giovedì 20 marzo 2014

Simonetta Agnello Hornby: Più scrivo e più mi sento siciliana

“Da quando scrivo mi sento più siciliana”. Sono al circolo Garibaldi di Sciacca, coperto da un cielo di stucchi antichi e lampadari d’altri tempi. Ascolto la scrittrice Simonetta Agnello Hornby, invitata dal Rotary Club a presentare il suo ultimo libro edito da Feltrinelli “Via XX Settembre”. Racconta la sua vita, la vita della sua famiglia, la vita della città nella quale è nata e cresciuta (Palermo, dove la famiglia si trasferì nel 1958 lasciando Agrigento), la vita dei genitori, la vita del barone Agnello, la vita di una ragazza che è partita dalla Sicilia per Londra divenendo un’avvocatessa affermata.
L’ascolto con grande interesse. L’ho conosciuta a Siculiana, dove per anni ha presieduto la giuria del premio letterario Torre dell’Orologio. Per un anno ho fatto il giurato. Ho avuto modo di apprezzarne da vicino la semplicità e i tratti umani.
“I titoli non contano. Non ho mai creduto ai titoli”. Afferma sollecitata dal presidente del Rotary Club di Sciacca Sergio Indelicato che conduce la serata.
La sala è gremita. C’è gente all’in piedi. Ci sono persone che seguono dalle fessure delle porte semiaperte. In tanti hanno in mano l’ultimo libro della scrittrice. Le pile di opere del banchetto della Mondadori si assottigliano nel giro di pochi minuti. Vanno a ruba. È impressionante in un momento in cui si parla di crisi editoriale, di pochi libri venduti, di poca gente che legge libri cartacei.
L’ospite si apre. Risponde alle domande. Non esercita più l’attività legale. È andata in pensione lo scorso anno. Si dedica adesso esclusivamente all’attività letteraria. Racconta cos’è per lei la scrittura, come l’ha incontrata, perché scrive.  Appunto le frasi che più mi piacciono.
“Sono una scrittrice per caso. Scrivo per dire quello che penso e per dare un messaggio: che la vita è bella, che la famiglia è fondamentale. La maggior parte dei miei libri è scritta per i miei nipotini. È importante raccontare il passato, raccontare la storia della propria famiglia. È stato bello scrivere Via XX Settembre. Mentre scrivevo, da Londra mi confrontavo con i miei familiari in Sicilia. Scrivendo, ricordavamo assieme. Ricordavamo della nostra famiglia e di Palermo. È giusto che i nipoti conoscano la storia, la nostra storia, la storia di una famiglia semplice. Scrivo perché così si conosca e si capisca il passato, in un mondo che si è capovolto nei valori e nel modo di comunicare”.

Uno spettatore dalla sala si alza e rivolge l’ultima domanda: “Quando Simonetta racconterà tutti i suoi ricordi, cosa ci dobbiamo aspettare? Cosa ci racconterà?”
La scrittrice risponde: “I ricordi non finiscono mai, così come non si esaurisce la scrittura. Basta aprire gli occhi e guardare oltre. Dietro un volto, dietro questo circolo c'è una storia”. Al termine dell’incontro sento una delle frasi più belle, che danno profondo significato al processo di scrittura: “Da quando scrivo mi sento più siciliana”. 

Come dire: scrivendo mi sento più legata alle mie origini e alla mia identità, scrivendo mi sento me stessa.

Raimondo Moncada

Nessun commento:

Posta un commento

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...