sabato 3 marzo 2012

Creatività, calpestare le regole e non l'erba


Uscire fuori di testa
ed entrare nella testa degli altri
anche se sono stati decapitati. 
Calpestare le regole e lasciare crescere l'erba.
Andare a sbattere contro un muro di gomma e uscire illesi masticando la gomma.
Buttarsi da un aereo 
e trovare a terra una rete invisibile.
Lasciarsi andare per poi ritornare senza guinzaglio.
Cadere per rialzarsi.
Alzarsi per abbassarsi.
Spegnersi per brillare.
Sprofondare per elevarsi.
Correre per stare fermi.
Piantarsi per volare.
Sognare a occhi aperti anche senza occhi.
Cantare senza voce anche se si è stonati 
e cantare perché si è stonati.
Parlare anche se si è muti e parlare perché si è muti. 
Vedere al buio.
Trovare il silenzio nel rumore.
Danzare senza gambe.
Disegnare senza mani.
Ascoltare senza orecchie.
Sentirsi liberi in una cella di un carcere.
Stare bene nella malattia.
Avere ragione quando tutto il mondo ci dice che abbiamo torto.
Far camminare la testa e ragionare con i piedi.
Uscire dal proprio corpo e abitarne un altro che va spesso di corpo.  
Fare a cambio di mondo
e abbandonare il mondo per l'immondo.
Realizzare l’irreale ed essere concreti. 
Far sentire colti gli ignoranti e ignoranti i colti.
Camminare sulle acque con lo sciacquone in mano.
Respirare tutta l’aria 
e bersi tutto il mare del pianeta.
Contare tutte le stelle
e contare come una stella. 
Sentirsi Dio.
E sentirsi dire da Dio: 
"Ma chi ti credi di essere?"

Raimondo Moncada 
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