sabato 8 ottobre 2016

Il teatro antico di Agrigento e la battaglia di fango e pietre

Il teatro antico ad Agrigento e la battaglia di fango e di pietre che si scatenerà alla fine della campagna di scavi.  Non si parla d'altro da qualche settimana, dopo lo scoop sul Corriere della Sera del giornalista Giovanni Taglialavoro. 
Sono tutti in attesa dell'esito delle picconate, al via dal 10 ottobre con la benedizione di San Nicola: l'opinione pubblica, il mondo scientifico, il mondo accademico, il mondo degli storici, il mondo dei curiosi, degli ansiosi, dei fastidiosi, degli accidiosi, dei sediziosi. 

Attendono armati e con i denti digrignanti soprattutto due categorie di "attenditori": i convinti e gli scettici. E attendono ragionando su due ipotesi scientificamente ragionate: 

1) Se dovesse emergere la tanto ricercata cavea, nel suo palpitante e maestoso splendore circolare, più bella dell'affascinante teatro di Taormina, confermando così ogni ipotesi scientifica, i convinti esulteranno con fuochi d'artificio e feste di Persefone sbattendo la prova (una greca poltroncina in pietra?) in faccia agli avversari scettici; 

2) Se, al contrario, dovesse emergere solo un solenne buco nell'umida campagna giurgintana, più profondi di un buco nell'acqua, tra gli imperterriti ulivi saraceni e le circostanti mennole amare, gli scettici si divertiranno a  tirare fango a palate ai convinti delusi;

Gli eserciti, molto rumorosi, sono già schierati e, sferragliando, si ingrossano ogni giorno di più. 
Qualcuno in questa virtuale arena greco-romana vincerà facendo inghiottire la polvere dell'augustea opera di ricerca (pala e picu) all'umiliato e sconsolato perdente. 
Io tifo per il teatro d'Akragas. E non sto recitando. Incrociamo le dita, senza 'mpiduglialli. 


Raimondo Moncada 
www.raimondomoncada.blogspot 

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