giovedì 28 luglio 2016

Anche premi liquidi al concorso "Raccontami, o Musa!", scadenza 10 agosto

Oltre al piacere di partecipare a un concorso letterario, si ha anche la possibilità di vincere premi in denaro liquido. Vivi una doppia ansia: l’ansia di arrivare sul podio e l’ansia di intascare il premio.
Ma la cosa più importante, per i partecipanti, è partecipare anche senza vincere. Ma se si vince tanto meglio. E tanto meglio con liquidità. Possiamo dire al mondo che abbiamo vinto. Lo possiamo pure scrivere, da scrittori, nel nostro curriculum professionale e sulla biografia dei nostri libri.
Tutto è legato all’emozione che è il tema del concorso promosso dall’Associazione Culturale “Musamusia” di Licata dal titolo “Raccontami, o Musa” (“Musa” scritto al femminile, perché al maschile avrebbe avuto un altro significato. Non avrebbe avuto senso, infatti, chiamare il concorso: Raccontami o Muso”!).

Il concorso è rivolto agli scrittori di racconti di ambo i sessi perché ambo i sessi hanno una loro Musa la quale, per i fatti suoi, a noi non interessa, avrà pure un suo muso.
Il tema della prima edizione del premio di Musamusia è “L’uomo e le sue emozioni”. Massima libertà di espressione e di stile per i partecipanti. Ognuno può presentare un racconto umoristico, fantastico, realista, giallo, nero, viola, livido…
Attenzione alla data di scadenza. Siamo quasi in prossimità e poi potremmo pentircene amaramente di aver trovato tutto scaduto. Gli elaborati vanno presentati entro il 10 agosto 2016. I tradizionalisti possono inviare i racconti per posta con l’antico mezzo cartaceo. I modernisti possono usare il digitale e inviare tutto per email con un clic.  
Le modalità di invio sono contenute nel bando che è sempre meglio consultare per non avere fregature. Ecco il LINK:


Si troverà  anche una scheda di partecipazione da compilare.

Consultando il regolamento, abbiamo anche la bella sorpresa di scoprire i premi in denaro liquido per i primi tre classificati giudicati da una speciale giuria presieduta dallo scrittore Gaetano Savatteri. 
Il primo classificato si porterà a casa o in pizzeria: targa o pergamena e la somma di 150,00 euro;
Il secondo classificato si porterà a casa o al supermercato: targa o pergamena e la somma di € 100,00 euro
Il terzo classificato si porterà in spiaggia o in montagna: una targa o pergamena e la somma di € 50,00 / Pubblicazione dell’opera sul sito
I vincitori saranno autorizzati a intascare i premi in denaro. Le targhe o le pergamene dovranno essere tenute nell’apposita mano.

Raimondo Moncada

giovedì 21 luglio 2016

Incredibile: ecco il pesce-rana dalla bocca larga!


Chi dorme non piglia pesci. Ma chi sta sveglio rischia di prendere pesci mai visti. Da paura. Eccone un esemplare. La foto è un’esclusiva. È la prima volta che viene mostrata al pubblico. Si tratta di pezzo unico. Le mani mi tremano. La vista mi si annebbia e ho bisogno di inforcare degli occhiali speciali, di colore rosso corallo marino, con lenti antipanico. 
Le fattezze sono quelle di una rarissima specie ittica di "pesce-rana dalla bocca larga". L’ho pescato a Sciacca. Non senza qualche difficoltà, per il peso, le dimensioni, la forma.
Il padre ha un nome e un cognome: Salvatore Sabella. È un maestro ceramista saccense, tra i più apprezzati di una scuola dalla tradizione secolare, riconosciuta in tutto il mondo. Dalla sua fervida fantasia, dal suo vivo estro, dalle sue abili mani è uscita questa creatura in ceramica artistica, modellata artigianalmente seguendo una particolare tecnica e dipinta con colori lucenti e freschi che rendono attrattivo e appetibile il pesce.
Si mangia con gli occhi!
Ma solo con gli occhi, mi raccomando. Anche se la creatura dalle fantastiche sembianze è stata cotta e ricotta a temperature elevatissime dentro un apposito forno, non se ne consiglia la masticazione, la deglutizione e la digestione.
I pazzi possono provare a mordere il pesce-rana dalla bocca larga. Liberi. Ma dopo si consiglia una immediata visita odontoiatrica per la riparazione della dentatura, un successivo esame radiologico e l’attenta consulenza medica del gastroenterologo per la conseguente inevitabile, lancinante, indigestione (detta scientificamente “mal di pancia”).
Il pesce del maestro Sabella si può solo appendere in una parete o poggiare su un mobile o adagiare sul cruscotto di un’autovettura o legare a una robusta collana come pendaglione e ammirarne o sfoggiarne la bellezza.

Raimondo Moncada


lunedì 18 luglio 2016

È come un golpe che si morde la coda

Quello che è vero diventa finto, quello che è finto diventa vero. Non si capisce più niente. E tu ci credi, prima al vero poi al finto o viceversa.
Leggendo quello che sul web ti propongono, ci credi. Senza pensarci, senza riflettere oltre il lasso di tempo di qualche millesimo di secondo. Il cervello non pensa più come una volta arrivando almeno al secondo pieno di riflessione e approfondimento. Vieni colpito dal primo messaggio e ci credi. Reagisci, senza riflettere. La reazione istintiva non ti dà il tempo di riflettere.

Ho seguito sui media e sui social il golpe in Turchia. Ho creduto inizialmente al colpo di Stato, alla destituzione di Erdogan, al capo dello Stato non più capo dello Stato ma passeggero di un aereo di Stato in volo nello spazio aereo di uno Stato colpito dal colpo di Stato. Ho creduto alla notizia dei militari che avevano preso il potere per ristabilire i diritti, la libertà, la democrazia, a beneficio del popolo. In tanti ci abbiamo creduto, nelle ore convulse del colpo di Stato e nelle ore successive al colpo di Stato.

In questi giorni, sto leggendo anche il contrario. C’è chi si interroga e parla dell’ipotesi di un colpo di Stato finto. E girano voci, post, riflessioni, che sosterrebbero la tesi di una sorta di teatrino, con una finzione-capolavoro.  E siccome si insiste, alla fine il cervello che non pensa, che non riflette, ci crede. E crede al finto golpe, così come prima aveva creduto al vero golpe.
E se la storia del finto golpe fosse vera?
E se fosse finta la storia del finto golpe?
E se fosse vera la storia del golpe del golpe?
E se le migliaia di arresti, seguiti al vero-finto golpe, fossero le prove generali del film La Purga?

Così avviene per tutto: vero, finto, vero, finto, vero, finto... Non si distingue più nulla. Non si capisce più nulla. E così ci fanno credere di tutto. E noi ci crediamo, col dubbio che spunta ma viene subito travolto dagli eventi, veri o fasulli.  

Il web ci sta facendo sballare. È come un golpe che si morde la coda.

Raimondo Moncada

giovedì 7 luglio 2016

"Raccontami, o Musa...": concorso di emozioni, per cuori forti

Si possono raccontare le emozioni? E quale forma narrativa dare alla gioia, alla tristezza, alla paura, alla rabbia?
Una bella sfida rivolta a chi ama scrivere.
L’uomo e le sue emozioni” è il tema del primo concorso nazionale promosso a Licata dall’associazione culturale “Musamusia”, presieduta da Alessandra Alario. 

Il concorso di Musamusìa ha un titolo davvero originale: “Raccontami, o Musa…”. La citazione omerica è un invito esplicito a viaggiare nelle profondità del proprio essere, a lasciarsi ispirare dalle mille emozioni vissute nel tempo della propria ricca esistenza.
Un invito a cogliere e mettere su carta ciò che distingue gli umani, a scrivere col cuore, a emozionare ed emozionarsi. 

Rispondendo al quesito iniziale: le emozioni si possono raccontare, possono avere una forma, una narrazione, con uno o più protagonisti. Tutto è lasciato alla libera e fervida fantasia degli scrittori. Gli autori che decideranno di partecipare al concorso di Musamusìa, non hanno neanche limiti di genere. Potranno presentare racconti noir, umoristici, fantastici, realistici… Quello che conta è solo l'emozione. 

Nell’introduzione al bando di “Raccontami, o Musa…” leggiamo:  

“Le emozioni coinvolgono la mente ed il cuore. Stati emotivi come gioia, tristezza, paura, rabbia, sono soltanto alcune delle emozioni che proviamo e che in qualche modo condizionano e accompagnano la nostra esistenza. Sono questi stati d’animo che determinano il nostro agire quotidiano, colorano le nostre vite in maniera sensibile, ci motivano ad agire o a reagire all’ambiente. Non importa che il racconto sia reale o immaginario, vissuto o sognato. C’è tutto un universo di simboli che ruota attorno alle emozioni, da intercettare, da interpretare e raccontare...”

La giuria del premio sarà presieduta dallo scrittore e giornalista Gaetano Savatteri. La direzione artistica è stata affidata alla scrittrice e poetessa Angela Mancuso.

L’iniziativa gode del patrocinio del Comune di Licata.
Per l’invio dei racconti è stata fissata la scadenza del 10 agosto 2016. Sono previsti premi in denaro.

Il bando, con le modalità di invio degli elaborati, si può consultare e scaricare al seguente LINK: 



Raimondo Moncada

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