domenica 19 agosto 2012

Armato di ventaglio contro Lucifero

Lucifero c'è. Lo hanno annunciato i meteorologi giorni fa e lui, puntuale si è presentato facendo sballare i termometri. Caldo, troppo caldo. Lucifero è il terrore di questa fine estate 2012. Le persone non escono da casa. Non vanno al mare. Chi già si trovava in spiaggia prima del suo arrivo, sta sott'acqua. Io non ho paura. È lui che deve aver timore di me. Questa mattina mi sono alzato con l'intento di affrontarlo faccia a faccia. Mi sono avvolto con un mantello di ghiaccio spesso dieci centimetri. Ho indossato la tuta ignifuga. Mi sono applicato dietro le spalle il radiatore della mia auto. Mi sono legato alle gambe due estintori. Con una mano ho impugnato l'aria condizionata portatile. Con l'altra mano, un ventaglio. Ovunque è deserto. Il fuoco ha bruciato ogni cosa. La gente sta rinchiusa a casa, col frigo aperto, i condizionatori a palla e i ventilatori che per la troppa velocità si sono alzati in aria come elicotteri. Mi sento in missione. Sono fuori. Solo. Lucifero sarà nascosto. Ancora non lo vedo. Dove sei? Vieni fuori se sei sperto. Sudo. Mi esce acqua da ogni dove. Le piante si sradicano e mi circondano. Raccolgono il sudore. Ma dove sei? Lettera firmata. Destinazione Lucifero.

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