martedì 7 luglio 2015

Libri e film di valore, il giudizio critico del mah!

Mah! E ripeto: Mah! È la mia recensione al moto di recensioni alle opere artistiche: film, romanzi, racconti, poesie, anche canzoni. 
Di tanto in tanto, da spettatore, mi capita ad esempio di entrare al cinema e di vedere un film. Mi può piacere come non mi può piacere. Il gusto è soggettivo. Ogni persona ha un proprio gusto personale. Così come ogni soggetto ha il suo soggettivo. Uguale. 
Mi capita, quindi, di uscire dal cinema e di condividere, sempre ad esempio, le stesse perplessità con parenti o amici che hanno visto la mia stessa pellicola. Il gusto soggettivo si fa così sempre meno soggettivo e più oggettivo. Vincono i numeri statistici. Ma mi capita poi di leggere o di sentire recensioni entusiaste, ripetute, insistite, ossessionanti. Da più voci, da più fonti, su più media. Giudizi che sono l'opposto del mio inascoltato giudizio. 
Mah! Mi dico, con un suono che mi rimbomba nella cavità cranica che ospita il cervello pensante. 
Lo stesso mi capita leggendo, da umile lettore, qualche opera narrativa. Tutti a esprimere elogi, tutti a parlarne benissimo, tutti a strapparsi i capelli e a tirarsi i peli superflui dal corpo uno per uno con le nude dita p aiutandosi con delle pinzette: "Bello! Bravo! Complimenti! Un maestro!" 
E tu a mettere in dubbio la tua impressione, il tuo parere e a
cercare quel valore esaltato che non hai visto o sentito o toccato. Tu, solo, umile, ignorante, per niente titolato, rappresentante di quel volgo massificato e senza strumenti critici accademici universitari, a chiederti sbattendo la testa (lato fronte) al muro: 
"Cosa mi è sfuggito? cosa non ho capito? cosa ho che non va?"
E non è finita. I pensieri si fanno filosofici: 
"Cosa è bello e cosa è brutto? Cosa fa di un capolavoro un capolavoro? Quali elementi fanno di un grande autore un grande autore ora, in quest'epoca, e non dopo la morte del cineasta o del romanziere o del poeta?" 
Troppo facile dopo la dipartita dell'autore in vita osteggiato. La morte, infatti, cancella di colpo ogni dubbio, ogni perplessità residua, dando una spinta al postumo successo. 

Raimondo Moncada 
www.raimondomoncada.blogspot.it 

Nella foto, una ceramica del maestro saccense Gaspare Patti 

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