martedì 6 ottobre 2015

Il caffè del Nirvana che ti rilassa a 20 centesimi a tazzina

Solo in Sicilia bevi il migliore caffè, quello con l'aroma che ti sveglia alla vita. E solo in Sicilia trovi dell’ottimo caffè a un prezzo così regalato (20 centesimi!) che pensi subito: qui c'è la fregatura. 
Siamo ad Alia, in provincia di Palermo, per la Fiera di Barbarà, festival dell'editoria e dell'identità siciliana diretto dalla poetessa Francesca Albergamo, per la presentazione del libro Chi nicchi e nacchi
Entri in paese e la prima cosa che fai – dopo ore di zigzagare con la macchina su strade d'altri tempi – è entrare nel primo bar che incontro nel corso principale e ordinare un caffè ristoratore. Bevi e quando vai alla cassa hai la zuccherata sorpresa. Un caffè, di quelli di prima qualità, te lo fanno pagare 20 centesimi di euro! Ripeto: 20 centesimi di euro. 
Proprio 20 centesimi, senza errore umano. È scritto nel prezziario esposto al pubblico e ti risulta pure sullo scontrino fiscale che conservi come prova e come ricordo (l'amico Giuseppe Piscopo, ad Alia per il festival, mi confida che poco prima del cambio in euro, il caffè costava 400 lire e che sull'incredibile prezzo ci ha vinto una cena a base di pesce con un gruppo di esterrefatti amici). 
Capisci dopo, quando leggi il manifesto con i prezzi, che trattasi di caffè "scorretto", ma lo capisci non dal gusto, buonissimo, ma dai quei dieci centesimi in più che ti chiedono per avere una tazzina con caffè corretto. Costo totale dell'operazione: 30 centesimi. Se prendi caffè scorretto e, solo per provare, anche una tazzina di quello corretto paghi 50 centesimi. 
Se ne aggiungi altri due scorretti arrivi alla cifra, para para, del caffè della tua città.   Lo fai e ti rilassi, raggiungendo il Nirvana. 
Raimondo Moncada



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