giovedì 18 febbraio 2016

Musica, poesia e teatro, per non dimenticare il sacrificio di Accursio Miraglia

Accursio Miraglia
“Possono uccidere me, non le mie idee, e, per fare migliorare le condizioni del popolo siciliano, è bene che queste idee vadano avanti”. Sono parole del sindacalista Accursio Miraglia ucciso in un agguato mafioso il 4 gennaio 1947, due giorni dopo il suo cinquantunesimo compleanno, quattro mesi prima della strage di Portella della Ginestra. A questo eroe, dirigente della Camera del Lavoro, ma anche artista e intellettuale ("dipingeva, scriveva, suonava il violino…"), è dedicata a Sciacca, la sua città, una giornata “Per non dimenticare”, “In memoria di tutte le vittime innocenti di mafia”, con musiche, poesie, teatro.

Nico Miraglia con Giuseppe Tornatore (in Baaria parla del padre)
L’iniziativa è promossa e organizzata dalla Fondazione “Accursio Miraglia” presieduta dal figlio Nico, con la Flai Cgil, il Comune di Sciacca, la Fidapa, l’Istituto comprensivo Statale “Maredolce” di Palermo, le associazioni “Mizzica” e “I Cittadini contro le mafie e la corruzione” e altre associazioni antimafia. Si svolgerà sabato 20 febbraio 2016, con inizio alle ore 9,30, nel teatro popolare “Samonà”. Interverranno artisti, scuole, rappresentanti delle istituzioni, del mondo del lavoro e dell’associazionismo.

Il programma prevede alle 9,30 lo spettacolo “Madreterra”, musiche e poesie per Accursio Miraglia, con Ezio Noto, i Disiu e Raimondo Moncada. A seguire un saluto dei sindaci del territorio, della Fidapa, dei giovani dell’associazione Mizzica, del segretario nazionale della Cgil. Concluderà la giornata lo spettacolo teatrale”Le donne del digiuno” realizzato dalla professoressa Giusi Vitale con le sorelle, le mamme, le zie e le nonne degli alunni della scuola “Maredolce” di Palermo.

Accursio Miraglia in mezzo alla sua gente che tanto l'ha amato
Una giornata per non dimenticare il sacrificio di Accursio Miraglia che, nel suo ultimo comizio, così come riportato nel libro a lui dedicato dal nipote Fabio, disse: “Non cerchiamo altro che la possibilità di ripresa della nostra gente e in altre parole di dare il nostro piccolo contributo all'emancipazione e alla dignità dell'uomo. È solo questo il filo conduttore che ci ispira e ci porta nel rischio. Non è colpa nostra se qualcuno non lo arriva a capire: non arrivi a capire, cioè, che ci sia, ogni tanto, qualcuno disposto anche a morire per gli altri”.


martedì 16 febbraio 2016

Ferite ma non uccise, le passioni rivivono anche dopo venti anni

Antonino Carlino in Via Incisa, durante il Carnevale di Sciacca
Il digitale gli blocca la passione per la fotografia. Dopo vent'anni, lo stesso digitale lo fa rinascere a nuova vita artistica.  Da tre anni lo incontri per strada negli orari più impensati, con la macchina fotografica tra le mani per le vie, le piazze, le mura, gli spazi vuoti o affollati della sua città a ritrarre emozioni, angoli, luci, anche voci e silenzi perché le immagini se le ascolti ti parlano.
Lui è Antonino Carlino, ed è conosciuto dai più come maestro ceramista di Sciacca. Antonino ha un laboratorio e una bottega nel centro storico della sua città. Come il padre Gaspare che gli ha trasmesso i geni della maiolica, modella l'argilla, la impreziosisce di colori, di sfumature, dandogli forma e vita, con le sue mani, artigianalmente, all’antica, sulla scia di una tradizione che a Sciacca si perde nei secoli.
Le sue ore le trascorre così, creando ceramica. È nato ed è cresciuto dentro un laboratorio, ammirando il padre e altri maestri lavorare al tornio e veder uscire dalle mani infangate quei vasi o quelle sculture che gli rimangono impressi come la pellicola di una macchina fotografica (quando esistevano le pellicole).
Antonino Carlino dentro il suo laboratorio di ceramica
Dopo le scuole dell’obbligo, Antonino avrebbe voluto approfondire questa passione di famiglia alle superiori seguendo l’indirizzo di studi specifico, ma ha seguito i saggi consigli del padre: lascia stare la tecnica per ora, pensa agli occhi, alla visione, alla varietà, alla pittura che ingloba tutto. 
Frequenta così a Sciacca l'istituto statale d'arte "Bonachia" con indirizzo decorazione pittorica. Prosegue gli studi all'Accademia di Belle Arti di Palermo seguendo sempre lo stesso percorso. Ed è  qui che avviene la folgorazione, con una nuova deviazione lungo il tracciato di formazione. Si innamora dell'arte della fotografia. Antonino Carlino me lo racconta in uno dei nostri incontri casuali, stuzzicato dalle mia curiosità e ignaro che le sue occasionali confessioni avrebbero avuto presa in chi ha di botto messo da parte la passione per l’arte pittorica e grafica dopo il liceo. 
Foto intitolata dall'autore: "Cuore ferreo"
Rogo del Peppe Nappa al Carnevale di Sciacca 2016

La folgorazione avviene nei primi anni Novanta. Succede sul Monte Cronio, il monte dei misteri, dove si trovano le miracolose stufe termali vaporose. Per un compito accademico, Antonino si arma di macchina fotografica analogica per scattare immagini ai reperti neolitici custoditi nell’Antiquarium dentro teche di vetro. Per non rovinare gli scatti con brutti riflessi, è costretto a non utilizzare il flash (Allora non c'erano le macchine digitali, tutte computerizzate, dotate di sensori di autoregolamentazione. Allora dovevi regolare ad occhio, l’apertura del diaframma e calcolare la velocità dello scatto in base all’intensità della luce e al movimento del soggetto. E dovevi essere pure bravo a scegliere la pellicola della giusta sensibilità. Il fotografo, insomma, sviluppava qualità fuori dal comune). Ed è sul Monte Cronio che la fotografia diventa la sua passione, a tal punto che Antonino in Accademia sceglie tutte le materie integrative dedicate a quest'arte e poi si mette a girare la Sicilia per preparare la sua tesi di laurea proprio in fotografia. Confeziona un suggestivo album delle principali feste religiose dell’isola e viene contattato con un anno d’anticipo da un professore che si prenota per fargli da relatore. 

Foto intitolata dall'autore: "Furor"
Processione della Madonna del Soccorso, patrona di Sciacca
Pittore, decoratore, ceramista e fotografo: la visione completa di cui gli parlava il padre Gaspare. La macchina fotografica diventa parte del proprio essere artista. Ma qualcosa d’inaspettato sta per sconvolgere i suoi piani. È la rivoluzione tecnologica, l'arrivo inarrestabile del digitale che spazza via pellicole e un modo apparentemente consolidato di fare fotografia. Antonino si trova spiazzato. Si rifiuta di farsi violentare dal nuovo sistema. È come se il digitale lo snaturasse. Mette, così, la macchina fotografica da parte e si dedica solo alla sua ceramica finché un giorno di tre anni fa un altro evento gli acchiappa da dentro quella passione. Si fa coinvolgere da una iniziativa promossa dall'associazione l'Altrasciacca che chiama a raccolta giovani appassionati di fotografia per immortalare le bellezze della città. È il momento di riprovare, di soffiare sulla giovanile fiammella che non si è mai spenta. Si decide. Compra una macchina digitale e si mette a provare. A scattare. Analogico e digitale sono due mondi diversi che richiedono approcci diversi. Antonino non si tira indietro. Accetta la sfida.

Foto intitolata dall'autore: "Il non luogo"
Lungomare di località Stazzone 

Ora non si separa più dalla sua nuova macchina fotografica. Lo trovi ogni giorno in giro a fotografare a colori e in bianco e nero i principali eventi popolari come la festa per la Madonna del Soccorso, il Carnevale, ma anche personaggi o luoghi ai più sconosciuti, cogliendo quello che un comune mortale non coglie facilmente. Le sue immagini le ammiri su Facebook e nelle mostre che in città l'associazione l'Altrasciacca organizza.
Anche dopo venti, trenta, quarant’anni, le passioni ritornano, specialmente se fanno parte del tuo essere, se sono un tutt’uno con la tua anima.    

Raimondo Moncada

mercoledì 10 febbraio 2016

Le previsioni del tempo bloccano l'umanità

Un tempo - che ho vissuto - quando dovevi partire per raggiungere una località, prendevi un qualsiasi mezzo di locomozione e raggiungevi la meta. Ti bastava guardare il cielo e decidere sul momento 
Ora, prima di muoverti, controlli le previsioni del tempo, sempre a portata di mano con internet sui telefoni cellulari. Se vedi l'icona con saette, nuvole nere e pioggia, non ti muovi. Cancelli ogni tua previsione di viaggio. Stai dove stai. Meglio non rischiare. Te lo consiglia il meteo. 
Oggi era prevista pioggia. E invece, è uscito il sole, coperto a turno da nuvole di passaggio. Le saluto ed educatamente mi salutano, lasciando sgombro un cielo enorme che si manifesta in tutta la sua azzurra trasparenza a esaltare il precoce abbondante giallo delle mimose che si preparano a festeggiare tra un mese le donne. 
Pioverà, prima o poi pioverà in questo pazzo inverno. Una stagione, comunque, meno pazza di chi ci va dietro, stando fermo a controllare le mutevolezze delle previsioni meteorologiche per uscire di casa o per organizzare qualsiasi cosa all'aria aperta 

Raimondo Moncada 
www.raimondomoncada.blogspot.it 

sabato 6 febbraio 2016

Umorismo e dintorni, omaggio a Vito Maggio

Nasce come battutista per giornali, cresce e si affina come organizzatore di eventi con filo conduttore il buonumore, la satira che stimola le intelligenze e fa riflettere. Lo fa per passione, da ben ventotto anni, con caparbia tenacia ("Un monumento gli dovrebbero fare!" mi dice chi lo conosce). Lui è Vito Maggio, insegnante in pensione di Scienze. Il suo lungo curriculum si è arricchito quest’anno con il ventisettesimo evento.  È il curatore della mostra di ritratti e caricature dal titolo “Il cinema disegnato”, allestita come iniziativa collaterale del Carnevale di Sciacca al Circolo di Cultura. “Una piccola e preziosa galleria della storia del cinema internazionale – dice il critico d’arte Tanino Bonifacio – che espone e racconta i suoi personaggi attraverso lo spirito di una satira divertita. Una mostra che magistralmente ritrae con umorismo e penetrazione psicologica gli attori e gli autori più famosi del cinema”.

Ventisette eventi in ventotto che hanno fatto il giro della Sicilia, arrivando a circa 60 esposizioni. È lo stesso Vito Maggio che fa i conti, ricordando il tempo trascorso. La prima rassegna di satira grafica, del 1988, è dedicata ai disegnatori “Gianni Allegra e Franco Donarelli”. Scorrono gli anni e dal titolo delle rassegne capiamo che il contesto non è solo il carnevale. Ci sono campagne contro la mafia e il razzismo, azioni di sensibilizzazione contro il fumo e altro:

“Fumetti e idee” (1989), “Cuore a Sciacca!” (1989), “Satira e razzismo” (1990), “Giuseppe Scalarini” (1991), “Fatti e misfatti dimafia” (1993), “In punta di pieghe” (1996), “Diritti&rovesci” (1997), “Attalo” (1998/99), “Carnevalissimo 2000: mostra storica di fotografie sul Carnevale di Sciacca” (Carnevale di Sciacca 2000), “Gianni Li Muli” (2001), "Le cartoline della pace” (Carnevale di Sciacca 2002), “Carlo Sterpone e le cartoline della solidarietà” (Carnevale di Sciacca 2003), “Mostra di cartoline sui Carnevali d’Italia e le Cartoline del Carnevale” (Carnevale di Sciacca 2004), “I ritratti di Dariush” (Carnevale di Sciacca 2005), “Mostra fotografica “Sul filo della memoria” di Antonino Giordano (2005), “Lido contemori” (Carnevale di Sciacca 2006), “Le cartoline degli Stati generali” della Lilt (2006), “Pat Carra (2007), “Anni di Satira a Sciacca” (2007-2008), “50 anni de ‘La Voce di Sambuca’ – mostra storica di giornali” (2009), “Le cartoline umoristiche per annullo postale” (Carnevale di Sciacca 2010), “Humour in cartolina” (2011), “No smoking” (2011), “Riccardo Mannelli ritrae gli scrittori” (2014), “Le cartoline del Carnevale di Sciacca” (2015), Il Cinema disegnato (Carnevale di Sciacca 2016). 

Diversi gli enti che hanno sostenuto gli eventi: Comune di Sciacca, Comune di Caltanissetta, Provincia Regionale di Agrigento, Azienda Soggiorno e Turismo di Sciacca, Centri culturali “Lombardo Radice” e “Pier Paolo Pasolini”, la Fondazione “Gaetano Costa” di Palermo, Centro dei Diritti di Caltanissetta, Lega Italiana Contro i Tumori, “Impara a Sorridere” onlus, Associazione Sciaccart, Unione Italiana Fotoamatori, Arci di Sciacca, Gruppo Engineering, La Voce di Sambuca di Sicilia, Letterando in Fest (Vertigo) e Circolo di Cultura di Sciacca.       

Merito di Vito Maggio è riuscire a mettere assieme, in un unico evento artistico e culturale, tanti artisti della penna, di livello nazionale e internazionale, con cui nel tempo ha allacciato importanti contatti che si sono trasformati in fiducia, stima e amicizia. Solo per la mostra inaugurata al Circolo di Cultura di Sciacca, domenica 31 gennaio, si contano circa 80 disegnatori. I loro nomi chiudono la pagina dei ringraziamenti del catalogo realizzato da Melqart Communication: Ferruccio Alessandri, Gianni Allegra, Alvalenti, Pietro Ardito, Francesco Artibani, Aziz, Dario Ballardini, Roberto Battestini, Luciano Bernasconi, Luciano Bottaro, Gianni Burato, Franco Bruna, Giorgio Cavazzano, Gianluigi Capriotti, Massimo Cavezzali, Leonardo Cemak, Moreno Chiacchiera, Mauro Cicarè, Lido Contemori, Marina Comandini, Giobbe Covatta, Nicolò D’Alessandro (presente all’inaugurazione), Crescenzio D’Ambrosio, Mimmo De Vito, Toni De Muro, Bruno Donzelli, Domes Meloni, Sandro Dossi, Valerio Ducros, Pablo Echaurren, Sandro Fabbry, Giuseppe Festino, Dario Fo, Luca Garonzi, Garretto, Francesca Ghermandi, Greg&Lillo, Danilo Interlenghi, Sergio Ippoliti, Emilio Isca, Jacovitti, Massimo Jatosti, Alfio Krancic, Lorenzo Lepori, Gianni Li Muli, Emanuele Luzzati, Alessandro Madonna, Magixl, Milo Manara, Roberto Mangosi, Riccardo Mannelli, Marco Martellini, Corrado Mastantuono, Mauro Mazziero, Melanton, Vincenzo Mollica, Milko Dalla Battista, Onorato, Graziano Origa, Davide Toffolo, Massimiliano Pacciani, Danilo Paparelli, Passepartout, Andrea Pazienza, Roberto Perini, Paolo Peruzzo, Angelo Maria Ricci, Manuele Riz, Crisciano Sagramola, Andrea Santonastaso, Doriano Solinas, Gianpaolo Stella, Sergio Staino, Carlo Sterpone, Achille Superbi, Paolo Telloli, Ernesto Treccani, Andrea Valente, Virgi, Massimo Wertmuller, Nino Za, Silvia Ziche.

Raimondo Moncada

venerdì 5 febbraio 2016

Giurgintanu e marinisi come Andrea Camilleri

Lo scrittore Andrea Camilleri è formalmente quasi mio doppio concittadino. Dico doppio, ma è più corretto dire per una volta e mezza. Andrea Camilleri nasce a Porto Empedocle, con gran parte della vita vissuta a Roma con la Sicilia sempre nel cuore. E sulla carta di identità ce l’ha pure certificato, bello scritto in evidenza da novant’anni che è empedoclino. Non ci scappa. Ora appartiene pure ad Agrigento, città di Luigi Pirandello, dopo il conferimento della cittadinanza onoraria del sindaco Lillo Firetto nel corso di una cerimonia ufficiale svoltasi il 4 febbraio 2016 in Campidoglio a Roma.


Sono contento per cotanto doppio lustro. Mi sento cittadino onorato! Le mie origini sono di Agrigento, essendo nato giurgintanu a parti di casa nell’appartamento sopra il panificio all’inizio di Via Giuseppe Verdi (traversa della più lunga Via Imera). Ma nel mio sangue scorre anche sangue marinisi, essendo mia nonna paterna, l’amata Rosina, di famiglia Sarullo, originaria di Porto Empedocle, un tempo caricatore di Girgenti. 
Ci manca solo la comune cittadinanza onoraria di Roma, della capitale, per essere "Re di Girgenti e d'Italia!" 

Raimondo Moncada
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