giovedì 31 ottobre 2013

Halloween, non apro alle streghe, solo ai miei morti

Stanotte mi ha bussato alla porta di casa una strega. 
- Piove. Ti prego. Mi sto bagnando. 


Non ho aperto. 
- Non credo ad Halloween. Credo solo ai morti. E tra i miei morti non ci sono streghe. Tu me li hai portati i Pupi di Zucchero?



Ricordo, piccolino, il giorno dei morti, nella mia casetta di San Giullà, ad Agrigento, in Vicolo Seminario, un enorme tavolino stracolmo di dolci e giocattoli per me è per i miei fratellini. Erano sotto un lenzuolo. 

L'evento mi era stato annunciato il giorno prima dai genitori. 
- Questa notte potrebbero farci visita i morti e portarci tanti bei regali. 
All'inizio della notte non ho chiuso occhio. Ho allungato le orecchie per afferrare eventuali rumori di qualche caro defunto che sistemava la tavola. 

Niente. Nella lunga attesa, l'immaginazione mi ha risucchiato nel sogno e mi sono messo a dormire. Ho sognato proprio loro, i morti che arrivavano: i miei nonni, nonno Raimondo e nonno Giuseppe. La notte sono arrivati mentre dormivo. Li ho visti, ma non con gli occhi. E mi hanno portato quello che gli avevo chiesto: la pista elettrica con le macchinine da corsa. Era uguale a quella che avevo descritto a mamma e papà. 

Raimondo Moncada

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