giovedì 31 maggio 2012

"Romeo e Crocetta", debutto con lacrime di felicità


I giovanissimi attori del Laboratorio Teatro Stabile dell’Ipia "Fermi" di Agrigento, diretti da Lucia Alessi, questa mattina mi hanno emozionato. Mi hanno emozionato sia durante che alla fine di “Romeo e Crocetta”, la tragicommedia che ho scritto per loro. Quando, a chiusura di sipario, ho visto un viso rigato dalle lacrime mi sono avvicinato a un'esile studentessa. "Perché piangi?" ho chiesto. Risposta: "Piango dalla felicità". 
Sono rimasto senza parole. 
Ma non è tutto. Un’altra attrice piangeva perché credeva di avere sbagliato una battuta, ma così non è stato. Un altro attore mostrava i denti in un ampio sorriso dopo avere recitato la parte con il piede ingessato e due stampelle, causa di un brutto incidente. La mamma di tre ragazze, sbalordita dalle tre figlie in scena, esclamava: “Ma cosa le avete fatto!?”. Due ex della scuola, uno sul palcoscenico e l'altro al mixer, esprimevano tutta la loro contentezza per essere ritornati a un anno dal diploma per dare una mano al gruppo. Operatori scolastici con la bocca aperta per le prestazioni "fuori norma" di alcuni studenti giudicati in classe con profitti non proprio eccellenti. 
Sono i miracoli compiuti dal teatro e da chi fa teatro con amore. Sono i miracoli a cui ho assistito questa mattina nell’auditorium dell’istituto professionale “Enrico Fermi” di Agrigento con la messinscena della prima in assoluto, della prova del legno di un testo nato appena qualche mese fa con frizzante e innocente entusiasmo.  
GRAZIE, ragazzi! Siete stati straordinari. Avete dimostrato tutto il vostro valore, tutto il vostro talento, tutta la vostra forza interiore, tutta la vostra umanità. Un grande applauso a voi che ci avete messo il cuore e un grandissimo applauso alla vostra regista Lucia Alessi che mi ha fatto questo regalo. 
Sono soddisfazioni che non hanno prezzo. Un ritorno al palcoscenico dopo la messinscena di otto anni fa al Posta Vecchia dell'Odissea. 

Raimondo Moncada 

martedì 29 maggio 2012

"Romeo e Crocetta", tragedia comica siciliana


Si intitola “Romeo e Crocetta”. È l’ultima opera teatrale scritta da Raimondo Moncada che i giovani attori del “Laboratorio Teatro Stabile” dell’Ipia Fermi di Agrigento portano in scena, per la regia di Lucia Alessi, a conclusione dell’anno scolastico. Lo spettacolo è in calendario giovedì 31 maggio 2012, con inizio alle ore 10,30 nell’Auditorium dell’Istituto di contrada Calcarelle. Protagonisti sono gli studenti dell’Ipia che da alcuni anni seguono i laboratori istituiti a scuola dal dirigente Francesco Casalicchio come momenti di crescita e di supporto didattico, partecipando come attori sia a rappresentazioni teatrali che a cortometraggi.
“Romeo e Crocetta” è un testo divertente e surreale. È una sorta di tragedia comica liberamente ispirata alla celebre tragedia di William Shakespeare “Romeo e Giulietta”. Anche nella versione di Raimondo Moncada si narra di una tormentata e sanguinosa storia d'amore tra due ragazzi ma, a differenza dell’opera shakesperiana, la tragedia dell’autore agrigentino si svolge in Sicilia ed ha ben altri risvolti. Protagonisti sono Romeo Linticchia e Crocetta Capunata. I due giovani sono quasi sul punto di convolare a nozze quando un’improvvisa faida tra le rispettive famiglie fa saltare i piani amorosi. A causare l’inaspettato conflitto è un efferato omicidio in apparenza di chiaro stampo mafioso. 
In scena gli attori-studenti: Pasquale Tabone, Lilly Greco, Martina Schillaci, Andrea Spoto, Simona Campione, Lorella Campione, Claudia Campione, Agnese Clementi, Mariachiara Canta, Melissa Inguanta, Domenico Caci, Giorgia Terrazzino, Salvatore La Longa e con la partecipazione straordinaria di Vincenzo Cicero. L’impianto audio-luci è curato dall’ex studente Luigi Bartolomeo. 

Le compagnie teatrali interessate a mettere in scena l'opera, per avere il raro testo possono contattare direttamente l'autore. 


lunedì 14 maggio 2012

Chi di spread campa di spread muore


“Chi di spread campa di spread muore”. Lo dice un proverbio coniato dai patri dei patri dei patri dei patri a cui ho fatto una cornice in noce massello con gli intarsi dorati. L’ho incorniciato perché dice una sacrosanta verità.
Gli antichi hanno sempre ragione. Sono saggi che hanno inventato la saggia saggezza. Ed io agli antichi che hanno sempre ragione do ragione. Gli antichi sono antichi e a loro, solo a loro, bisogna credere ciecamente a occhi chiusi.
Solo agli attuali che diventeranno antichi più avanti nel tempo non bisogna più credere. Parlo in modo specifico degli esperti di espertologia spridiana. Ci stanno portando alla rovina!
Ormai tutto si basa sullo spread. Se sale siamo rovinati, se scende abbiamo qualche speranza di campare un altro giorno. Oggi, ad esempio, è risalito. Parlo sempre di lui, dello spread. Tutto il mondo è rimasto con il fiato sospeso. E' sensibilissimo, suscettibilissimo. Appena c'è qualcosa che non gli piace e schizza. Un pelo fuori posto e si incazza. Si calma solo quando gli dai da mangiare nuove tasse, soprattutto in Italia, Grecia, Portogallo, Spagna. Sono i paesi che più odia. Ma le tasse sono come la droga. Arriva prima o poi l’assuefazione. Per produrre un nuovo effetto sedativo, devi introdurre altre tasse o aumentare quelle che avevi introdotto in precedenza.
Non c'è nulla da fare. Ormai comanda lui, lo spread. Per tanti anni ci ha fatto campare con serenità, ma da un anno è come impazzito e ci sta facendo venire il crepacuore. Ce la sta facendo pagare.
Ma che gli abbiamo fatto? 

venerdì 11 maggio 2012

Pregato per la laurea Honoris Causa

Ho cominciato a studiare per la laurea Honoris Causa. È dura. Lo so. Ma ce la metterò tutta. Lo prometto. Tutta! Già sogno il giorno della consegna del riconoscimento accademico. Già sogno il magnificerrimo anzi magnificerrimissimo rettore di una prestigiosa università internazionale che mi viene dietro e mi prega in ginocchio strisciando per consegnarmi la laurea ed io me la tiro. Me la tiro proprio: "No, non lo so, vediamo, ci penso, non le assicuro niente, può essere, ne debbo parlare prima in famiglia, non disperi,sia ottimista, non faccia così...".
Succederà! Quel giorno arriverà anche per me. Anche io laureato Honoris Causa. Che onore! Che causa! Tutti i giornali del mondo a parlare della laurea honoris causante concessami per meriti acquisiti sul campo, per avere pazientemente aspettato tutti gli altri laurearsi. "Ed ora a chi laureiamo? Chi laureamo se sono laureati tutti, se la laurea se la prendono pure cani e porci? Guarda, guarda, guarda! C'è uno a cui non ha mai interessato la nostra università, uno a cui la laurea non è mai servita a una Beata di Cettolaqualunqueriana memoria. Uno a cui la laurea è un'impresa da attribuire e gliela attribuiremo coattivamente proprio noi, Honoris Causa, per avere onorato cettoqualunquemente la categoria dei nullatitolati convinti e felici".
Grazie di cuore! Già immagino la cerimonia, la mia felicità ed anche le foto dei fotografi ufficiali che in esclusiva planetaria pubblichiamo su questo sito.

sabato 5 maggio 2012

Manzoni mi chiama per il Cinque Maggio

‎"Cu fu, Signore immobile?" Oggi si è fatto vivo Alessandro Manzoni. Che palle! Mi ha ricordato il Cinque Maggio. Ed io: "Qualcosa per domani, no?". Mi ha annunciato che sta scrivendo "I promessi così".

venerdì 4 maggio 2012

Il mio ultimo libro sul web


Mi sono finalmente deciso: il mio ultimo libro lo pubblico su internet. Solo su internet. Sul web ormai si piazza di tutto, mi sono detto. È una buona ragione per provare. 
Fino all’ultimo sono stato titubante. La scorsa notte non ho dormito. Lo faccio o non lo faccio? Mi butto o non mi butto? Lo pubblico o non lo pubblico il mio ultimo libro invisibile?
Ho sempre creduto nell’editoria tradizionale, nelle librerie tradizionali. Sono sempre stato attratto dall’odore della carta, dal rumore delle pagine sfogliate. 
Ho capito che bisognava cavalcare la mutazione genetica del mondo durante un sogno ippico. 
La rivoluzione è su internet. La rivoluzione è digitale. La società del Tremila sta costruendo le sue fondamenta sul web. La nostra vita non è più nella realtà così come l’hanno conosciuta i nostri genitori. La vita è virtuale, in due dimensioni. 
Ho deciso così di lanciarmi nell’etere. Nel tubo catodico della modernità che, a quanto leggo, sta mettendo in seria crisi anche l’editoria tradizionale e il modo ormai arcaico di concepire il libro come opera che va letta pagina dopo pagina di carta.
Via! Senza pensarci due volte. Già una volta è tanto. Ecco il mio ultimissimo libro. Guardatelo. La sua caratteristica è l’invisibilità. Per vendere oggi, per essere letti nell'odierna attualità, per essere notati qui ed ora, occorre essere originali, diversi dagli altri, diversi da milioni di scrittori. Ed ecco l’originalità. Guardate l'immagine: il primo libro invisibile al mondo. E porta la mia firma: Raimondo Moncada.
Ve lo immaginate? L'immaginazione, così come me lo ha fatto pubblicare, ve lo farà leggere.
Vi piace?
Sono felice di questa scelta. L’opera, come si vede, è frutto di un inumano sforzo di immaginazione e si rivolge all’inumano sforzo di immaginazione dei tanti lettori che faranno la fila per averne una copia. 
Nella foto, in anteprima, viene mostrata la copertina su cui amici grafici hanno lavorato notte e giorno, giorno e notte. Come si vede, è ricca di colori. Il suo aspetto finale mi soddisfa molto. 
Grazie di cuore a chi ci ha lavorato. Sono emozionato.   

Raimondo Moncada 

Le parole, la sostanza e i pesci

Le parole senza sostanza sono vuote.
Ma il vuoto delle parole diventa sostanza.
Ho già detto troppo. 
E posso rimanere senza parole. 
Muto. 
I pesci mi rimproverano. 
Sostanza, ci vuole sostanza
per dare forma alle parole. 
Zitto.
Il pesce mi guarda male. 


Raimondo Moncada 
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