lunedì 31 marzo 2014

mercoledì 26 marzo 2014

Lella Costa, il sorriso contro gli integralismi

Ironia, umorismo, satira. Libertà di pensiero. Tra saggio e monologo, per riflettere, per sorridere. È questo che sto trovando nella lettura di "Come una specie di sorriso" di Lella Costa, attrice e autrice, raffinata, mordace e intelligente, molto ma molto apprezzata. L'editore è Piemme Pickwick.

Libro istruttivo e divertente. L'ho visto in libreria e l'ho preso al volo. E ho fatto bene. Anzi benissimo. Mi hanno da subito colpito alcuni passaggi iniziali e una definizione che riporto dal capitolo "Di cosa parliamo quando parliamo di ironia". Un capitolo che si apre con questa citazione di Eduardo Galeano: "Quando avevamo tutte le risposte, ci hanno cambiato le domande". 
Ma scrive Lella Costa:  "L'ironia è un costante tentativo di libertà di pensiero, di onestà intellettuale e soprattutto il rifiuto di ogni forma di assolutismo e di integralismo . È frequentare il dubbio e diffidare delle certezze assolute e delle verità conclamate. È pensarla come Eduardo Galeano e in fondo anche come Ivano Fossati: 'E io che ho caro quel che è mio e la domanda come la risposta'. È una sfida costante a cambiare prospettiva e punto di vista, soprattutto quando i suddetti tendono a focalizzarsi intorno al proprio ombelico, metaforico, e zone limitrofe, anche letterali".

Concludo riportando una citazione che apre il capitolo "Femminile, singolare", spassosissimo monologo tutto da leggere. L'omaggio è a Franca Valeri che dice: "Ho sempre sfruttato il mio senso dell'umorismo, la mia ironia, la mia passione per osservare e scrivere del mondo che mi circonda". 

Raimondo Moncada


martedì 25 marzo 2014

La storia si ripete

La storia si ripete: storia, storia, storia, storia, storia, storia, storia, storia, storia, storia, storia, storia, storia, storia, storia, storia, storia, storia, storia, storia, storia, storia, storia, storia, storia, storia, storia, storia, storia, storia, storia, storia, storia, storia, storia, storia, storia, storia, storia, storia, storia, storia, storia, storia, storia, storia, storia, storia, storia, storia, storia, storia, storia, storia, storia, storia, storia, storia, storia, storia, storia, storia, storia, storia, storia, storia, storia, storia, storia, storia, storia...

sabato 22 marzo 2014

La felicità dei piedi con la benzina del caffè

Mettersi in cammino per raggiungere la posta dopo aver fatto benzina al bar con un caffè e incontrare amici che insistono a darti un passaggio. In auto, non a piedi. 
- Sali in macchina che ti do un passaggio. 
- No. Grazie. Preferisco farmela a piedi. 
- Tutta questa strada! 
- Si, lo preferisco. 
- È una scelta tua? 
- Quando posso ritorno a fare uso del corpo. Vivo seduto.

È strano che uno decida di spostarsi a piedi lungo le vie trafficate della città e a fare concorrenza alla comodità dell'auto. Ci sono amici che benevolmente ci scherzano su e io a rispondere per le rime. 
- Hai fatto benzina con un caffè? 
- Era zuccherato. 
- Con piombo o senza piombo? 
- Non so. Mi hanno dato un caffè nero, non verde. 
- E se fosse stato un cappuccino a offrir ti un passaggio? 
- Mi sarei fatto pregare. 

Raimondo Moncada 

venerdì 21 marzo 2014

3ddada di Federico Moncada ricostruisce la Valle dei Templi

L'Oratorio di Falaride, nella ricostruzione
dell'architetto Federico Moncada
La bellezza dell'Oratorio di Falaride, nella Valle dei Templi, dopo duemila anni (anno più, anno meno) risplende e rivive nella ricostruzione dell'architetto Federico Moncada, specializzato in animazioni e ricostruzioni tridimensionali.

Federico Moncada, agrigentino, vanta prestigiose collaborazioni con studi tecnici di Londra (ha lavorato, tra le altre cose, al progetto del nuovo avveniristico stadio di Tottenham).    
 E' appassionato di storia e architettura antica e ha deciso di aprire un blog dal nome bizzarro “3ddada” per divulgare i suoi studi, le sue ricerche, le sue applicazioni, le sue ricostruzioni, la sua arte, le sue competenze informatiche.
Raimondo e Federico Moncada a Londra 
Un blog, 3ddada”, tutto da seguire per ammirare le tante meraviglie della Valle dei Templi di Agrigento. L'Oratorio di Falaride è solo un assaggio. 
Con le sue ricostruzioni tridimensionali, Federico Moncada dà vita a monumenti dimenticati, sbiaditi o distrutti dall’usura del tempo. Restituisce alle pietre il loro antico splendore.
Il primo post del blog 3ddada” lo ha dedicato all’Oratorio di Falaride. Il motivo lo spiega in quello che scrive, accompagnando le immagini che pubblica.

“Come appassionato di architettura antica, - scrive l’architetto Federico Moncada – mi sono voluto cimentare nella ricostruzione del ‘tempietto in antis’, sito nella Valle dei Templi di Agrigento, nella zona dove ora sorge il Museo Archeologico Regionale, conosciuto con il nome di Oratorio di Falaride. Per le texture, mi sono ispirato a un tempio analogo, 'prostilo ed in antis', che si trova  a Selinunte, di cui si hanno abbondanti tracce delle pitture che le decoravano. Ogni elemento del progetto è stato 'parametrizzato'. Questo mi permette di riutilizzare gli elementi, con proporzioni e misure diverse, in altri edifici simili”.

giovedì 20 marzo 2014

Simonetta Agnello Hornby: Più scrivo e più mi sento siciliana

“Da quando scrivo mi sento più siciliana”. Sono al circolo Garibaldi di Sciacca, coperto da un cielo di stucchi antichi e lampadari d’altri tempi. Ascolto la scrittrice Simonetta Agnello Hornby, invitata dal Rotary Club a presentare il suo ultimo libro edito da Feltrinelli “Via XX Settembre”. Racconta la sua vita, la vita della sua famiglia, la vita della città nella quale è nata e cresciuta (Palermo, dove la famiglia si trasferì nel 1958 lasciando Agrigento), la vita dei genitori, la vita del barone Agnello, la vita di una ragazza che è partita dalla Sicilia per Londra divenendo un’avvocatessa affermata.
L’ascolto con grande interesse. L’ho conosciuta a Siculiana, dove per anni ha presieduto la giuria del premio letterario Torre dell’Orologio. Per un anno ho fatto il giurato. Ho avuto modo di apprezzarne da vicino la semplicità e i tratti umani.
“I titoli non contano. Non ho mai creduto ai titoli”. Afferma sollecitata dal presidente del Rotary Club di Sciacca Sergio Indelicato che conduce la serata.
La sala è gremita. C’è gente all’in piedi. Ci sono persone che seguono dalle fessure delle porte semiaperte. In tanti hanno in mano l’ultimo libro della scrittrice. Le pile di opere del banchetto della Mondadori si assottigliano nel giro di pochi minuti. Vanno a ruba. È impressionante in un momento in cui si parla di crisi editoriale, di pochi libri venduti, di poca gente che legge libri cartacei.
L’ospite si apre. Risponde alle domande. Non esercita più l’attività legale. È andata in pensione lo scorso anno. Si dedica adesso esclusivamente all’attività letteraria. Racconta cos’è per lei la scrittura, come l’ha incontrata, perché scrive.  Appunto le frasi che più mi piacciono.
“Sono una scrittrice per caso. Scrivo per dire quello che penso e per dare un messaggio: che la vita è bella, che la famiglia è fondamentale. La maggior parte dei miei libri è scritta per i miei nipotini. È importante raccontare il passato, raccontare la storia della propria famiglia. È stato bello scrivere Via XX Settembre. Mentre scrivevo, da Londra mi confrontavo con i miei familiari in Sicilia. Scrivendo, ricordavamo assieme. Ricordavamo della nostra famiglia e di Palermo. È giusto che i nipoti conoscano la storia, la nostra storia, la storia di una famiglia semplice. Scrivo perché così si conosca e si capisca il passato, in un mondo che si è capovolto nei valori e nel modo di comunicare”.

Uno spettatore dalla sala si alza e rivolge l’ultima domanda: “Quando Simonetta racconterà tutti i suoi ricordi, cosa ci dobbiamo aspettare? Cosa ci racconterà?”
La scrittrice risponde: “I ricordi non finiscono mai, così come non si esaurisce la scrittura. Basta aprire gli occhi e guardare oltre. Dietro un volto, dietro questo circolo c'è una storia”. Al termine dell’incontro sento una delle frasi più belle, che danno profondo significato al processo di scrittura: “Da quando scrivo mi sento più siciliana”. 

Come dire: scrivendo mi sento più legata alle mie origini e alla mia identità, scrivendo mi sento me stessa.

Raimondo Moncada

domenica 16 marzo 2014

Licata, gli allievi dei Laboratori Palcoscenico fanno vivere Calogerino

Vedere in vita, in carne ed ossa, i protagonisti delle tue opere è una emozione unica. Sono tue creature, sono i figli della tua immaginazione. 
È una emozione che ho riprovato nel corso di una originale presentazione del romanzo Mafia ridens (ovvero il giorno della cilecca) al Caffè Letterario di Licata sabato 15 marzo 2014, giorno del mio compleanno.
Un autentico regalo, in un luogo magico, di cultura, circondato di libri e di splendide persone. 
E dico grazie a chi ha voluto e organizzato questo evento: la poetessa, scrittrice e docente di Lettere al Liceo “Linares” Angela Mancuso, l’attrice e regista Luisa Biondi. E dico grazie a chi ha reso così unica la presentazione: gli allievi-attori dei Laboratori “Palcoscenico”, diretti da Luisa Biondi, che hanno dato un saggio della loro bravura e maturità recitando una riduzione del testo curata dalla regista, dando così voce e corpo a Calogerino, il protagonista del romanzo.
E dico grazie ai due titolari del Caffè Letterario per avere ospitato l'incontro: Giuseppe Patti e Alfredo Quignones.
Un bellissimo pubblico, sensazioni positive, attenzione, interesse, divertimento, momenti di seria riflessione alternati a babbio puro e a una interazione continua con Angela Mancuso (che ha condotto l’incontro), con Luisa Biondi (che ha diretto i suoi allievi nonostante la febbre), con i ragazzi dei Laboratori "Palcoscenico" che, dopo l’esibizione, mi hanno pure sottoposto a un serrato, ma piacevole, interrogatorio sul libro, su Calogerino, sulle mie esperienze. Mi hanno pure chiesto della mia autolaurea per sapere come ci si laurea senza andare all'università. 
Per la prima volta ho anche assistito alla recita della mia biografia, dalla nascita fino alla nascita delle mie opere.
A Licata, persone speciali mi hanno fatto sentire una persona speciale. Alla domanda “come ci si sente alla sua età”, uno dei due titolari del Caffè Letterario, Alfredo Quignones, è entrato con una torta e una candela accesa da spegnere. E' finita tra gli applausi di un pubblico che ha tanto gradito il dolce dell'incontro.   
Esiste solo una semplice, umile parola per tutto quello che ho vissuto assieme ai miei familiari: Grazie!


Raimondo Moncada 





giovedì 13 marzo 2014

Andrea Camilleri scrive su Raimondo Moncada, inseguendo un'ombra

La storia di Raimondo Moncada nel nuovo libro del maestro Andrea Camilleri. Una ragione in più per Raimondo Moncada di leggere un libro su Raimondo Moncada. Una ragione in più per pensare anche all’eventualità che nel prossimo libro di Raimondo Moncada si racconti la storia di Andrea Camilleri e non di Raimondo Moncada.
Il libro su Raimondo Moncada si intitola per la cronaca Inseguendoun'ombra ed è edito da Sellerio.

Scrive Salvatore Silvano Nigro: “Non è, questo, un romanzo d’ambiente; di costume. Non è un romanzo storico. È una potente azione narrativa. Se nel gioco degli scacchi l’obiettivo finale è catturare il re, le modalità operative e di ricerca di questa opzione strategica forzano il silenzio e le tenebre della storia, per affrontare il mistero di un’«ombra», penetrare nelle tante maschere di un volto che si può pensare ma non conoscere, catturare la personalità artificiosa di un protagonista di eventi reali che con infame talento si evolve su se stesso e sotto più nomi si tramuta; e restituire, infine, alle necessità del racconto, il lato oscuro, la metà notturna e fosforica della civiltà dell’Umanesimo raggiante di cultura”.



lunedì 10 marzo 2014

Sommerso da una montagna di auguri nel giorno sbagliato

Oggi, 10 marzo 2014, tanti amici e parenti mi hanno fatto gli auguri su Facebook, da ogni parte d'Italia, da ogni parte del mondo. Auguri che mi hanno colto di sorpresa. 

Auguri di che? Me lo sono chiesto mentre, incontrollabili, gli auguri si accumulavano. Sono andato così a ritroso sul mio profilo e ho letto la specificazione: auguri di buon compleanno! 

Il primo messaggio è stato postato intorno alle ore 10.
Oltre ai messaggi pubblici, ho ricevuto tanti messaggi privati di auguri e anche di richieste di chiarimento con amici a dichiarare la propria confusione: “Tutti ti fanno gli auguri? Ma a me non risulti tra gli eventi. Sono confuso/a. Spiegami”.

Ho deciso così di documentarmi. Ho chiamato mia moglie, più lucida di me. Le ho chiesto: controlla se hai il mio compleanno tra i tuoi eventi Facebook. Mia moglie ha controllato e poi anche lei si è unita per ben quattro volte agli amici e ai parenti per esprimere i suoi personali, amorevoli e insistiti auguri.

Qualcosa non mi quadrava. Ho controllato personalmente nello spazio “informazioni” di Facebook. Ho tirato un sospiro di sollievo. Solo dopo avere avuto conferma della mia data di nascita ho cercato di capire cosa abbia scatenato oggi, 10 marzo 2014, l’irrefrenabile catena di auguri. 


Non l'ho capito.


Ho capito solo l'affetto di tanti amici, di tanti parenti, che hanno voluto manifestarmi la propria vicinanza a cinque giorni dalla data dell'anniversario che, secondo i documenti in mio possesso, rievoca ogni anno l'apertura dei miei occhi al mondo: ho visto la luce il 15 marzo 1967, né prima né dopo. Ecco perché un'amica toscana intorno alle ore 15 mi chiedeva: "Perché non mi compare il tuo compleanno? Pecché? Eh?" Per poi aggiungere: "Auguri! Dimenticavo"

Riporto a questo punto quanto da me scritto dopo pranzo sul profilo Facebook perché, alla luce di quanto sopra esposto, esplode potente il suo significato: "Grazie a tutti per gli auguri. Li accetto dal profondo del cuore. Siete in tanti, davvero in tanti e ciò mi sorprende, per la prima volta. Tanti. Per la prima volta".

Per la prima volta mi festeggiate una settimana prima del compleanno (anche se al 10 marzo 1967 risale l’inizio delle operazioni di uscita dal grembo do mia mamma che giustamente oggi non mi ha telefonato).

Chiarito e ringraziato, a questo punto manifesto il mio timore per questo fine settimana. Dopo la montagna di auguri di oggi mi chiedo: sabato, dico sabato 15 marzo 2014, ci sarà qualcuno disposto a formularmi gli auguri nel giorno vero della mia personale nascita?

Se non sarà così il prossimo anno anticiperò d’imperio il giorno del mio compleanno al 10 marzo.

Grazie a tutti, di cuore.

Raimondo Moncada


P.S. Nonostante la pubblicazione di questa nota e innumerevoli post di smentita, continuo a ricevere auguri di felicissimo compleanno. 

sabato 8 marzo 2014

Scorpacciata di Mafia Ridens al Caffè Letterario di Licata

Prosegue il tour. Dopo la Mondadori di Palermo, il Festival della Legalità di Montallegro, il Carnevale di Sciacca, è la volta del Caffè Letterario di Licata, la città di Rosa Balistreri, ma anche della scrittrice e poetessa Angela Mancuso e dell’attrice e regista Luisa Biondi. E sono proprio loro, Angela Mancuso e Luisa Biondi, ad aver voluto con forza una presentazione a Licata del romanzo umoristico di Raimondo Moncada “Mafia ridens (ovvero il giorno della cilecca)” pubblicato dalla DarioFlaccovio Editore.
L’evento è stato fissato per sabato 15 marzo 2014, con inizio alle ore 17. La location è la stessa che ha visto il successo del precedente libro di Raimondo Moncada ovvero “Dal Partenone di Atene al Putthanone di Akràgas”: il Caffè Letterario.   

Non una tradizionale presentazione, ma un avvenimento diverso, originale, intrigante, coinvolgente, affidato ai ragazzi del Laboratorio teatrale “Palcoscenico” diretto da Luisa Biondi. Gli attori reciteranno una ragionata e divertente riduzione del romanzo curata dalla stessa regista Luisa Biondi per cogliere lo spirito del romanzo e restituire agli spettatori il cuore dei personaggi.  


“Un libro ironico, divertente, - scrive nell’evento Facebook Angela Mancuso – che mette in ridicolo la sotto-cultura mafiosa”. La stessa poetessa e scrittrice così si esprime in un commento lasciato sul sito internet della libreria on-line Ibs“Si ride dalla prima fin quasi all'ultima pagina. Un libro che sa coniugare una comicità esilarante a un fondo umano e dolente. E' la storia di Calogerino, ingenuo bambinone di 43 anni, che cerca un riscatto da una vita vissuta da invisibile e da emarginato.E si mette in testa di diventare il più spietato boss che la mafia più spietata abbia mai conosciuto. Solo che Calogerino è incapace di uccidere perfino una mosca, e così il suo tentativo è destinato a far cilecca. Ma nelle pagine finali, dopo che il lettore è stato trascinato per buona parte del libro da una giostra di battute spassosissime, doppi sensi ed equivoci farseschi dal ritmo incalzante, scopre il lato dolente di una vicenda che è tutta dell'uomo moderno, e gioisce commosso al riscatto morale del personaggio”.

domenica 2 marzo 2014

Cosa succede quando succede e quando non succede?

SE SUCCEDE
Lo sapevo. Te l'avevo detto e l’avevo pure scritto. Non mi hai però voluto dare ascolto. Perché? Vedi ora le conseguenze? Un disastro. Fanno bene a massacrarti di critiche. Non hai voluto dare ascolto a nessuno. Ma come hai potuto? Sei sordo e incompetente. Ti tolgo l’amicizia. Non la meriti.

SE NON SUCCEDE
Bravo! Hai avuto coraggio. Sei grande. Hai creduto fino in fondo nella tua scelta. Era la più giusta di fronte a quella di tanti che ti indicavano una direzione diversa. Hai fatto bene a non dare ascolto a nessuno. Sarebbe stato un disastro. Io scherzavo, comunque. Amici come prima.

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