lunedì 30 giugno 2014

Bruno Gambarotta, la risata del cortocircuito



 Video selfie con il maestro Bruno Gambarotta, scrittore, autore Rai, regista, attore.
L’umorista astigiano e artigiano parla con Raimondo Moncada di umorismo, di scrittura, di libri, di editoria, delle prossime pubblicazioni (ad agosto uscirà Ombra di Giraffa).

Un umorista deve avere tanto talento. Deve essere capace, dice Gambarotta, di cambiare prospettiva, non avere paura a toccare i tabù e, per fare scintille e suscitare la risata o il buonumore, deve cercare i cortocircuiti. E poi deve fregarsene di quello che dice la gente e di quello che vuole il mercato. Deve essere autonomo nel pensiero e nell’espressione e trovare una sua voce, una sua identità.

venerdì 27 giugno 2014

Pirandello: due, nessuno e centomila

Luigi Pirandello è conosciuto in tutto il mondo come Luigi Pirandello. Celebre è ormai la sua identità anagrafica: Luigi Pirandello. La sua fama ha oltrepassato i confini della sua terra natia, Girgenti, in Sicilia, dove è nato il 28 giugno del 1867. Non puoi sbagliare: quando leggi o pronunci il nome di Luigi Pirandello pensi a lui in persona, Luigi Pirandello, l'autore del romanzo Uno, nessuno e centomila, il creatore delle novelle Non è una cosa seria, L'illustre estinto, Quand'ero matto, La realtà del sogno, La verità, La distruzione dell'uomo, Pena di vivere così. L’autore delle commedie Come tu mi vuoi, Ma non è una cosa seria, Ciascuno a suo modo, Non si sa come.
Titoli e presagi.

Non c'è possibilità di errore, non c'è margine di ambiguità, non c'è possibilità di trovare un doppione, un duplicato all'altezza. Di Luigi Pirandello ne esiste solo uno. A quel Luigi Pirandello nel 1934 è stato conferito il Premio Nobel per la Letteratura. A quel Luigi Pirandello sono dedicati teatri, premi. A quel Luigi Pirandello hanno dedicato piazze, slarghi, vie, vicoli, cortili, buchi, strade senza uscita, strade a senso unico e a doppio senso. A quel Luigi Pirandello, drammaturgo, novelliere, poeta, scrittore, genio indiscusso e indiscutibile, di fama interplanetaria riconosciuta finanche dagli Ufo, sono dedicate anche ville, giardini, palazzi, stanze, camerette, camerini, garage. A monumentale Luigi Pirandello che tutti conosciamo sono innalzate statue.
Luigi Pirandello è un nome universalmente riconosciuto, come un marchio. Non puoi scindere il nome dal cognome. Non lo puoi storpiarlo. Non puoi dire Talentino per Valentino. Luigi Pirandello è Luigi Pirandello.

Può però capitare di trovare tentativi di imitazione, nomi in codice. Può capitare qualcosa o qualcuno che te lo richiami per un’assonanza, come una scritta sul muro di una via. Nella scritta assonante ci imbattiamo in un ridente paesino. È vergata a mano, con lettere maiuscole colorate di vernice rossa: “VIA PIRNDELO”. In attesa della collocazione di una tabella toponomastica ufficiale, hai un’indicazione molto utile. Se ad esempio ti chiedono l'indirizzo per inviarti dal Brasile il Premio Letterario Internazionale “Luigi Pirandello” del Sud America, sai cosa rispondere: “Me la invii pure in Via Pirndelo”.  
Un dubbio: ma siamo sicuri che Pirandello sia il cognome anagraficamente corretto del figlio del Caos? 
Buon 147° compleanno, Pasquale… voglio dire… Luigi.


Raimondo Moncada 

martedì 24 giugno 2014

Eccola l'arma segreta dell'Italia contro l'Uruguay

Eccola la terrificante arma della nuova Italia, nella terza partita del campionato mondiale di calcio Brasile 2014 contro l'Uruguay. Un'arma segreta, segretissima, di cui ancora non vi aveva parlato nessuno. Noi siamo riusciti a venirne in possesso e ve la mostriamo in esclusiva. Guardatela bene in questa foto: fa paura. L'Uruguay leggendo questo scoop calcistico ha cominciato a tremare e i suoi giocatori si sono ritirati in bagno per la cacherella. 
Cesare Prandelli l'ha tenuta ben nascosta, pronta a utilizzarla alla prima occasione. Sapeva che ci sarebbero state delle difficoltà a giocare d'estate, con il caldo equatoriale a 1.153 gradi all'ombra, a poca distanza dal rovente mare brasiliano che ti inebria con l'odore delle acque surriscaldate con lo scaldabagno e con il rumore delle onde (è come giocare attorno  al cratere fumante del mongibello Etna). 
Il nostro commissario tecnico si è portato dall'Italia un carico di bikini tricolore. E ha fatto bene, come ha fatto bene a uscire l'asso dalla manica nella terza partita decisiva del girone, una partita da dentro o fuori. Ogni giocatore, dal portiere, al difensore, al centrocampista all'attaccante è stato dotato di un esemplare da indossare o sopra la maglia, o sotto la magli o senza la maglia. Il topless, con  solo slip, sembrava troppo volgare e il pezzo unico, stile '800 sembrava antiquato. Così come non sembrava  il caso entrare in campo nudi (anche se i tatuaggi a tutto corpo mimetizzano ogni cosa). 
Con lo speciale costume da bagno a due pezzi, di fibra naturale e in tinta tripartita verde, bianco e rosso, si gioca come in spiaggia d'estate dalle nostre parti. A mezzogiorno, quando il sole ti penetra il cervello e non lascia intravvedere la tua ombra sul campo di gioco, indossare il costume da bagno ti cambia l'approccio alla gara. È come essere in vacanza: non pensi più allo stress quotidiano e ritorni in possesso delle tue antiche energie. Tutto quello che fai è solo per diletto. Giochi in spiaggia fino allo sfinimento per poi buttarti a mare e ricominciare a giocare con le allucinazioni devianti e la mucillagine protettiva in tutto il corpo. 
Il costume da bagno non è l'unica arma dell'Italia. Lo staff tecnico si è portato anche i racchettoni per distrarre, innervosire, sfiancare e irridere l'avversario. 
Forza azzurri! 

Raimondo Moncada

domenica 22 giugno 2014

Per una estate estiva, firma la petizione

Per una "Estate finalmente Estiva" firma la petizione "Stabilizza la Stagione". Basta una semplice e gratuita condivisione sui social e raccogliere quanti più "Mi piace" o retweet possibili, su Facebook o su Twetter. 
Esprimi il tuo rifiuto per l'Estate invernale. Più saremo e meglio sarà. 
Ma non ti lamentare quando ci sarà caldo, quando non potrai respirare per l'afa, quando le zanzare ti mangeranno vivo, quando l'acqua del mare sarà bollente e le angurie sotterrate lungo il bagnasciuga non arriveranno mai a temperatura freezer.

sabato 21 giugno 2014

Italia, ecco il modulo vincente per l'Uruguay


Prendendo il meglio del meglio del meglio dei fior di commentatori specializzati post partitum, il ct della nazionale di calcio per ora ufficiale Cesare Prandelli sta provando il modulo vincente: 0-0-0-10-1 . Un modulo per non avere guai contro la terza del suo girone. 
L'Uruguay non l'ha presa bene. Ha inoltrato protesta alla Fifa: "Non è corretto farsi aiutare dai ct social, tv e di bar. Così siamo penalizzati: l'Italia col modulo suggerito vince scientificamente"

www.raimondomoncada.blogspot.it 

I 13 errori di Prandelli con il Costa Rica

I tredici imperdonabili errori del commissario tecnico Cesare Prandelli dopo un esame dettagliato della partita persa contro il modesto Costa Rica: 
1- Essersi qualificato ai mondiali del Brasile;
2- Avere vinto la prima partita;
3- Avere battuto l'Inghilterra con un gioco promosso ed esaltato da tutti i commentatori che ora si sono ricreduti sulla prima partita (si erano già intraviste le pecche tattiche e le cattive condizioni fisiche dei giocatori); 
4- Avere fatto rigiocare Balotelli dopo la bella prestazione con l'Inghilterra; 
5- Non avere fatto abituare i calciatori a giocare ogni giorno a mezzogiorno in un campionato all'equatore; 
6- Essere sceso in campo contro in Costa Rica e non essere andato a zappare;
7- Avere fatto giocare Pirlo e non Antognoni;  
8- Non essere sceso in campo personalmente a fare l'uomo in più;  
9- Non avere preteso equità nella presenza di tifosi tifanti allo stadio; 
10- Non avere preteso un campo più piccolo, almeno meno della metà, dotato di impianto con aria condizionata;  
11- Non avere preteso di giocare a una porta; 
12- Non avere scelto come pallone uno dei palloncini gonfiati a elio nella festa di San Calò;
13- Non avere fatto fare una sana colazione ai giocatori con panino con la meusa siciliana.

Come minimo Cesare Prandelli è da esonerare per fare posto a tutti i commissari tecnici post partitam.  

Raimondo Moncada 
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