domenica 16 novembre 2014

Alia, la prima fiera del libro e l'invasione dei tedeschi

 Un via vai di turisti, dalla Germania soprattutto. Ma anche gruppi di americani, di spagnoli e di altre nazionalità, che prenotano l’agriturismo e soggiornano anche nella fredda stagione per respirare aria di Sicilia, profonda aria di Sicilia, con la sua natura selvaggia, il suo sole, la sua storia, le sue leggende, la sua umanità, i suoi paesi che diverse civiltà hanno stratificato e fortificato.

Un via vai di turisti nel cuore della Sicilia, in un paese in cima alle Madonie, a più di 700 metri di altezza, dove editori, scrittori, musicisti, artisti da ogni dove si sono arrampicati nel secondo fine settimana di novembre per raggiungere Alia dove per tre giorni si è dato vita a un festival della cultura, alla prima “Fiera di Barbarà”, festival dell’editoria, della legalità e dell’identità siciliana.
 
Altri turisti, altri amanti dell’arte e del bello sono arrivati ad Alia (la moderna Barbarà) ad ammirare un luogo dove anche emigrati aliesi per tanti anni soggiornanti in Germania per motivi di lavoro sono ritornati per aprire piccole ma molto ospitali strutture ricettive per accogliere chi li ha accolti in terra straniera, tanti tedeschi che cominciano anche a acquistare vecchie case e a ristrutturarle e a far girare una piccola economia (mi hanno raccontato lo stesso fenomeno che da tempo si registra a Cianciana con gli inglesi). Il primo festival del libro nelle Madonie si deve alla sana sanissima follia (senza non si farebbe nulla) di presidenti di due associazioni: la poetessa Francesca Albergamo  della Fabbrica della Cultura e Armando Martino di Itaca. L’idea si è sviluppata con il direttore artistico del festival letterario Kaos Peppe Zambito.

Una gran bella iniziativa che ha portato ricchezza a un gran bel piccolo paese. Scrittori e editori che non conoscevano Alia, hanno promesso che ritorneranno. 

All’Albergamo e a Martino questa terra deve dire grazie per la passione che hanno messo, per il grande lavoro che hanno compiuto a organizzare per la prima volta una manifestazione simile, con tre giornate fitte di eventi, con il coinvolgimento di editori, scrittori, ricercatori, artisti, di tanti appassionati di storia, di storie, di lingua, di dialetto. 
Si sono presentati libri, ci sono stati dei concerti musicali e recital, ci sono stati momenti dedicati all’approfondimento e alla testimonianza su temi scottanti come la lotta alla mafia e la disoccupazione giovanile. C’è stato anche il momento dell’omaggio a eroi nostrani come Peppino Impastato.

Per conto mio, dico due volte grazie (Grazie! Grazie!) a Francesca e a Martino per l’affetto, l’entusiasmo e l’ospitalità in un luogo che non conoscevo (“Qui è passato il grande Goethe” mi hanno detto, “Ma io non l’ho visto: avrà avuto fretta” ho risposto). Dico grazie per il palcoscenico che mi hanno concesso per lasciare all’eco delle montagne madonite la voce di Mafia ridens - ovvero il giorno dellacilecca (Dario Flaccovio Editore). Ho letto un brano del romanzo (altri due li ha letti Armando Martino tra i primi, con la complicità di Francesca Albergamo, a leggere ad Alia mesi e mesi fa il libro e a innamorarsene).
Dico grazie, in generale, per l’occasione che ogni volta viene offerta per conoscere luoghi magici e tanta bella gente, per confrontarsi e crescere, per applaudire interventi, per farsi una scorta di nuovi libri da leggere per la stagione invernale, per caricarsi i polmoni di puro ossigeno.  

Per quanto mi riguarda ho partecipato a un pomeriggio, sabato 15 novembre, in cui ho condiviso il palcoscenico con Peppe Zambito che, intervistato dalla scrittrice Anna Burgio, ha presentato il suo ultimo raccomanzo Per le figlie e per le spose (Armando Siciliano Editore); con Michele Barbera che, intervistato da Francesca Albergamo, ha presentato il suo romanzo Il testamento di Vantò (Aulino Editore); con la scrittora Daniela Gambino che ha presentato, scrivendolo in diretta, il suo ultimo blog Cose da fare in Sicilia

A seguire una lezione di lingua siciliana del professore Roberto Sottile che ha parlato del suo ultimo lavoro sul dialetto nella canzone italiana degli ultimi venti anni, con gli interventi musicali dei cantautori Ezio Noto (che ha proposto brani del suo Disiu che mi ha accompagnato nel viaggio di ritorno in macchina) e Francesco Giunta (che ha cantato a cappella una canzone di Sergio Endrigo). Ha chiuso la serata il concerto di un’altra artista agrigentina: Piera Lo Leggio, accompagnata dalle percussioni di Gioacchino Mannarà e dalla chitarra da Gero Cani.

In mattinata, l’intervento di Salvatore Vignaniello su Peppino Impastato, le poesie di Sara Vignaniello, la presentazione di Ecuba e le altre di Clelia Lombardo (Edizioni Arianna).  

Il reportage fotografico è di Lucia Alessi (di professione non fa la scattatrice di foto ma l'artista). 

L’appuntamento ora è con la nuova edizione del festival letterario Kaos dopo il successo riscosso lo scorso gennaio a Montallegro. Il bando è già stato pubblicato con il concorso che, oltre ai libri, prevede le sezioni: racconti e poesie.

Esistono siciliani che muovono cultura e danno ossigeno alla loro terra. 


Raimondo Moncada   


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