martedì 23 ottobre 2012

Le elezioni Usa si vincono con i giusti respiri e le sopracciglia distese

In America le elezioni si vincono in Tv, davanti a una telecamera, parlando a un microfono, dentro uno studio televisivo, magari vuoto, senza pubblico, solo con un presentatore. Le elezioni presidenziali in Usa si vincono faccia a faccia, con le battute felici, con le sopracciglia distese, con le rughe rifatte, con i sorrisi ammiccanti, con la cravatta intonata al vestito, con le pause giuste, con i silenzi eloquenti, con le parole penetranti, con i toni azzeccati, con il trucco in viso adatto alle idee dei repubblicani o dei democratici, con i capelli pettinati secondo il taglio uscito fuori dai sondaggi di gradimento.
Un respiro emesso con un suono sgradevole all'opinione pubblica è un voto perso. Provare i respiri prima di andare in onda è fondamentale. Può spostare un mucchio di consensi.
L'immagine è determinante per la vittoria finale. I contenuti molto spesso si inchinano di fronte alla estatica estetica.
Come dicevano gli ascoltati antichi che parlavano tanto: la forma è sostanza.
Chi andrà allora alla Casa Bianca? Non lo sappiamo. Ci piacerebbe essere nei polmoni dei due sfidanti per conoscere a fondo i loro respiri. Pazienza. Ci attrezzeremo.

Vorremmo rivolgere i nostri più sentiti auguri a Obama e al suo sfidante Romney o se volete a Romney e al suo sfidante Obama. Ma non lo facciamo. Non lo facciamo per non influenzare dall'Italia i sensibili elettori americani già alle prese con miliardi di messaggi propagandistici sparati tramite televisione, internet, manifesti murali, fiancate di automobili e autobus, scritte sulle metropolitane, aerei, coriandoli.
Vinca il migliore. O, se preferite, il più migliore assai!

La foto è stata presa da internet e considerata di dominio pubblico. A richiesta, la possiamo rimuovere. Ma io la lascerei. Fate voi. 

domenica 21 ottobre 2012

La città natale di Pirandello cancella me e Pirandello


Hanno cancellato parte del mio passato. Non sono più un ex della “Pirandello”. Non ci posso credere. Sono ancora legittimato a sentirmi un ex scolaro dell’elementare “De Cosmi” del Villaggio Mosè, così come sono legittimato a sentirmi un ex alunno del Liceo Scientifico “Leonardo” di Agrigento. Non posso più dire la stessa cosa come ex della scuola media “Luigi Pirandello” di Agrigento, la scuola di Via Acrone, sotto la stazione dei treni, che ho frequentato negli anni scolastici 1978-1979, 1979-1980, 1980-1981, spostandomi innocente dal Villaggio Mosè su autobus affollatissimi pure nel portabagagli.
Da quest’anno ho scoperto di non essere più un ex studente dell’unica scuola di Agrigento dedicata all’immenso drammaturgo premio Nobel. La mia “Pirandello”, nella mia città natale e nella città natale di Luigi, non esiste più. Cancellata per accorpamento. L’ho scoperto su Facebook, trovandomi inserito nel gruppo denominato “Intitoliamo una scuola a Luigi Pirandello ad Agrigento”.
Nel messaggio iniziale di Giovanna Lombardo, creatrice del gruppo, è scritta pirandellianamente la pirandelliana assurdità: “In questo momento ad Agrigento non esiste una scuola intitolata a Luigi Pirandello. L'ex Scuola Media Pirandello fa parte dell'Istituto Comprensivo Statale ‘Agrigento Centro’. Sono decaduti i Consigli di Istituto delle ex scuole Lauricella, Pirandello e Garibaldi. In questo momento le loro funzioni sono svolte da un commissario regionale. Il prossimo Consiglio d'Istituto avrà anche il compito di pronunciarsi e di proporre al Comune che è competente a decidere, il nome della nuova scuola. È doveroso da parte degli agrigentini intitolare una scuola a Luigi Pirandello”.
Da qui l’appello alle istituzioni “PERCHE’ AGRIGENTO NON PERDA L’UNICA SCUOLA INTITOLATA AL SUO CONCITTADINO LUIGI PIRANDELLO”. 
È partita su internet anche una petizione che firmerò per cancellare la pirandelliana assurdità e per ritornare ad essere a pieno diritto un ex della “Pirandello”.

Ecco il testo: 
Da alcuni mesi ad Agrigento, città natale e luogo di ambientazione delle opere dello scrittore, drammaturgo e premio Nobel Luigi Pirandello, non esiste più una scuola a lui dedicata.  DAL 1° SETTEMBRE DI QUEST’ANNO E’ STATA CANCELLATA L’UNICA SCUOLA DI AGRIGENTO CHE PORTAVA IL NOME DI “LUIGI PIRANDELLO”. A seguito della riorganizzazione degli istituti scolastici, derivante dalla normativa sul dimensionamento scolastico, la Scuola Media Statale “Luigi Pirandello” dal primo settembre non esiste più come istituto autonomo ed è stata accorpata alla Direzione didattica della Scuola “G. Lauricella” I circolo e all’Istituto Comprensivo “G. Garibaldi”; perdendo il suo nome e assumendo la denominazione di “Istituto Comprensivo “Agrigento Centro”. Agrigento ha così perso, senza neanche mostrare di accorgersene, l’unica scuola cittadina che sin dalla sua istituzione, anno 1946/1947, la città di Agrigento volle dedicare al suo più illustre cittadino e premio Nobel, Luigi Pirandello e con essa quel nobile tributo e quel gesto altamente simbolico di orgoglio e riconoscenza che ne avrebbe perpetuato nel tempo, anche nella sua città natale e davanti a generazioni di alunni e docenti, con il nome, il ricordo e la memoria storica. Per questo chiediamo alle istituzioni che hanno la competenza di proporre e decidere i nomi delle scuole: Collegio dei Docenti e Consiglio di Istituto e Comune di Agrigento, trattandosi di una scuola comunale, di tornare a denominare da subito l’attuale Istituto Comprensivo “Agrigento Centro” nascente dal nuovo dimensionamento “Istituto Comprensivo Luigi Pirandello“, provvedendo a sanare questa ferita che la città sta ricevendo nell’avere cancellato l’unica scuola a lui dedicata che da ben 65 anni, con un atto di amore ed orgoglio, ne ha onorato la memoria e l’opera”.

Firmate tutti, per me e per Luigi Pirandello. 

sabato 20 ottobre 2012

Benzina dal cielo, presto pagheremo l'aria che respiriamo


“Benzina pulita creata dall'aria. C'è riuscita un'azienda inglese”. E' il titolo di un servizio che leggiamo, spaventati, sul sito di Repubblica. La notizia potrebbe sconvolgere ogni nostro equilibrio psicologico, salutistico ed economico.
L'Air Fuel Synthesis ha prodotto questa estate cinque litri di carburante catturando anidride carbonica dall’aria che respiriamo. La scoperta è stata messa a punto in una piccola raffineria britannica di Stockton-on-Tees.
"Abbiamo preso anidride carbonica dall'aria e idrogeno dall'acqua e li abbiamo trasformati in carburante", ha riferito il ceo dell’azienda Peter Harrison all'Institution of mechanical engineers di Londra.
L'Air Fuel Synthesis punta a espanderesi su larga scala commerciale nel giro di due anni. E' convinta di produrre una tonnellata al giorno di carburante celeste.
Se così fosse, si tratterebbe di una svolta epocale. 
Ma sorgono spontanee alcune domande. 
Si riuscirà a arrestare l'effetto serra, a guarire l'atmosfera malata e a sedare il clima impazzito?
Si riuscirà a risolvere la crisi energetica e a riportare a livelli tolleranti il costo della benzina? 
La paura è che l'inerme consumatore subisca gli effetti negativi dell'innovazione.
Dobbiamo, dunque, cominciare a metterci l’animo in pace e a prepararci per la prima volta nella storia dell'uomo a pagare l’aria che respiriamo?

L'Independent, ci informa Repubblica, parla di "pietra miliare" sulla strada  verso l'energia pulita, "sacro graal della green economy".
La nuova miniera è dunque il cielo, l’atmosfera, tutto ciò che ci circonda, il mare d'aria in cui abbiamo vissuto. Speriamo bene per la nostra salute e per le nostre tasche. L’economia, non dimentichiamolo, si regge sul guadagno, sul business. Ed anche lo Stato che con le accise sul petrolio, le tasse sui carburanti, finanzia la sia struttura e tutte le sue attività (qualcuno dice anche le spedizioni belliche di Garibaldi). Tolte dalle scatole e dai bidoni le tradizionali benzina, diesel, gpl, metano, si dovrà tassare altro di largo, larghissimo consumo. L'aria, bene comune, diventerà la nuova frontiera. 

lunedì 15 ottobre 2012

Il Putthanone, quante emozioni al Caffè Letterario di Licata



Una serata bagnata di emozioni quella vissuta sabato scorso al Caffè Letterario di Licata. La prima presentazione pubblica del mio libro umoristico “Dal Partenone di Atene al Putthanone di Akragas” mi ha inzuppato di bellissime sensazioni e mi ha caricato di flussi di energia indescrivibili. 

La giornata non lasciava intravedere nulla di buono. Il cielo nero metteva di cattivo umore. E una interminabile tempesta di pioggia abbattutasi in tutta la provincia di Agrigento dopo mesi e mesi di siccità deprimeva anche i fiduciosi cronici come il sorridente e speranzoso Budda tibetano. 
Le domande sorgevano così spontanee: la gente verrà? Farà la fila? Si strattonerà per entrare al Caffè Letterario? Si raccomanderà per varcare la soglia di Marina di Cala del Sole? 
Sfidando lo sfottente meteo, le persone sono venute a piedi sotto la pioggia battente, munite di antifulmini, impermeabili, stivaloni, ombrelli, vestiti anfibi, tachipirine, flebo, antinfiammatori, medici di famiglia al seguito. Un pubblico, prevalentemente femminile, straordinario, ricettivo, partecipe, che alla fine, con mia grande sorpresa, ha richiesto l'autografo sul libro. Sorpresa perché ho dovuto imparare di fretta a scrivere e a mettere la x sul libro facendo la dedica a viva voce.  

Grazie di cuore a tutti, specialmente a chi questa mattina si è svegliato con il rubinetto del naso aperto e la febbre a 47. 
Grazie a chi ha voluto prendere l'aereo da Mosca per venire a Licata. Grazie a chi mi ha riempito la casa di telegrammi e di sacchetti di spazzatura dopo lo sciopero dei netturbini. 
Grazie a chi è venuto con lo yacht, ha posteggiato nel porticciolo turistico di Marina di Cala del Sole e ha assistito alla presentazione del libro "Dal Partenone di Atene al Putthanone di Akràgas" in diretta streaming e sugli schermi giganti all'uopo istallati in tutti i moli del porticciolo turistico di Licata. 
Grazie a chi ha voluto interrompere i campionati di calcio per paura di non avere pubblico negli stadi e davanti la tv. 
Grazie ai due giovani titolari del Caffè Letterario, gli imprenditori, Giuseppe Patti e Alfredo Quignones, per avermi voluto ospitare in un luogo unico che merita grandi fortune.
Grazie alla scrittrice e poetessa Angela Mancuso che ha promosso e organizzato la serata e con cui ho piacevolmente conversato, raccontandomi a cuore aperto e raccontando delle mie opere fin dalla loro folle genesi. 
Grazie al cantautore Cesare Lo Leggio e al chitarrista Tommaso Minacori per avermi voluto onorare della loro splendida musica. 
Grazie a padre Zeus che con i fulmini, dopo un anno di sole, dico un anno di sole, ripeto un anno di sole, ci ha messo alla prova. E bravo Zeus! 
Noto che l'indomani, domenica, il sole è ritornato a brillare, per tutta la giornata, alla mia faccia. 
E bravo Zeus, veramente bravo.

Raimondo Moncada

giovedì 11 ottobre 2012

In Usa scoppiano gli airbag, in Europa palle gonfie pronte a esplodere


In Usa è allarme per airbag falsi che scoppiano. È quanto si apprende dal sito del Corriere della Sera. In Europa, e più in particolare in Italia e in Sicilia, l’allarme maggiore è per le palle gonfie che rischiano di esplodere. E' uno strano fenomeno, dovuto forse alla congiuntura meteorologica. Gli esperti dicono che si è ormai arrivati al limite, al punto di non ritorno.
Mentre per gli airbag il rimedio c’è, per le palle no. Gli airbag taroccati si sostituiscono. Le palle gonfie, al contrario, non si possono cambiare con un altro paio di palle sgonfie, né si può intervenire con il manometro per aumentare o diminuire a piacimento la pressione.
Gli airbag americani contraffatti sono molto pericolosi per i conducenti. Il danno è stato misurato con i crash test dell'NTHSAPer provare i danni delle palle sicule siciliane, non c’è bisogno di alcun test scientifico. Le palle sicule siciliane certificate, di origine sicula controllata e col marchio di fabbrica, in caso di esplosione hanno un effetto devastante, con rischi incalcolabili per l’umanità.
Per la cronaca, un creativo con le palle gonfie ha deciso di decorarle, ricamarle e di metterle in mostra per un pubblico esigene anch’esso con le palle gonfie, come dimostra la foto di fianco. 

martedì 2 ottobre 2012

La bici supera l’auto: assicurazione, accise e pedaggi sulle pedalate


Ci costringeranno a pagare il bollo sulla bici, a stipulare un contratto di assicurazione alla due ruote a pedali, a dotarci di un dispositivo che misura l’aria consumata e a pagarla. È lo scenario che si prefigura dopo che le biciclette, in Italia, hanno sorpassato le automobili nelle vendite. 
Nel 2011, si è appreso da Repubblica, le automobili immatricolate sono state 1.748.143, le bici vendute 1.750.000. Qualcuno ha esultato, parlando di svolta ecologica contro l’inquinamento. Qualcun altro ha parlato dei disastrosi effetti della crisi economica e degli insostenibili costi per comprare e mantenere una macchina, con la benzina che ha sfondato quota 2 euro, con l’assicurazione che aumenta di ora in ora, con il bollo che ogni anno si deve pagare, con gli pneumatici che si consumano e si debbono cambiare, con i tagliandi dal meccanico che almeno ogni 20 mila chilometri si debbono fare. È  stato calcolato che la spesa per la manutenzione e l’uso dell'automobile in dieci anni, tra il 1990 e il 2010, è raddoppiata da 47 si è passati a 103 miliardi di euro.

La crisi morde e uno si organizza con le poche risorse che sono rimaste. Tutti in bici, dunque, per risparmiare. Con un euro non ci paghi neanche una moneta da un euro.
Ma con il mutamento delle abitudini determinato dal caro euro, c’è l’altra faccia della medaglia che ancora nessuno ha considerato. Venendo meno la necessità di usare la macchina non ha più ragione di esistere l’industria che la produce, con tutto l’indotto e l’occupazione. Vengono di conseguenza meno pure gli introiti dello Stato che con l’Iva sui prodotti venduti e le accise sui carburanti finanzia le proprie attività e assicura i servizi ai cittadini. La dimostrazione è il recente livellamento dei costi della benzina Super con il Diesel. Con poche macchine Diesel circolanti, il gasolio costava pochissimo. Quasi lo regalavano. Con l’aumento del numero delle auto a diesel vendute, il costo del gasolio è via via aumentato raggiungendo il prezzo della benzina.

Lo stesso ragionamento sarà seguito per le bici. Se tutti dovessimo accantonare l’automobile e inforcare la bicicletta, assisteremmo a inevitabili aumenti dei costi della due ruote e l’introiduzione di nuovi tributi diretti e indiretti. Da qualche parte lo Stato i soldi li deve prendere. Andando di fantasia, quale scenario si potrebbe prefigurare?

-         Anche senza motori e serbatoi, sarà comunque obbligatorio fare a benzina al telaio delle bici;
-         Sarà obbligatorio pagare il bollo;
-    Sarà obbligatorio stipulare una polizza di assicurazione contro furti, incidenti, danni, incendi, atti vandalici;
-    Sarà obbligatorio pagare i consumi d’aria respirata durante le pedalate nelle aree pubbliche (un apposito dispositivo anti truffe sarà collegato direttamente ai polmoni);
-     Saranno istallati dei caselli in tutte le strade comunali, provinciali, statali e sulle trazzere. I ciclisti, all’uscita di ogni isolato, saranno obbligati a pagare il pedaggio così come avviene per le automobili nelle autostrade;
-   Sarà obbligatorio pagare l’usura dell’asfalto che sarà quantificato con un apposito dispositivo elettronico che il proprietario dovrà istallare negli pneumatici;
-         Sarà introdotta l’accise sull’aria consumata e sull’asfalto usurato.

Si dovrebbe comunque tornare indietro, almeno alla Magna Grecia, quando si camminava a piedi o si andava a cavallo come ci racconta, deliziandoci, l’opera “Dal Partenone di Atene al Putthanone di Akragas”. 

lunedì 1 ottobre 2012

Per la prima del "Putthanone", in fila come l'iPhone 5

Parte il tour di presentazioni dell’atteso, sospirato, amato, nuovo libro dell’autore umoristico Raimondo Moncada: “Dal Partenone di Atene al Putthanone di Akràgas”. Si comincia dalla storica ed ellenica Licata. L’appuntamento è per sabato 13 ottobre 2012 alle ore 18 al Caffè Letterario di Marina di Cala del Sole.
È un evento da non perdere e che nessuno perderà per non perdersi e sentirsi perdenti. 
Licata è già in fermento. Le famiglie si stanno organizzando con panini e panelle, pasta a forno, arancine, calzoni. 
Qualcuno si è già messo in fila come l'iPhone 5 per accaparrarsi un posto in prima fila. 
La paura degli organizzatori è che quel giorno a Marina di Cala del Sole cali tutta la Sicilia e che ci sia lo stesso pienone - con conseguenti problemi di ordine pubblico - che si è registrato nel teatro dell’Addolorata ad Agrigento a metà settembre.
Speriamo bene. Incrociamo le dita delle mani e le dita dei piedi. Se ci riusciamo, incrociamo dita, diti e dite. E dato che ci siamo, incrociamo pure braccia e gambe.  
La presentazione è affidata alla poetessa, scrittrice, insegnante di Latino e Italiano (non le manca niente!) Angela Mancuso.
Ci sarà la partecipazione straordinaria del cantautore campobellese Cesare Lo Leggio dei Quelked di Cesare. 
Per l'occasione, sarà presente anche l'autore: Raimondo Moncada. "Questa non me la perdo!" ha dichiarato Moncada alle Agenzie di Stampa.  

Ma che cosa è questo libro? Di cosa parla? Perché tutti ne parlano e tutti lo vogliono?

Dal Partenone di Atene al Putthanone di Akràgas” è una storia che mette a nudo la Agrigento di due millenni e mezzo fa, che mette a nudo tutta la Magna Grecia, che mette a nudo tutti. A occhio nudo, la storia che narra di una straordinaria scoperta archeologica: il ritrovamento, nella Valle dei Templi, dei resti del tempio della dea Giumenta, Putthanonès di nomen e di factus, la dea che amò generosamente e gratuitamente il mondo intiero e dal mondo intiero altrettanto generosamente ricambiata, senza distinzione di razza, forma e religione. Amata a razzo da atei, agnostici, fedeli e infedeli. 
Una dea di profonda umanità e di umana profondità. 
Durante la presentazione di Licata, la prof poet scrittric Angela Mancuso e l’autore Raimondo Moncada si addentreranno nei meandri più reconditi della storia antica. Scaveranno, esploreranno, esploderanno, riporteranno alla luce verità celate e censurate 
dalla storia ufficiale e sottoufficiale da due millenni e mezzo.
Un incontro da non perdere, o da perdere solo per gravi e giustificati motivi. La prof Angela Mancuso pretenderà la giustificazione firmata dai genitori ed anche dai nonni. 

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