale di un sito unico al mondo, dentro e fuori le Grotte della Gurfa, un monumento-spettacolo che rappresenta uno straordinario esempio di architettura rupestre, ricavato scavando l’arenaria rossastra di una collina nei pressi del paese. Anche gli artisti proveranno a scavare le profondità della terra di Sicilia, toccando i sentimenti, le sofferenze, la spensieratezza, le aspirazioni di un popolo attraverso i testi – ora ironici, ora drammatici, ora appassionati – di Raimondo Moncada, Ezio Noto e Francesco Giunta e di altri grandi autori siciliani. Non mancheranno alcuni omaggi, come quello che gli agrigentini Lucia Alessi e Raimondo Moncada dedicheranno a Luigi Pirandello nel 150° anniversario della nascita con brani aventi a tema l’amore, il dolore e la luna.
Uno spettacolo anche impegnato, dunque, che, in un viaggio nel tempo e negli stati d’animo, inviterà pure alla riflessione.

Andalo Carrega 
Ci sarà tanta Sicilia cantata con gli originali componimenti di Francesco Giunta ed Ezio Noto, e con le vivaci corde del musicista e cantautore Libero Reina. E ci saranno le vibrazioni della speciale chitarra a venti corde di Andalo Carrega (artista siciliano da tempo residente a Parigi), capace di creare atmosfere ipnotiche che scavano nell’animo e avvolgono di spiritualità luoghi e persone. 
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...