martedì 4 giugno 2013

Né maschio e né femmina, linguisti in allarme: manca il pronome neutro


Linguisti di tutto il monto in allarme. Dopo una rivoluzionaria sentenza in Australia, è urgente mettere mano alle grammatiche per introdurre un pronome nuovo, di genere neutro, che indichi persone né maschi né femmine.
La Corte d’Appello del Nuovo Galles del sud, a Sydney - leggiamo su La Stampa - ha infatti accolto il ricorso di un uomo diventato femmina che ha chiesto di essere registrato all’Anagrafe come “neutro”. La sentenza ha revocato un verdetto di primo grado secondo cui tutti dovrebbero essere registrati come maschio o come femmina, escludendo la definizione di “sesso non precisato”. 
Il ricorrente, nato maschio, ha poi cambiato sesso. Un attestato lo dichiarava di sesso femminile. Ma poi nella testa è scattata una molla. Ha cominciato a non sentirsi a proprio agio con una identità unicamente femminile. Ecco la soluzione: non avere una identità sessuale per come conosciuta e certificata fin dalle origini della biblica umanità.  
La sentenza della Corte d'Appello australiana potrebbe influenzare altri Stati con gravi ripercussioni per le grammatiche. Nella lingua italiana, ad esempio, non è contemplato il pronome soggetto neutrale. C’è il pronome maschile e quello femminile di terza persona, sia singolare che plurale: lui, lei, ella (manca ello), esso,  essa, egli (manca eglia), essi, esse (non nel senso di lettera "s"). Il pronome loro (lora, ma con l’apostrofo “l’ora”, indica il tempo), va bene per tutti, così come gli altri pronomi soggetto: io, tu, noi, voi. 
Apprendiamo dal settimanale “D” di Repubblica, che il problema è stato affrontato in Svezia. Nel giugno del 2012, è stato introdotto il pronome neutro “hen”. La scelta ha scatenato però il putiferio. Alla lettera, “hen” significa “gallina”. “Hen” – riporta “D” di Repubblica – si aggiunge al maschile “han” (“lui”) e al femminile “hon” (lei) nella versione online dell’Enciclopedia Nazionale. 
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