giovedì 27 luglio 2017

Un paese che suona e impazzisce al suono delle campane

Ezio Noto con Raimondo Moncada, già impazziti al pensiero 
Per la decima edizione del Dedalo Festival suoneranno a festa le antiche e intonatissime campane di Burgio. Ma non solo. Suoneranno pure fior di artisti, in un’opera musicale collettiva battezzata col nome di “Tintinnabula”. Un’idea, pensata proprio per questa speciale edizione del Dedalo, dal suo direttore artistico: il cantautore Ezio Noto. Suonerà un intero paese, a chiusura della tre giorni (dal 4 al 6 agosto) di vari eventi. Uno spettacolo, "Tintinnabula", in omaggio all’antica arte campanaria di Burgio che sarà registrato in presa diretta per farne un disco e far vibrare così in eterno i bronzi di Burgio, “unendo le vite degli uomini e delle donne, viaggiando oltre il tempo e lo spazio”.

Ottava edizione del Dedalo Festival a Caltabellotta:
il direttore artistico Ezio Noto con il cantautore Edoardo De Angelis
e gli scrittori Peppe Zambito e Raimondo Moncada
Un programma intenso, tutto da scoprire e da vivere quello della decima edizione del Dedalo Festival. Si comincia dalle dieci di mattina e si arriva a mezzanotte, con concerti, laboratori, tavole rotonde, teatro, ricerche e tesi, seminari. Sarà un continuum di azioni, creatività, interscambio, cultura, suoni, parole, emozioni, umanità, relazioni, amicizie. 

Questo sarà Dedalo Festival, rassegna itinerante delle arti invisibili che con le sue ampie ali lascia il suo nido di Caltabellotta per approdare a Burgio con il suo sonoro stormo di musicisti, scrittori, pittori, scultori, artigiani, provenienti da diverse regioni d'Italia.

In estrema sintesi: 72 ore di manifestazioni, 100 artisti partecipanti, 25 eventi in calendario.

La tre giorni è organizzata dal Comune di Burgio (città delle campane e della ceramica), guidato dal sindaco Vito Ferrantelli. L'istituzione avrà la collaborazione dell’associazione “Le culture diverse”.  

www.raimondomoncada.blogspot.it 



ARTISTI PRESENTI NELLE 3 GIORNATE
Francesca Amato (Palermo), Giuseppe Alletto (Bagheria), Antonio Zarcone (Favara), Giò Vescovi (Caserta), Alberto Criscione (Palermo), Angela Di Blasi (Palermo), Mel Vizzi (Licata), Giovanni Granata (Caronia), Debora Messina (Castelvetrano), Gregorio Caimi (Marsala), Giusy Schilirò (Catania), Ennio Salomone (Sciacca), Maria Russell (Vercelli), Anna Burgio (Porto Empedocle), Salvatore Bavetta (Montevago Ag), Piera Lo Leggio (Campobello di Licata), Alfredo Ginexi (Santo Stefano Quisquina), Riccardo Sciacca (Castelvetrano), Fabio Guglielmino (Palermo), Raffaella Daino (Palermo), Francesca Riggi (Palermo), Raimondo Moncada (Agrigento), Lucia Alessi (Raffadali), Nicola Puleo (Sciacca), Vincenzo Muscarella (Palermo), Daniela Spalanca (Agrigento), Maria Concetta De Marco (Agrigento), Mario Ciola (Genzano di Lucania), Antonio Liotta (Favara), Adotey Akueson "Dotcha" (Togo) e molti altri   

ARTISTI PER TINTINNABULA
Ezio Noto (ideatore e compositore) voce e piccoli suoni dell'anima (Caltabellotta), Francesco Barbata Programmazione e Computer (Sciacca), Renato Miritello Voce e Marranzani (Torino), Valeria Cimò Voce e Tamburo (Palermo), Pasquale Augello Percussioni dal mondo (Realmonte), Antonio Smiriglia Voce Tammorra (Galati Mamertino), Marco Caterina Sax soprano (Caltabellotta), Libero Reina Chitarra, Ukulele, Mandolino (Santo Stefano Quisquina), Marco Milone Chitarra e Voce (Napoli), Roberta Izzo Voce e suoni dell'anima (Napoli), Mario Vasile Percussioni dal mondo (Agrigento), Gianni Amore Fisarmonica (Pozzallo), Nicola Pollina Percussioni dal mondo (Trapani), Totò Randazzo Basso (Caltabellotta), Francesco Giunta cantautore (Palermo), Danilo Vignola Ukulele (Genzano di Lucania Pz), Giò Didonna Percussioni (Tolve Pz), Danila Massimi Percussioni e voce (Roma), Giovanni Proietto Pittore (Realmonte), Angelo Pitrone fotografo (Agrigento), Pino Tortorici Fisarmonica e Sintetizzatori (Caltabellotta), Francesco Bonacci deedgeridoo tubi aborigeni (Decollatura Cz Calabria), Nonò Salamone Cantastorie (Sutera), Giuseppe Veneziano Tenore (Milano), Ornella Giusto Attrice (Roma), Gaetano Aronica Attore (Agrigento/Roma), Edoardo De Angelis.  


IL PROGRAMMA 




mercoledì 19 luglio 2017

Ecco Flacowski, l'editore che pubblica libri impossibili

“Mi chiamavano Enrico Flaccovio, da oggi mi chiamerò Enrico Flacowski l'editore indipendente”. È la prima frase che campeggia nel sito internet di Flacowski.com. Il suo autore è un editore, giovanissimo, ma di lunghissima esperienza, di provata capacità e competenza, di quelli nati e cresciuti tra i libri con i libri e per i libri, di quelli che vedono oltre il buio e non hanno paura. Un illuminato, proprio di quelli a cui brillano gli occhi davanti a un manoscritto e a uno scrittore che altre realtà editoriali non considererebbero neanche.  
E lo dico a ragion veduta. Enrico Flaccovio si è innamorato del mio romanzo umoristico “Il giorno della cilecca”, lo ha accolto, lo ha seguito e gli ha dato dignità di libro con il marchio di Dario Flaccovio Editore, realtà dove fino allo scorso anno lavorava (nella foto, sono abbracciato ad Enrico all’uscita della presentazione-lancio alla libreria Mondadori di Palermo: ci sono anche il grafico Alessia Vinci e la scrittrice Cetta Brancato).
Dopo la pausa, la riflessione, lo studio. Ed eccolo riemergere con un nuovo progetto. Lo annuncia con un post su Facebook che rimanda alla prima pagina del sito di Flacowski, "l'editore che pubblica libri impossibili". Si legge: “Sto per aprire la mia casa editrice, ti avvertirò al lancio con una mail: iscriviti in lista”.
Mi sono iscritto e mi è arrivato un piccolo spoiler sul nuovo progetto. “A marzo 2016 – spiega – mi sono dimesso dalla casa editrice in cui ho lavorato per quasi dieci anni anche per poter portare avanti Flacowski Editore”. Poi aggiunge: “Io sono sempre stato molto e-mozionato (in questo momento in particolar modo) perché sono e-mosso, ormai da un po’ di anni, dall’irrefrenabile bisogno di divulgare e-cultura, la cultura digitale, tra professionisti ma soprattutto tra la gente”.
Enrico Flaccovio va fiero soprattutto di una collana: “Ho lanciato decine di autori di web marketing”. Alcuni danno testimonianza sul sito.
Riccardo Scandellari: “Grazie alla sua opera di editore sono riuscito ad ottenere incredibili traguardi professionali e dare una svolta alla mia vita”.
Veronica Gentili: “Ha un intuito unico, riesce a mettere a proprio agio l'autore e a farlo esprimere al meglio”.
Carlotta Silvestrini: “È un cacciatore di menti eccelse, talent scout senza precedenti dall'animo idealista
Leonardo Bellini: “Non è solo un manager o startupper di successo, è anche una persona sensibile, attenta, scrupolosa, una persona di grande talento e altruismo”.
Da quanto si capisce, Enrico Flacowski, pubblicherà inizialmente libri di Comunicazione e Marketing. Ma in futuro, non esclude di aprire il piano editoriale ad altri settori.
“Per concludere, - mi spiega nello spoiler – ho scelto come logo il cavallo degli scacchi. Non so se ne capisci un po’ di scacchi: il cavallo è un bel pezzo, il più fico perché si muove a L e scavalca gli ostacoli. È l’unico che può uscire da un accerchiamento, l’unico che può proteggere o colpire oltre le barriere. Ed è quello che farò con i miei libri”.

Con gratitudine, ti giunga il mio personale, sincero, immenso, in bocca al lupo.

Raimondo Moncada

martedì 18 luglio 2017

Catturare anime con una penna a colori

È la sfida. È lo stimolo. È l’input. Catturare l’anima con una penna, con una macchina da scrivere, con un pc, con un tablet, con uno smartphone, con la sabbia perché c’è anche chi ama scrivere in riva al mare. Lo strumento è affidato alla fervida immaginazione degli scrittori e a quell’attimo, a quell’illuminazione in cui vedi e ti si illumina il quadro, la visione. 
Non è complicato. Per l’immaginazione non c’è nulla di complicato e non occorrono ulteriori spiegazioni o approfondimenti neuroscientifici, spirituali, letterari. 
Il tema, dunque, l’abbiamo: i colori l’anima. Questa è la partenza, la spinta energetica. Manca solo lo svolgimento dove ognuno è libero, veramente libero, di vedere o non vedere l’anima con i suoi colori: vivi, diafani, intermittenti, quasi visibili, oscuri, lontani, sordi… 
L’invito è rivolto a chi ama scrivere, a chi ama accendere la telecamera della propria fantasia e a raccontare una storia proprio con i colori dell’anima. Una sfida avvincente che lancia un’associazione di Licata, la “Musamusìa”, presieduta da Alessandra Alario. 

Per il secondo anno consecutivo, ha promosso il concorso letterario dal titolo “Raccontami, o Musa”, lo scorso anno con il tema “L’uomo e le sue emozioni”, quest’anno con “I colori dell’anima”. 
La giuria sarà ancora una volta presieduta dallo scrittore Gaetano Savatteri. La direzione artistica è della poetessa e scrittrice Angela Mancuso. 
Gli autori potranno presentare racconti di qualsiasi genere: noir, umoristico, fantastico, realistico… Non ci sono gabbie.  
Sono anche previsti dei premi in denaro: al primo classificato andranno 250 euro, al secondo classificato 100 al terzo 50. 

Il bando è sul sito dell’associazione (www.musamusia.it).
Il testo del regolamento si apre con un verso di Alda Merini: “Amo i colori, tempi di un anelito inquieto, irrisolvibile, vitale, spiegazione umilissima e sovrana dei cosmici ‘perché’ del mio respiro”. 

Segue poi l’invito agli scrittori a prendere parte alla sfida: “I colori esprimono emozioni e sentimenti, evocano ricordi e rappresentano stati d’animo. I colori possono stimolarci o rilassarci, suscitare in noi malinconia o darci un’iniezione di energia e vitalità; possono spingerci a riflettere o a ribellarci e ad evadere dagli schemi. Dipingono la nostra vita e parlano di noi. Che aspetti? Che la tua penna sia rossa, blu, nera o verde, prendila tra le dita e dai un colore ai tuoi pensieri, alla tua immaginazione, alla tua creatività”.

Raimondo Moncada 

   

Chi nicchi e nacchi, vive con fotografa San Calò e la Sagra

Chi nicchi e nacchi vive con San Calò e la Sagra. Due testi del libro, due canzoni in siciliano, faranno da struttura portante a videoclip che saranno proiettati nel corso della cerimonia di premiazione dei concorsi fotografici “Fotografa la Festa del Mandorlo in fiore” e “Fotografa San Calogero”. I due concorsi, giunti alla settima edizione, sono promossi e organizzati dal giornale online AgrigentoOggi, con la collaborazione di FederAlberghi e DIN24. Lo scopo dell'iniziativa è la promozione turistica del territorio, con i suoi eventi, le sue tradizioni, i suoi beni storici e monumentali, i suoi artisti. 

La cerimonia si svolgerà venerdì 21 luglio, con inizio alle ore 20, a Realmonte e avrà come suggestivo scenario il Resort Scala dei Turchi. Saranno consegnati i premi per la migliore fotografia a colori e la migliore fotografia in bianco e nero. La giuria sceglierà tra circa 300 scatti in concorso, di "altissima qualità", inviati da professionisti e amatori. 
La serata sarà arricchita dagli interventi musicali del chitarrista Giovanni Croce e dalla proiezione di due videoclip con la voce narrante di Raimondo Moncada, autore di Chi nicchi e nacchi, che reciterà U santu niuru ed È festa!, due canti dedicati alla Festa del Mandorlo in Fiore e a San Calogero.

Saranno presenti: Domenico Vecchio, direttore responsabile di Agrigentooggi.it; Alessandro Bufano, direttore del Resort Scala dei Turchi; Francesco Picarella Presidente di Federalberghi; il fotografo Massimo Palamenghi di Din 24; il fotografo Francesco Novara e l’artista Giada Attanasio, responsabili del coordinamento.

Condurrà la manifestazione Elettra Curto. 
L'ingresso è libero. 


mercoledì 12 luglio 2017

Il partigiano bambino, nuove tappe di un emozionante e resistente cammino

Lo so. Ci andrò. Non so quando. Ma ci andrò. Anche da solo. All’insaputa di tutti. Succederà. In quel luogo. Anzi in quei luoghi. Sulle montagne della Resistenza dove è andato con la sua brigata partigiana “Leoni”, in Umbria. Sul luogo dove la sua innocenza è stata mutilata, a Sansepolcro. Non c’è niente ancora di organizzato. Nessuno si sta muovendo. Tutto si muove attorno al libro.

Un anno fa, se me lo avessero detto o scritto, non ci avrei creduto. Un anno fa, quando Gaetano Alessi, del gruppo editoriale di Ad Est, a Roma, dopo lungo corteggiamento, mi convinse a pubblicare Il Partigiano bambino, la storia di mio padre e dell’odissea di un’intera famiglia. 

Un libro che, dopo le prime presentazioni, sta camminando con le proprie gambe, due, e che mi sta portando in posti impensati, incredibili, pregni di significato, valori, umanità, ideali, emozioni vive, gente splendida che ti abbraccia con calore e ascolta in silenzio anche i miei silenzi, dalla Sicilia al nord Italia. Il libro è già stato presentato in questi mesi a Vignola (Modena), Ravenna, Licata, Agrigento, Ribera, Palma di Montechiaro, Reggio Emila, sulla vetta di Ca’ di Malanca (“Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani”: Piero Calamandrei, costituente, apre con queste parole il libro).  

E continuano ad arrivare richieste su richieste agli amici di Ad Est, straordinaria famiglia, che non finirò mai di ringraziare per l'affetto e il dono che mi hanno fatto dando dignità alla storia di un uomo, un artista, un partigiano e a ciò che ha rappresentato. Una storia semplice che cammina ora con tanti piedi resistenti e con tanti cuori vivi che battono all'unisono con gli stessi battiti. 
Ecco allora le nuove tappe, con le date, dove il libro sarà presentato, secondo il calendario sempre provvisorio ufficializzato da Ad Est:  
Agrigento 21 Luglio: San Leone ore 18 Caffè letterario - Stabilimento di P.S.;
Burgio (Ag) Dedalo Festival: 4 agosto ore 18,00 Parco della Rimembranza -
Riesi, 19 agosto;
Modena (La Tenda), 13 Ottobre;
Carpi 14 Ottobre;
San Martino in Rio (Re): 15 ottobre, ore 11
Roma 17 Novembre; 
Bruxelles 10 dicembre.

Perugia: da organizzare. 

Raimondo Moncada
www.raimondomoncada.blogspot.it 

sabato 8 luglio 2017

San Calò, tra miracoli e cucuruna



"U santu niuru" è un canto di Raimondo Moncada. È un inno, un omaggio a San Calò, il santo nero miracoloso venerato ad Agrigento più del patrono San Giullà. 
È tra le opere, cunti e i canti, scritte in siciliano da Raimondo Moncada, raccolte nel libro "Chi nicchi e nacchi". 

La divertita composizione risale ai primissimi anni 2000. Riporta le emozioni, le suggestioni di momenti vissuti che vedono un popolo ringraziare il santo per le sue grazie e i suoi miracoli. Le manifestaIoni si concentrano nelle prime due domeniche di luglio quando il simulacro di San Calogero viene pure portato a spalla da decine di portatori per le vie anche impervie della città, sotto un sole rovente e con al seguito migliaia di devoti, molti dei quali a piedi scalzi. 

Il testo della canzone "U santu niuru" è recitato in questo video dallo stesso autore, con mezzi tecnologici artigianali e di fortuna, con foto scattate lo scorso anno. 

www.raimondomoncada.blogspot.it
www.nicchienacchi.blogspot.it 
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