sabato 31 agosto 2013

Non possiamo rimanere inermi


NON POSSIAMO RIMANERE INERMI 

- Hai visto quelle immagini? 
- Non possiamo rimanere inermi. 
- Si stanno scannando.
- Non possiamo rimanere inermi.
- Dicono che fanno uso di armi chimiche contro civili inermi. 
- Non possiamo rimanere inermi. 
- C'è chi attribuisce la responsabilità al regime, chi ai ribelli. E la gente scappa terrorizzata. 
- Non possiamo rimanere inermi. 
- Circolano foto con bimbi massacrati. 
- Non possiamo rimanere inermi. 
- Sono ormai mesi che si combatte. E tutti stanno a guardare.
- Non possiamo rimanere inermi.
- L'America potrebbe intervenire assieme ad altri Stati con un attacco militare. 
- Non possiamo rimanere inermi. 
- Si combatte la guerra con altra guerra. 
- Non possiamo rimanere inermi. 
- Sento la sigla del telegiornale. Stacco. 
- Ok. 
- Ci vediamo più tardi. Prima mangio.
- Buon pranzo. 
- Buon pranzo anche a te, se mangi. 
- Prima controllo cosa dicono dall'altra parte gli amici di Twitter. Se ci sei ci vediamo lì. 
- Ok. Ciao. 
- Ciao. 

Raimondo Moncada 

La tv dei vicini

Con la tv spenta. Ascolto il televisore dei vicini.

Raimondo Moncada

Come il mare

Mi sento come il mare, a tratti superficiale, a tratti profondo.

Raimondo Moncada

Mosso come il mare

Sono come il mare: mi agito e mi calmo, mi calmo e mi agito.

Raimondo Moncada

Il colore del temporale

Ascolto il temporale mangiando semi di melone giallo. Ho preso lo stesso colore.

Raimondo Moncada

Il maltempo è bel tempo

Pioggia di fine estate. 
Vista dalla parte del mare è maltempo, vista dalla parte della terra è bel tempo. 
Vista dalla parte dei previsionari del tempo, è comunque maltempo. 
Maltempo è la pioggia e maltempo è la canicola. 
Voglio impazzire.

Raimondo Moncada

Allarmi maltempo

Acqua pisuli pisuli ovunque con tuoni e lampi. 
Se ci sono stati dei danni è colpa di chi non ha dato bene l'allarme. 
Se non ci sono stati danni è colpa di chi ha dato troppo bene l'allarme. 
Se la riva destra di un fiume è crollata sotto il diluvio e la riva sinistra è asciutta, è sempre colpa di chi non ha previsto la follia del tempo.

Raimondo Moncada 

Adamo nella foresta

Quando si spostò dalla foresta al deserto, Adamo fu costretto a girare e a rigirare la foglia.

Raimondo Moncada 

venerdì 30 agosto 2013

Allenamenti

Mi tengo in esercizio. Dormo.

Raimondo Moncada 

Stuzzicadenti

Apro il pacco di stecchini con i denti.

Raimondo Moncada 

Giocare col cuore

Neanche ci provo a giocare col cuore. Mi batte. 

Raimondo Moncada 

Avvicinarsi troppo alla gatta di un brasiliano

Vedendo che mi ero avvivinato troppo alla sua gatta, un gatto brasiliano mi ha gridato: Miao!

Raimondo Moncada 

Fine dell'estate

L'estate non finisce. 
La facciamo finire noi.

Raimondo Moncada 

Piove sempre sul bagnato


Mi faccio la doccia. 
Esco di casa. 
Un acquazzone improvviso mi sorprende. 
Rientro inzuppato. 
E' proprio vero: piove sempre sul bagnato.

Raimondo Moncada 

In ginocchio medito sul genio di Antoni Gaudì


L'incomparabile genio di Antoni Gaudì abbaglia e mette in ombra ogni cosa. Quando metti piede nella Place de La Sagrada Familia, a Barcellona, dove operò l'architetto catalano, ti senti piccolo come uomo, come artista, piccolo con le tue minuscole creature. Ma ti rinfranchi, ti carichi di energia. Pensi: l'impossibile può essere reso possibile. 
Centinaia di visitatori fanno la fila ai cancelli, per entrare nel tempio, incuranti del sole cocente. Nelle strade, bus carichi di turisti si fermano ad ammirare l'opera, iniziata nel lontanissimo 1882 e ancora oggi non completata. C'è il cantiere aperto, con gru gigantesche. 
Rimani abbagliato, attraversato da un fremito, incantato dall'imponenza, dalla perfezione, dal fascino, dall'originalità, dalla armoniosa mescolanza di materiali antichi e moderni: la pietra, la ceramica, il cemento armato. 
La guardi, la riguardi. 
Ti dici: non é possibile ideare, disegnare, costruire una roba del genere. Non è architettura è scultura. Non è scultura è opera divina. 
Tocca il cielo. Tocca il cuore. 
Di fronte al monumento c'è solo da inchinarsi e inebriarsi di cotanta arditezza. 
Pensi: ogni tua opera è niente di fronte a quello che hai davanti. 
Gaudì, piccolo come uomo e immenso come artista, non ti scoraggia. Ti stimola, anzi, a trovare il genio che è in te e a tirarlo fuori. 
In ginocchio, medito. 

giovedì 29 agosto 2013

Alla ricerca delle origini dei Moncada a Barcellona


Omaggio a Barcellona, alla Spagna, alla terra delle mie origini. Scorre sangue spagnolo nelle mie vene. Per avere la certezza scientifica mi dovrei svenare. Non lo faccio. Mi basta quanto mi hanno ripetuto negli anni.
Vedere vie Montcada, Piazze Montcada, Palazzi Moncada, Hotel Moncada, fa un certo effetto. 
In Spagna, nel cuore della Catalogna, mi sento spagnolo. Il sangue mi bolle nelle vene. Lo sento.
Cammino per le strade di Barcellona colpito in testa dalla sua bellezza e dal genio di artisti del calibro di Antoni Gaudi. Vieni rapito, senza possibilità di riscatto. Ogni vicolo ha il suo fascino.  Ogni angolo è da fotografare con gli occhi e conservare per sempre in memoria
Dalla Rambla fino a tarda ora scende al porto, un fiume di turisti. Arrivano alla statua di Colombo (non il commissario, ma Cristoforo, l’italiano che scoprì l'America), e girano per risalire fino a Piazza Catalogna. 
Io sono in mezzo a loro, turista tra turisti. Ho i piedi gonfi, non perché arrabbiati. Sono stanchi di camminare. Non si fa altro che camminare a Barcellona. È come se facessi per dieci volte il giro di Agrigento, ma non te ne rendi conto. 


Parlo spagnolo e incontro italiani, parlo italiano e incontro spagnoli. Nessuno mi capisce e io non capisco nessuno. Anche perché non parlo e non capisco lo spagnolo. Solo lo spirito mi scorre nelle vene. Esco il libro sul Putthanone di Akràgas e mi guardano divertiti. Nella loro lingua pensano: Questo è pazzo. Anche Gaudì e Picasso, penso io, per fare quello che hanno fatto sono stati pazzi. Il Museo Picasso è nel Carrer De Montcada. Lucia scatta le foto assieme a Luna. Sono le fotografe ufficiali. Siamo col gruppo Folk Città di Raffadali. Io ne approfitto per il tour di letture randagie. Parlare e leggere in italiano in terra straniera ti dà una sensazione strana. Positiva, però.


Per trovare connazionali di madre lingua entro in uno dei tanti locali italiani. È italiano, non ci sono dubbi. C'è scritto nell'insegna.
Entro e dico a piena voce: Bongiorno!
Con educazione mi sento rispondere: Bongiolno!
Sono cinesi.  
Anche in Catalogna? Non penso abbiano origini spagnole. I figli dei loro figli però potranno vantarle, anche con gli occhi a mandorla. Così come le vanto io che di mandorla ho solo il profumo della mia Sicilia.

Raimondo Moncada
















mercoledì 28 agosto 2013

Un bicchiere d'acqua, magia per tenerlo in mano


Entro in un bar con una bottiglia d’acqua in mano. Non so bere “a cannolo”. Chiamo il barman.
-       - Mi favorisce un bicchiere.
-       - D’acqua va bene?
-       - Dovrei essere un mago per tenere un bicchiere d’acqua in mano. Me lo dia di vetro o anche di plastica. Faccia lei.
-       - Ha ragione. Bisogna essere un mago e lei lo è. Io non riuscirei a tenere in mano una bottiglia d’acqua. 

     Raimondo Moncada

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