sabato 26 luglio 2014

La Spending Review del tempo che taglia l'estate

L'acqua nni vagna e u ventu n'asciuca. È un detto siciliano, ridetto da tempo immemore. Per gli italiani che non hanno parenti isolani in grado di rilasciare a richiesta una pronta traduzione, il detto significa testualmente: l'acqua ci bagna e il vento ci asciuga. 
Non c'è detto migliore per manifestare il sentimento di chi ancora non è riuscito a vivere due giornate di seguito di bel sole e bel tempo e bel mare in una estate mai vista sulla faccia del pianeta terra. Dopo la bella giornata di ieri che ci preparava a un sabato tutto da spiaggia, dopo una settimana accumulatoria di stress, ecco oggi aprire gli occhi a un inizio di fine settimana di vento autunnale e in talune località balneari di pioggia invernale. 
Quale spiaggia? Quale mare? Quale estate? Il tempo sembra incazzato. Quello bello arriva a gocce quando ormai meno te lo aspetti. La divina autorità ci sta punendo? O anche lassù hanno deciso una Spending Review del tempo? Le temperature sono ballerine. Si abbassano a frustata d'un colpo e devi rispolverare il tuo maglione di lana chiesto in prestito a una generosa pecora merinos. Meno caldo significa alla fine risparmi nella bolletta elettrica per chi fa uso d'estate di condizionatori d'aria e ventilatori. Per i ventagli non è ancora prevista alcuna spesa.
Una estate a misura degli anziani e dei pensionati, i primi a soffrire della calura estiva. 
Ritornando al nostro detto siciliano, oltre al significato letterale, c'è anche quello metaforico. Il detto indica quelle persone che non si lasciano prendere, non si lasciano coinvolgere dagli eventi. Rimangono impassibili. Nulla più li solletica. Non reagiscono neanche di fronte ad accadimenti molto positivi o molto negativi. Restano immobili, come oggi, immobili a letto ad ascoltare il vento che urla tra gli alberi e il mare venduto all'ippica che nitrisce con i suoi cavalloni impazziti. 
Ccà semu! (qua siamo!)
Mi programmo la mia estate tra gennaio e febbraio del 2015. A carnevale, forse, spunterà il sole, pure di notte. 

Raimondo Moncada 

venerdì 25 luglio 2014

'Ncarcari chiova, dolorose figurazioni sicule

Detti e riderti siciliani, frutto della infinita saggezza popolare. Quando sentiamo dire ‘ncarcari chiova, dobbiamo tradurre la frase non letteralmente altrimenti saremmo in presenza di un reato punito del codice penale con il carcere chiodato. È la metafora che dobbiamo cogliere, ovvero la figura retorica, l'immagine dolorosa che una simile affermazione vuole significare. Partiamo intanto dalla traduzione letterale, passando dal siculo all'italiano. Il detto 'ncarcari chiova, nella lingua messa a punto dall’infernale Dante, significa letteralmente "piantare chiodi con forza" mentre figurativamente "rincarare la dose".  
Ora, i chiodi si possono piantare con il martello (apposito utensile) oppure con una barbara e grezza pietra. Questo per l'uso materiale dei chiodi che si conficcano nei muri per appendere dei quadri, delle padelle, dei souvenir. O si conficcano nei legni per unirne i pezzi e farne carpenteria per costruire fondazioni, pilastri, travi che di legno sono molto più resistenti nel tempo del cemento armato. 
Nell'uso figurativo del termine, i chiodi si possono piantare su una persona e non per crocifiggerla, ma per farla soffrire retoricamente di una sofferenza più acuta rispetto alla sofferenza carnale. Se, ad esempio, un pilota di Formula Uno è disperato per avere bucato uno di seguito all'altro, accidentalmente, tre pneumatici della propria autovettura e il pubblico, così tanto per scherzare, scende dagli spalti, e gli buca anche la quarta gomma deliberatamente manifestando il proprio dispiacere per quanto di sfortunato accaduto: ecco, questo è uno dei casi annoverabili tra quelli per i quali si può affermare: 'ncarcari chiova, mettersi a piantare i chiodi a una persona, ma anche a un gruppo di persone, a una famiglia, a una comunità, a una intera nazione. 
I chiodi, quando si vuole, si trovano sempre. Pure le moderne bombe intelligenti, pulite, supertecnologiche, selettive, a ricerca automatica del bersaglio, sono imbottite di antichi chiodi per fare più male possibile.  


Raimondo Moncada

mercoledì 16 luglio 2014

Mafia Ridens allo stabilimento balneare della Polizia di Stato

Mafia ridens "rapisce" la polizia. Almeno d’estate. Almeno per diletto. Almeno per lettura. Mafia Ridens (ovvero il giorno della cilecca) è stato inserito nel cartellone del Caffè Letterario organizzato all'interno dello stabilimento della PS (Pubblica Sicurezza) di San Leone, centro balneare della Polizia di Stato di Agrigento. La presentazione del libro umoristico, scritto da Raimondo Moncada e pubblicato da Dario Flaccovio Editore, è stata prevista per venerdì, 1 agosto 2014, alle ore 19.

Il caffè letterario denominato “Colloquio privato con l’autore” è organizzato dall’associazione culturale “Emanuela Loi” con il patrocinio della Polizia di Stato e del Comune di Agrigento. Le presentazioni dei libri e i colloqui con gli autori sono affidati al regista e editorialista culturale di Grandangolo Enzo Alessi.

Sette gli appuntamenti previsti, tra luglio e settembre, con romanzieri, giallisti, poeti. Ecco l’intero programma del Caffè Letterario allo Stabilimento della Ps di San Leone con gli autori e i libri che saranno presentati:

18 luglio, ore 19
Fabio Fabiano, Il frutto della corteccia

24 luglio, ore 19
Giuseppa Iacono Baldanza, La casa con i balconi

1 agosto, ore 19
Raimondo Moncada, Mafia ridens (ovvero il giorno della cilecca)

8 agosto, ore 19
Graziella e Carmelo Luparello, L’ingordigia talvolta uccide chi mangia

21 agosto, ore 19
Simonetta Agnello Hornby, Il veleno dell’oleandro

29 agosto, ore 19
Matteo Collura, Sicilia La fabbrica del mito

5 settembre, ore 19
Enzo Argento, Centu coccia di pinzera

sabato 12 luglio 2014

La Valle dei Templi si anima, l'Esculapio in 3D

La rinascita della Valle dei Templi di Agrigento in digitale. L'architetto agrigentino Federico Moncada restituisce l'originaria bellezza ai suoi straordinari monumenti grazie alla magia del 3D, alla minuziosa, appassionata, realistica, documentata, ricostruzione tridimensionale. 
Dopo l'Oratorio di Falaride un'altra meraviglia: il Tempio di Esculapio, come non l'abbiamo mai visto.

Si annunciano altre immagini - esterne e interne - e dell'animazione tridimensionale per far vivere il Tempio di Esculapio a 360 gradi, come un turista alla scoperta delle vestigia del passato.


Ecco il link del blog “3ddada” dell’architetto Moncada dove man mano vengono inserite le ricostruzioni della Valle dei Templi di Agrigento: LINK

venerdì 11 luglio 2014

Quei pericolosi lenzuoli bianchi di felicità

Lenzuoli bianchi con scritte in rosso per esprimere sentimenti di felicità. Non sdegno, non rabbia, non denuncia. Ma un pubblico urlo di gioia per gli amici che convolano a nozze.
 I lenzuoli vengono appesi su ponti e viadotti resistenti. L'amore fa miracoli. Vengono stesi in punti frequentati, trafficati, con tanto pubblico. in modo che il mondo sappia che il giorno segnato sul lenzuolo è il giorno più bello per i nostri cari amici. 
Il lenzuolo della foto ritrae due piccioncini che tubano, che si baciano e che ad ogni bacio fanno scoccare cuoricini. Sopra i piccioncini leggiamo i nomi di Domenico e Rossella. 
Auguri. Auguri ai tanti Domenico e ai tanti Rossella i cui nomi incontriamo quotidianamente nei lenzuoli stesi lungo le strade e fatti cadere da ponti che per fortuna non cadono come altri ponti. 

Quello dei lenzuoli augurali di colore bianco (mai di un altro colore!) è diventata in provincia di Agrigento una mania come i lucchetti dell'amore sul ponte Milvio a Roma. Non c'è matrimonio che non abbia un suo lenzuolo augurale steso lungo il lieto percorso che porta i novelli sposi da casa alla chiesa e dalla chiesa al ristorante (c'è anche la variante municipio e quella di un sobrio pic-nic). 
Auguri. Ancora auguri. Ma state attenti, amici, a scegliere di questi tempi il ponte giusto, sicuro, quello che non cade, quello con vero cemento armato fino ai denti. E state attenti a non sporgervi troppo. 

P. S. State attenti anche a non scrivere cose lunghe e complicate. Il romanzo è un serio pericolo per la pubblica e privata incolumità. L'automobilista in transito potrebbe distrarsi e nel giorno più felice dei vostri amici finire in ospedale. 
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