sabato 18 novembre 2017

I millepiedi del Partigiano bambino


Ora è un millepiedi. Il partigiano bambino ora cammina con altri piedi, dopo avere vissuto dall’età di sedici anni con una gamba, quella destra, e con una protesi di legno in sostituzione della gamba sinistra perché mutilata a seguito dell’impegno nel Movimento di Resistenza al nazifascismo, come volontario nella brigata partigiana umbra “Leoni”. 

Gildo Moncada, mio padre, cammina con i piedi di tanti amici da marzo, quando è stato pubblicato il libro che prova a raccontare la sua vita, mutilata dal destino. E a pubblicarlo è stato il gruppo editoriale Ad Est operante in Emilia Romagna in attività di nuova Resistenza con una rete di associazioni, di giovani e meno giovani, di uomini e donne, che hanno preso fin da subito a cuore la storia e chi l’ha scritta. Tante presentazioni, da sud a nord, fino a entrare nel cuore dello Stato, alla Camera dei Deputati, per rendere omaggio alla Costituzione e a chi ha dato il proprio sangue per scriverne gli articoli di libertà e democrazia. 

Grazie di cuore a questi ragazzi e a chi si è aggiunto nel viaggio, promuovendo altre iniziative, altre presentazioni, o partecipando col cuore agli incontri, o inviando messaggi di affettuoso abbraccio, permettendo così di aggiungere altri piedi, altri passi e di allungare il cammino in giro per l’Italia, raggiungendo anche luoghi della memoria. 


Un ringraziamento che rinnovo ogni volta, instancabilmente e che ripeto in un giorno in cui gli amici del gruppo di Ad Est festeggiano un anno di un altro importante progetto editoriale: il portale www.mafiesottocasa.it, con cui è stata messa in campo un’incisiva ed efficace azione contro le mafie emiliane. Per celebrare il compleanno, per come merita, è stato organizzato oggi, 18 novembre 2017, un evento a Spilamberto, paese in provincia di Modena, in Emilia Romagna. L’evento sarà anche l’occasione per lanciare la neonata associazione denominata “La banda”, di quella buona, contro le nuove mafie emiliane. Ai componenti, a queste nuove “bandiere” di altra Resistenza, la mia gratitudine e il mio augurio di proficua attività.  


Raimondo Moncada 

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venerdì 17 novembre 2017

Il partigiano bambino omaggia la Costituzione alla Camera dei Deputati


“Portare la voce di Gildo, giovanissimo partigiano, dappertutto. Soprattutto tra le nuove generazioni. Mai più l’essere umano deve soffrire quello che abbiamo sofferto noi. Ma ci vuole l’impegno di tutti”. Sono parole di Tina Costa, 92 anni, animo ancora ribelle, staffetta partigiana, intervenuta a Roma alla presentazione, alla Camera dei Deputati, del libro “Il partigiano bambino - la storia di Gildo Moncada”, scritto dal figlio Raimondo e pubblicato da Ad Est. 
La presentazione questa mattina nella Sala “Aldo Moro” di Palazzo Montecitorio.
Raimondo Moncada ha raccontato la storia del padre, la sua scelta, il suo impegno, leggendo dei brani del libro e omaggiando con le parole di Gildo la Costituzione, nata dalla Resistenza e dal sacrificio di tanti, nel settantesimo anniversario della sua promulgazione. 
All’incontro, oltre a Tina Costa, staffetta partigiana, vice presidente del comitato provinciale Anpi di Roma, sono intervenuti: Carlo Caponi, della sezione “Marisa Musu e Teresa Regard” dell’Anpi di Roma; Massimo Manzoli dell’associazione “Gruppo dello Zuccherificio” e Cinzia Paolillo, presidente dell’associazione “Da Sud” promotrice dell’iniziativa. 


mercoledì 15 novembre 2017

Il partigiano bambino in Parlamento

Approda anche in Parlamento Il partigiano bambino – la storia di Gildo Moncada. Il libro scritto dal figlio, Raimondo Moncada, e pubblicato da Ad Est, sarà infatti presentato a Roma, nella sede della Camera dei Deputati. L’appuntamento è per venerdì, 17 novembre 2017, alle ore 11, nella sala “Aldo Moro” di Palazzo Montecitorio. A organizzare l’evento: l’associazione Da Sud, con il patrocinio del comitato provinciale e della sezione “Marisa Musu e Teresa Regard” dell’Anpi di Roma.

La presentazione del libro di Raimondo Moncada, in una sede istituzionale così prestigiosa, è dedicata alla Costituzione, a poche settimane da un importante anniversario: il settantesimo compleanno della legge fondamentale della Repubblica Italiana (il testo venne deliberato dall’Assemblea Costituente il 22 dicembre 1947 e promulgato il 27 dicembre dal capo provvisorio dello Stato Enrico De Nicola).

Alla Camera dei Deputati, una delle istituzioni centrali dello Stato e del sistema costituzionale democratico, Raimondo Moncada racconterà la storia del padre Gildo Moncada: siciliano, di Agrigento, che a sedici anni in Umbria partecipò durante la seconda guerra mondiale al Movimento della Resistenza, per la liberazione dell’Italia dall’occupazione nazifascista, militando nella brigata partigiana “Leoni” e ritornando poi dai genitori mutilato. Dopo il grave ferimento a Sansepolcro, Gildo Moncada fu ricoverato in diversi ospedali tra cui il San Carlo di Roma, città dove riprese gli studi (interrotti a causa della guerra) nel convitto-scuola della Rinascita “Giame Pintor” patrocinato dall’Anpi e dove lavorò negli anni Cinquanta per la casa editrice Editori Riuniti.  

Raimondo Moncada dialogherà col presidente dell’associazione “Da Sud” Cinzia Paolillo e con Massimo Manzoli dell’associazione “Gruppo dello Zuccherificio”. All’incontro interverranno Tina Costa, staffetta partigiana, vice presidente del comitato provinciale Anpi di Roma; Carlo Caponi, della sezione “Marisa Musu e Teresa Regard” dell’Anpi di Roma; e il cantautore Luca Taddia dei Fev.  

Uscito lo scorso mese di marzo, Il partigiano bambino è stato già presentato in diversi posti, in Sicilia e in nord Italia: Vignola (Modena), Ravenna, Licata, Ribera, Palma di Montechiaro, Reggio Emila, Ca’ di Malanca (Brisighella), Burgio, Riesi, Modena, Carpi, San Martino in Rio, Menfi, Agrigento (per ben tre volte).


Il libro ha avuto attribuiti il Premio Internazionale “Navarro” e il Premio di Scrittura del Lions Club Agrigento-Chiaramonte.




sabato 11 novembre 2017

Il partigiano bambino nei luoghi dell’infanzia


Ai piedi di Via Bac Bac, la strada che mi conduceva nel mondo della mia innocente infanzia: a Bibbirria, in piazza San Vincenzo, nel quartiere Duomo, in vicolo Seminario, a Santa Maria dei Greci... E a due passi da Via Garibaldi, il “quartier generale” della famiglia di mio nonno Raimondo, dove mio padre è nato e cresciuto assieme al fratellone e alle sorelle e da dove è partito per andare a Perugia, città che a sedici anni ha liberato con la brigata partigiana “Leoni”.  Qui, per la terza volta, sono stato chiamato a riaprire la memoria viva dei ricordi, personali e di famiglia. 



Nei luoghi in cui la storia del “Partigiano bambino” ha avuto inizio in un contesto drammatico, si è svolta la terza presentazione ad Agrigento del libro: ieri sera, al Circolo “Empedocleo”, in una iniziativa promossa dall’Ande e dal suo presidente Carola Depaoli. 



Davanti la chiesa di San Giuseppe e a pochi passi dalla chiesa di San Domenico, in testa alla Via Atenea, da dove partivano le manifestazioni del 25 aprile che mio padre stesso da segretario dell’Anpi organizzava assieme ad altri enti e istituzioni, si è raccontata la sua storia; si è parlato del valore della Resistenza, del contributo di tanti uomini e donne, giovanissimi e adulti, di diversa estrazione politica, religiosa, culturale; dei lutti e delle sofferenze provocate dalla guerra, di qualsiasi guerra; dei campi di concentramento nazisti; della Costituzione italiana nata dal sangue di chi ha imbracciato un’arma per la libertà.  



Sono intervenuti il presidente dell’Ande Calora Depaoli, l’assessore Riolo, il dirigente dell’Istituto commerciale “Foderà” Patrizia Pilati, l’insegnante e ricercatrice Adalgisa Morreale, la scrittrice Enza Pecorelli. 


Raimondo Moncada

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martedì 7 novembre 2017

Terza volta ad Agrigento del Partigiano bambino

Agrigento fa tris! È la terza presentazione che in pochi mesi si organizza in città del libro Il partigiano bambino - la storia di Gildo Moncada, scritto da Raimondo Moncada e pubblicato dal gruppo editoriale di Ad Est. 
L’Ande, l’Associazione Nazionale Donne Elettrici, presieduta da Carola Depaoli, ha voluto promuovere un nuovo incontro con l’autore di una storia che proprio ad Agrigento ha il suo fulcro.
L’appuntamento è per venerdì, 10 novembre 2017, alle ore 17, nella sala conferenze del Circolo “Empedocleo”, alla fine di Via Atenea. 
L’incontro sarà introdotto dal presidente della sezione Ande di Agrigento Carola Depaoli. Una relazione sarà tenuta dalla dirigente scolastica dell’istituto tecnico commerciale “Foderà” Patrizia Pilato. Interverrà lo scrittore e saggista, nonché assessore alla Cultura, Beniamino Biondi. All’insegnante e scrittrice Enza Pecorelli il compito di dialogare con l’autore Raimondo Moncada. L’insegnante e ricercatrice Adalgisa Morreale leggerà alcuni brani.  

Agrigento, la città natale di Gildo Moncada, dunque, rende ancora omaggio al “partigiano bambino”, dopo le iniziative promosse dall’Arci al centro culturale “Pier Paolo Pasolini”, dalla Questura e dall’associazione “Emanuela Loi” al Caffè Letterario di San Leone.

Il partigiano bambino racconta la vita di Gildo Moncada e della sua famiglia. Una storia segnata dalla tragedia della seconda guerra mondiale. Gildo, adolescente, fu costretto a lasciare la sua terra, Agrigento. Si è ritrovato sotto i bombardamenti in Umbria. A Perugia la decisione di far parte, giovanissimo, del movimento di Resistenza, entrando nella brigata partigiana “Leoni” per dare il proprio contributo alla guerra di liberazione dell’Italia dal nazifascismo.

Il libro è stato già presentato in diversi posti, in Sicilia e in nord Italia. Le ultime presentazioni, a ottobre, a Menfi, Modena, Carpi e San Martino in Rio. Da marzo, mese di uscita del libro, Il partigiano bambino è stato presentato a Vignola (Modena), Ravenna, Licata, Agrigento, Ribera, Palma di Montechiaro, Reggio Emila, Ca’ di Malanca (Brisighella), San Leone, Burgio, Riesi. Il 17 novembre è stata programmata una presentazione a Roma, a dicembre a Bruxelles.


Il libro ha avuto attribuiti due riconoscimenti: il Premio Internazionale “Navarro” e il Premio di Scrittura del Lions Club Agrigento Chiaramonte.



lunedì 23 ottobre 2017

Il partigiano bambino a Menfi, incontro in biblioteca

Prosegue, senza tregua, il cammino del Partigiano bambino, il libro sulla storia di Gildo Moncada scritto dal figlio Raimondo e pubblicato dal gruppo editoriale di Ad Est. Dopo il  recente tour emiliano, il libro sarà presentato anche a Menfi, in Sicilia, in provincia di Agrigento. Il partigiano bambino è una delle opere inserite nel cartellone “Un autunno di libri” organizzato dall’Istituzione Culturali Federico II, con il patrocinio del Comune di Menfi. L’appuntamento con Raimondo Moncada è stato programmato per sabato 28 ottobre 2017, con inizio alle ore 18, nell’auditorio della Biblioteca Comunale di Menfi. La presentazione è stata affidata a due apprezzati scrittori siciliani: Anna Burgio (autrice di Serafina, Di Schiena ecc.) e Salvo Ognibene (autore di Il Primo martire di mafia, L’eucarestia mafiosa ecc.).


Il partigiano bambino racconta la storia di un siciliano, di un agrigentino, Gildo Moncada, che durante la seconda guerra mondiale, si ritrovò catapultato sotto i bombardamenti dalla sua Sicilia in Umbria, con tutta la famiglia. E in una terra allora “straniera”, sconosciuta, scelse di dare il proprio contributo alla guerra di liberazione dell’Italia dal nazifascismo entrando volontario nella brigata partigiana “Leoni”, rientrando poi a casa mutilato. Una scelta che segnerà tutta la sua vita.

Il libro è stato già insignito di due riconoscimenti: il 13 maggio il Premio Internazionale “Navarro”, il 14 ottobre del Premio di Scrittura del Lions Club Agrigento Chiaramonte.

Tante le presentazioni tra la Sicilia e i luoghi della Resistenza del nord Italia, promosse da Anpi, associazioni culturali e istituzioni. Le ultime, a ottobre, sono state Modena, Carpi e San Martino in Rio. Dallo scorso mese di marzo, mese di uscita del libro, Il partigiano bambino è stato presentato a Vignola (Modena), Ravenna, Licata, Agrigento, Ribera, Palma di Montechiaro, Reggio Emila, Ca’ di Malanca (Brisighella), San Leone, Burgio, Riesi. A metà novembre è stata programmata una presentazione a Roma, a dicembre a Bruxelles.



Allarme secessione, ora tutti si vogliono staccare

Il voto del referendum lombardo-veneto, sull'autononia delle due regioni, avrà degli imprevedibili effetti emulativi a cascata, a tutti i livelli. I segnali si colgono tutti, come quando la terra comincia a tremare sotto i piedi e attorno alle mani e vai fuori di testa. 

Le altre regioni già scalpitano e sono pronte a seguire l'esempio delle regioni del nord: "Autonomia pure per noi!"

Pure la Sicilia chiede la sua autonomia, dimenticando di essere già autonoma per Statuto non ordinario ma addirittura speciale. 

Anche le cosiddette città metropolitane presenteranno la loro richiesta di autonomia dalle regioni autonome, così come tutte le città capoluogo. Tremano le unioni dei comuni, anche le unioni fresche fresche di unione: "Ognuno per la propria strada!".

Staccandosi le unioni, seguiranno l'esempio tutti i comuni con gli annessi e i connessi. Chiederanno la libertà dai Liberi Consorzi dei Comuni (ex Province Regionali) che una legge ha provato a cancellare e poi ricostituire e poi cancellare e poi ricostituire... 

I quartieri, già da tempo per la verità, reclamano maggiori poteri dai Municipi centrali. Ogni Comune dovrà dunque cedere poteri al proprio territorio a fette. Le città, i paesi, saranno così divisi a ZAZÀ, zone autonome dalle zone autonome, secondo i confini che ogni quartiere geograficamente si è dato rispetto ai confini dell'ente locale da cui c'è stata storicamente la dipendenza. Discorso a parte deve essere fatto per le periferie e le zone di nuova espansione. In questo caso saranno degli esperti saranno incaricati a vita ad aggiornare giorno dopo giorno il continuo e giornaliero mutamento dei confini. 

Si registra, intanto, lo stato di agitazione dei comitati di quartiere che presto prenderanno il potere. Sono in agitazione per le puntuali richieste giunte dagli amministratori condominiali. Reclamano da un lato l'indipendenza dei propri condominii amministrati per legge, dall'altro lato stanno facendo i conti con i singoli condomini che a ogni riunione battono i pugni per ottenere l'indipendenza dei propri appartamenti dalla centrale amministrazione condominiale. E le famiglie non è che se la passano tanto serenamente. L'unità del nucleo familiare è minata da rapporti non proprio idilliaci tra i componenti: tra mariti e mogli e tra genitori e figli: ognuno pretende il proprio spazio di libertà. Ogni singolo uomo e ogni singola donna, poi, combattono contro quella parte di sé che vuole fare una cosa mentre l'altra parte ne vuole fare un'altra. L'unica soluzione, dunque, partendo dal singolo individuo, è la scissione da se stessi. Solo scindendosi si troverà l'agognata pace. La mano per una strada, il piede dall'altra, la testa non si sa dove. 


Raimondo Moncada

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(Immagine presa da internet)

sabato 7 ottobre 2017

Il partigiano bambino in cammino nei luoghi della Resistenza

Riprende il cammino nei luoghi della Resistenza del Partigiano bambino, il libro sulla storia di Gildo Moncada scritto dal figlio Raimondo e pubblicato da Ad Est nell’anno in cui ricade il settantesimo anniversario del varo della Costituzione della Repubblica Italiana. È la memoria viva di un impegno, di un ideale, di un sacrificio per la libertà. 

Tre gli appuntamenti programmati nel mese di ottobre in Emilia Romagna: Modena, Carpi e San Martino in Rio.


A Modena, Il partigiano bambino sarà presentato venerdì 13 ottobre, alle ore 21.00, al teatro La Tenda. L’iniziativa è dell’Associazione culturale “L’Asino che vola”. Condurrà Maria Capalbo Gabriele.


A Carpi, la presentazione si farà sabato 14 ottobre, alle ore 18, al Circolo “AppenaAppena” per iniziativa dell’Anpi e del presidio Libera, in collaborazione con l'associazione culturale “Appenaappena”.


A San Martino in Rio, la presentazione del Partigiano bambino si svolgerà domenica 15 ottobre alle ore 10.00, nell’ex chiesa San Rocco, in via San Rocco. L’organizzazione è dell’Anpi.

 

Alle tre presentazioni sarà presente Raimondo Moncada. Interverrà Luca Taddia dei Fev, con gli storici canti partigiani della Resistenza e un canto, scritto dallo stesso cantautore, ispirato alla storia di Gildo Moncada e di suo figlio Raimondo. Ci sarà Ad Est, il gruppo editoriale che da marzo promuove un’intensa attività per diffondere questa storia di Resistenza, la storia di un adolescente siciliano, di Agrigento, Gildo Moncada, che a sedici anni si ritrovò con la famiglia a Perugia durante la seconda mondiale e decise di dare il proprio contributo alla guerra di liberazione dell’Italia dal nazifascismo con la brigata partigiana umbra “Leoni”, rientrando a casa mutilato.  

 

Del libro si parlerà ancora ad Agrigento, in occasione del Premio di Scrittura promosso dal Lions club. Raimondo Moncada è tra gli insigniti del riconoscimento proprio per  Il partigiano bambino. La cerimonia di consegna si svolgerà sabato 14 ottobre alle ore 18,30, a Casa Sanfilippo. È il secondo riconoscimento. A maggio, il libro è stato insignito del Premio Internazionale “Navarro”. 

 

Il partigiano bambino continuerà il suo cammino per tutto il 2017 e poi nel 2018, in Italia e in Europa. A novembre è stata programmata una presentazione a Roma in una prestigiosa sede istituzionale, a dicembre si oltrepasseranno i confini con direzione Belgio.

 

Dallo scorso mese di marzo, mese di uscita, il libro Il partigiano bambino è stato presentato a Vignola (Modena), Ravenna, Licata, Agrigento, Ribera, Palma di Montechiaro, Reggio Emila, Ca’ di Malanca (Brisighella), San Leone, Burgio, Riesi.

 

Tante emozioni, per una storia viva, vera, così vicina nel vissuto, nell’eredità, negli ideali, nei valori e negli ammonimenti affinché tragedie come quelle della seconda guerra mondiale non si ripetano più. 

lunedì 2 ottobre 2017

Un referendum per la secessione del Villaggio Mosè

Si potrebbe arrivare all’indizione del referendum anche per la secessione del quartiere dove sono cresciuto e dove ho imparato a giocare a calcio e a guidare il carretto. Il Villaggio Mosè deve essere uno stato autonomo, libero e indipendente, seceduto… secesso… sece… insomma, staccato con tanto di secessione dalla città madre (Agrigento), dalla Sicilia, dall’Italia, dall’Europa e dal Monto, sì proprio Monto perché è giunto il momendo di mettere le “t” al posto giusto. Non posso accettare che un quartiere che è sempre stato lontano da Agrigento, fin dalle sue origini, continui ad essere una periferia dipendente da un paese sordo e distante. Dobbiamo essere noi villaggiogni... villaggiomosini… villaggesi, a occuparci di casa nostra, a pulire le strade, a coprire le buche, a togliere le erbacce, a raccogliere caracitula, a riempire i recipienti d’acqua.

C’è sempre stata coscienza del nostro essere grande periferia. Abbiamo sempre vissuto staccati, per i fatti nostri, ancor prima che un manipolo di coloni greci ergesse senza alcuna licenza edifici di tufo  in Akragas, oltre duemila e cinquecento anni fa.

È giunto il momento di non sprecare più fiato e di urlare per i fatti nostri, a noi stessi.

Popolo del Villaggio Mosè, è arrivato il tempo che cadano le pere. Apriamo le scuole e trasformiamole in seggi referendari a partire dalla elementare "De Cosmi" dove ho trascorso cinque anni bellissimi tra i suoi lignei banchi. Datemi conferma della volontà diffusa di autodeterminazione. Scendiamo in piazza. Sventoliamo le nostre gloriose bandiere di colore sbiadito. Abbiamo lo stadio, abbiamo tanta erba selvaggia per un campo sportivo da serie A. Possiamo riformare la gloriosa squadra della nostra terra, richiamando in campo i migliori calciatori delle due compagini, Casi Novi e Casi Vecchi, che negli anni Settanta e Ottanta hanno dato vita a epiche partite (non consideratemi: non sono più nelle condizioni di allacciarmi le scarpette chiodate).   

Cosa ci manca?
Direte: tutto?

Guardiamo alle cose positive: abbiamo il traffico e gli orari di punta. La strada che ci unisce al resto del Monto ci potrebbe permettere di vivere di solo pedaggio! E poi abbiamo le pompe di benzina, la miniera di zolfo alla Ciavolotta, abbiamo i supermercati, abbiamo i negozi di scarpe, i tabacchi con i gratta e vinci, abbiamo gli alberghi, abbiamo la chiesa nel teatro (perché quella della mia prima comunione è crollata), abbiamo …
Dobbiamo autodeterminarci e pretendere l’annessione di Bonamorone (non il cimitero, ma la fontana con tutti i bidoni) e di tutta la Valle dei Templi perché da decenni già siamo dentro il Parco Archeologico. 

Sarà dura, ma ci riusciremo. Dobbiamo superare prima, camurria!, degli inattesi ostacoli dell’ultim’ora ma che si possono superare – come mi suggerisce la stratega Angela Mancuso su Facebook – chiedendo aiuto a  Goldrake o inviando i cavalieri della tavola rotonda, i lanzichenecchi, i bravi, i crociati, Annibale, i macedoni, le truppe napoleoniche, gli austro-ungarici, il dottor Zivago, i gesuiti e gli euclidei, Franco Battiato, la scimmia nuda.  

Prima che, mio malgrado, invii le truppe, richiamo al senso di responsabilità il condominio recalcitrante che tramite il proprio capo condomino mi ha fatto sapere che ha già avviato le operazioni secessettive... secesuvive... di distacco per rendersi libero, autonomo e indipendente dal Villaggio Mosè, da Agrigento, dalla Sicilia, dall’Italia, dall’Europa e dal Monto.
E richiamo, altresì, al senso di responsabilità gli inquilini dell’appartamento dello stesso condominio di cui sopra che tramite il capo famiglia ha fatto sapere che ha già avviato le operazioni di secessublidine... secespazianovine... di separazione per rendersi libero, autonomo e indipendente dal condominio, dal Villaggio Mosè, da Agrigento, dalla Sicilia, dall’Europa e dal Monto.
Spero anche che i coniugi dell’appartamento si chiariscano, facciano pace e ritirino le pratiche di divorzio, si riuniscano e facciano vincere l'amore che poi l'amore è bello. L’unità è importante. Il mio sogno è vedere tutto il Monto unito, con un unico popolo che canta lo stesso inno e che sventola la stessa bandiera di tanti colori, senza più confini, senza più divisioni, senza più guerre, senza più sangue.

La mia secessione? All'inizio stavo solo scherzando. 
Di fatto il Monto è già un’unica cosa. Su quest'internet lo è. Anche dal cielo, se è per questo. Se ti affacci dalla navicella spaziale, i confini non esistono, non sono mai esistiti. E allora? I confini sono solo nella nostra testa. Ed è proprio la nostra testa il vero problema, il problema di una storia, fatta dagli uomini, che, con le loro scelte e le loro azioni, continua a ripetersi nel bene e nel male.

Raimondo Moncada

venerdì 29 settembre 2017

Premio Scrittura Lions al Partigiano bambino

Il partigiano bambino - la storia di Gildo Moncada è tra i libri insigniti del Primo Premio di Scrittura 2017 promosso dal Lions Club Agrigento Chiaramonte, con presidente Enrico Fiorella. È il secondo riconoscimento che riceve il libro scritto da Raimondo Moncada e pubblicato dal gruppo editoriale emiliano di Ad Est. Il primo è stato il premio internazionale “Navarro” assegnato lo scorso 13 maggio a Sambuca di Sicilia.

Il Premio di Scrittura del Lions Club Agrigento Chiaramonte sarà consegnato sabato 14 ottobre 2017 alle 18,30, ad Agrigento, a Casa Sanfilippo. La cerimonia di consegna dei riconoscimenti sarà preceduta da un talk show sul valore della scrittura e sulla capacità di trasmettere messaggi di tipo sociale attraverso romanzi, componimenti poetici o saggi, condotto dal sociologo e giornalista Francesco Pira.

Il premio Lions è stato istituito per "valorizzare l’estro, la creatività, la capacità di narrazione di giovani autori e autori affermati che, attraverso i loro libri, sono stati capaci di dimostrare il loro impegno sociale".


Secondo il progetto del Lions Club, il premio è da attribuire ogni anno, ad autrici e autori, scrittrici e scrittori che hanno pubblicato opere di valore in provincia di Agrigento o in Sicilia.

Ecco i premiati della prima edizione con i loro libri:

Premio Scrittura Creativa
Andrea Cellura: Ho perso le chiavi di casa
Raimondo Moncada: Il Partigiano bambino
Jim Tatano: La ragnatela del potere
Antonio Fragapane: Comete
Daniela Spalanca: Tango dell’anima

Premio alla carriera
Lia Lo Bue
Peppe Zambito

Premio Speciale per l’Impegno nelle Pari Opportunità
Ester Rizzo



lunedì 18 settembre 2017

Giunta si arrende agli applausi del Jolly

"Eccellente!". Così si è espresso Edoardo De Angelis, salendo sul palco per abbracciare Francesco Giunta dopo un'ora e mezzo di concerto "Troppu very well", al teatro Jolly di Palermo, tra gli applausi scroscianti di un pubblico che si è divertito dal primo all'ultimo minuto gustandosi ogni nota, ogni parola, ogni invenzione del suo esilarante repertorio umoristico. Palermo riscopre, ritrova, riabbraccia e ridà il benvenuto su un vero palcoscenico a un grande artista, per troppo tempo lontano dalle scene come protagonista. Francesco Giunta ieri sera era frastornato. Il pubblico lo ha riempito d'affetto e gli ha in pratica detto: Ma dove sei stato in questi anni?


Tra gli spettatori, a sostenerlo in questo suo ritorno con un suo concerto sulle scene tanti estimatori, artisti, amici provenienti anche da fuori Palermo. E poi i suoi familiari, i figli, la moglie ("e pure i nipoti" ha gridato qualcuno alla fine dopo i ringraziamenti di Francesco). Eccolo questo ragazzo dai capelli bianchi, adrenalinico, divertito, soddisfatto, gustarsi l'applauso finale con le mani alzate a conclusione di una serata organizzata per registrare il disco live "Troppu very well", che ha come produttore artistico Edoardo De Angelis e il sostegno di Gianni Nanfa, direttore del teatro Jolly che in alcuni momenti ha pure duettato con Giunta. Novanta minuti tiratissimi, con un umorismo semplice, efficace, con punte di puro godimento. C'è chi ha riso con le lacrime con un capolavoro del teatro canzone "Chi sugnu stancu". che ha cantato e recitato. Perché di teatro canzone si tratta, un genere difficile e non per tutti esaltato da Giorgio Gaber. Francesco Giunta lo ha reso ancora più personale, ancora più originale con l'uso sapiente della lingua siciliana e con un'ironia, una comicità torrenziale che ha deliziato un pubblico delle grandi occasioni. 

Un'ovazione con applausi riservati anche a chi musicalmente ha accompagnato con la chitarra un incontenibile Francesco Giunta, ovvero il maestro Giuseppe Greco. Magistrale anche lui. 

Uno spettacolo che per il successo ha fatto dire alla fine a Edoardo De Angelis: non può finire qui, lo spettacolo deve continuare. E in effetti sarebbe un vero peccato non riproporlo e con Gianni Nanfa dentro, sempre insuperabile, padrone delle scene e del pubblico che pende dalle sue labbra. 

Spente le luci, e solo con l'eco degli applausi in testa, Francesco Giunta confida felice: "Non facevo uno spettacolo del genere da venti anni, dal 1996 dai tempi del'ultimo recital umoristico Meglio solo". 

Al Jolly ha cantato i suoi cavalli di battaglia come Troppu very well e poi pezzi inediti, tenuti nei cassetti o cantati occasionalmente agli amici: Totò lu pumperi, Carmelina ca cari di tacchi, Vucciria, Pipiritu e Chi sugnu stancu non una canzone ma uno splendido pezzo teatrale. 

La maggior parte del suo repertorio umoristico, originale, unico e sempre fresco perché senza tempo, risale alla fine degli anni Settanta e ai primi anni Ottanta. "Quando cominciai a comporre testi umoristici - mi dice - suonavo solo per parenti e amici ai matrimoni. Mi dicevano: pigghiati a chitarra e sona! E io lo facevo con piacere. Poi è diventata una sfida e ho  accumulato un repertorio vastissimo". 

Spinto dall'energia artistica e dal grande riscontro, negli anni Novanta ha pubblicato ben quattro dischi. Il quinto doveva essere Calia. Poi l'esperienza come produttore, ideatore e direttore dell'etichetta discografica Teatro del Sole lo ha spinto a fare una scelta: sospendere il suo essere autore e interprete. Quindi il silenzio. Poi la ripresa, con partecipazioni a eventi vari, chiamato da amici artisti grandi suoi estimatori. Ora il ritorno sulle scene, da solista e da protagonista come ai vecchi tempi. Francesco Giunta è ritornato. Alla grande! 

Anche io felice, d'esserci stato. 


Raimondo Moncada

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sabato 16 settembre 2017

Popolare comico inglese conquista Menfi e fa un film con attori locali



Inghilterra, nord Italia, Sud, Sicilia. Birmingham, Milano, Menfi. Un viaggio a scendere in un luogo che è diventato il suo paradiso, la sua nuova base operativa. Chi lo ha detto che un artista, un attore, un autore, un insegnante, un comico, debba per forza andare fuori dalla Sicilia per affermarsi o semplicemente per lavorare?  John Peter Sloan ha ribaltato questo radicato preconcetto. Conosciuto a livello internazionale per i suoi corsi di lingua inglese, per il suo originale metodo di insegnamento, per i suoi libri, per la partecipazione a Zelig e ad altre note trasmissioni sulle reti Rai e Mediaset, un bel giorno ha deciso di lasciare Milano e di stabilirsi al Sud, più al Sud del Sud: nell’isola di Sicilia, nel mare cristallino di Menfi, tra i profumi dei vigneti che spremono artistico vino a tinchitè.
John Peter Sloan ha preso casa, ha fondato una scuola di inglese, ha richiamato i suoi amici collaboratori, e ha portato a termine un progetto artistico al quale pensava da anni: un film. Il progetto è stato presentato ieri sera nel corso della decima edizione dello Sciacca Film Fest, alla presenza di quasi tutto il cast con tanti attori locali e attori, anche professionisti, provenienti dall’Inghilterra. La pellicola si intitola “Smith di Sicilia” con sottotitolo “Vino siciliano fatto dagli inglesi”.

“ È una celebrazione della Sicilia, dell’Italia” ha detto ieri John Peter Sloan presentando il lavoro e gli amici attori, a modo suo, in uno show divertente e applaudito. Il film, in fase di montaggio, rompe gli schemi, squaglia gli storici pregiudizi sul Meridione. Niente mafia. Solo bella Sicilia.
Gli inglesi scendono in Sicilia per poi andare via di corsa, ma se ne innamorano e cambiano i loro programmi. Nella pellicola c’è la comicità inglese, la comicità di John Peter Sloan, con situazioni e battute già rodate, collaudate in anni di spettacoli. “Lavoro alla sceneggiatura da sette-otto anni” ha confidato, trovando il luogo e le persone giuste in Sicilia per realizzare quello che considera il suo gioiellino a cui tiene tanto. Gli attori (e che attori!), sono stati selezionati per la maggior parte tra Menfi, Sciacca e anche Agrigento. Ho avuto l’onore e il piacere di esserci anche io (l’unico agrigentino di Agrigento) con un cameo.
Ecco il cast in ordine sparso:
Gianleo Licata, John Peter Sloan, Francesca Licari, Derek Allen, Robert Dennis, Antonina Vetrano, Nicola Puleo, Santo D’Aleo, Melkio Bilà, Raimondo Moncada, Giuseppe Briganti, Maria Grazia Catania, Saverio Piazza, Piero Mangiaracina, Mauro Cottone.
Ricordo anche altre figure fondamentali: Davide Perra, fonico; Giuseppe Campo, operatore di ripresa; Giovanna Corbani, segretaria di edizione; Asia Gagliano, make-up; Melkio Bilà, direttore di produzione
La regia è di Marco Fornari. Le musiche sono di Simon Hayward.
A presto, su piccoli o grandi schermi! 

Raimondo Moncada
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Giunta al Jolly: troppu very well

Autore, interprete, produttore. Raffinato, colto, poetico, ironico, impegnato. Tra i suoi grandi meriti la ripubblicazione in Cd con l'etichetta "Teatro del Sole" della discografia di Rosa Balistreri. Per non parlare delle sue pregevoli opere riprese anche da altri apprezzati artisti, del lavoro di recupero e valorizzazione del patrimonio linguistico e musicale della Sicilia e del rilancio di quella che definisce "Musica del sud" assieme ai suoi principali interpreti. 

Stiamo parlando di Francesco Giunta, con cui ho avuto il piacere e l'onore di condividere il palcoscenico e nottate a cantare, a mangiare e bere vino siciliano e a annusare il profumo di teglie con contenuti industriali di lasagne della poetessa e amica Francesca Albergamo di Alia dove con Giunta sono stato a fare uno spettacolo alle Grotte della Gurfa assieme ad altri fior di artisti: Lucia Alessi, Ezio Noto, Libero Reina e Andalo Carrega. 

Francesco Giunta, dunque, ritorna a incidere, a far dischi, a rendersi protagonista di un concerto tutto suo. Per un artista è un evento straordinario. L'arte ti prende, ti scuote e ti dà energie che non sono umane. 

Francesco Giunta registrerà un disco dal vivo, con le canzoni del suo amato repertorio legate a un suo antico progetto che ha per tema l'umorismo. Come non ricordare uno dei suoi cavalli di battaglia, "Troppu very well", che gli viene sempre richiesto e che lui canta con trasporto e contagioso coinvolgimento con la sua chitarra. 

L'appuntamento con Giunta umorista è domenica 17 settembre alle ore 18, al teatro Jolly di Palermo (il direttore artistico è il maestro dell'umorismo siciliano: Gianni Nanfa). 

Ad accompagnarlo alla chitarra sarà Giuseppe Greco.


"In un qualche modo - dice Francesco Giunta - avevo anticipato che settembre sarebbe stato Troppu very well! E adesso ci siamo. L'occasione nasce con l'intento di registrare il mio primo disco dedicato all'umorismo in siciliano perchè considerato il  modo in cui ho sempre affrontato questo genere, l'ultimo posto dove potrei pensare di registrarlo è uno studio di registrazione! E allora lo registrerò dal vivo contando di avere vicino il calore degli amici di sempre, degli amici nuovi e di tutti quelli che vorranno partecipare a quella che spero sia anche una occasione di festa e sereno divertimento.

La produzione artistica di questo progetto è di Edoardo De Angelis affiancato, nel ruolo di consulente, da Giovanni Nanfa che da decenni approfondisce il tema dell’umorismo sia sul piano pratico che teorico. Giovanni, inoltre, sarà in scena con me in alcuni momenti del recital".

Tutto troppu very well!


Raimondo Moncada

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sabato 9 settembre 2017

Il mio ombrellone di Menfi sul Tibet

Dalla spiaggia più blu della Sicilia, quella di Menfi, alla cima più alta e bianca del mondo: l'Everest. Ne ha fatta di strada il mio ombrellone e per un itinerario sconosciuto. Succede. Perché non sai mai come va a finire una storia. La scrittura ha questo di magico. Muovi il primo passo e il viaggio ti porta dove vuole: sorprendendoti a ogni svolta, emozionandoti con un finale imprevisto come è accaduto. 

Chi l'avrebbe mai detto che al primo freddo siciliano di settembre, dopo un'estate infinita, mi sarei trovato nel mio Tibet dei sogni, stando seduto su uno scranno del Consiglio comunale di Menfi, tra gli odori ubriacanti del mare e i profumi cullanti del buon vino? 

È successo, durante un workshop di scrittura affidato al direttore didattico della Scuola Carver di Livorno, Francesco Mencacci. Due giorni intensi, di insegnamenti, di stimoli, di esercizi, di creatività, di spremitura dell'uva neuronale, ricavati dentro la ricca offerta delle "Federiciane", evento culturale organizzato dall'Istituzione Federico II col Comune di Menfi.  


Una iniziativa lodevole, che ha avuto il successo meritato per i contenuti, per la qualità del corso, per la capacità dell'insegnante di coinvolgere i partecipanti con tanta teoria e molta pratica (esercizi pure da svolgere a casa nei prossimi giorni e da inviare al maestro per tenere allenati i muscoli, per continuare ad avere una guida, un sostegno, un aggancio, un ponte, una speranza). 

A seguire le lezioni di Francesco Mencacci - bravo, preparato, competente, appassionato, travolgente - una classe attenta, interessata, affamata, con allievi di diverse fasce di età e formazione: dallo studente di scuola media all'insegnante di Lettere di liceo classico. Un assaggio. Una prima pietra posata. Perché nella terra di Giuseppe Tomasi Di Lampedusa, Luigi Pirandello, Leonardo Sciascia, Andrea Camilleri, c'è tanta fame di sapere, di imparare, affinare, allenare la scrittura (per scrivere un racconto, un romanzo o un semplice pezzo accattivante sul proprio blog). Perché la scrittura si può allenare, come in una palestra, ognuno con la propria voce, il proprio stile, la propria fantasia, le proprie storie, secondo l'insegnamento lasciato dai grandi della letteratura mondiale come Raymond Carver a cui la scuola di Francesco Mencacci è dedicata. Una realtà affermata, con diverse sedi aperte in Toscana e corsi tenuti in altre parti dell'Italia. 

Ci auguriamo che la scuola - di scrittura e di lettura, perché si inizia a scrivere leggendo - abbia un seguito, con tutti i suoi crescenti moduli, con tutti i suoi insegnanti. Un appello accorato rivolgo pertanto alle sensibili istituzioni locali affinché questa iniziativa non solo continui ma cresca nel tempo. I locali non mancano, le occasioni neanche, gli interessati avanzano. Scaliamo l'Everest  con i nostri ombrelloni, dimenticandoci di essere nell'arenile di un'isola. 


Raymond Moncada 

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sabato 2 settembre 2017

Delitto innocente nella Valle dei Templi


"Un delitto innocente, come un sogno che ritorna". Un omicidio compiuto, con ferocia bestiale e poi rimosso, dimenticato. Solo dopo tantissimi anni, improvvisamente rievocato ma in una nuvola onirica, irreale. 
Una straordinaria pagina di teatro firmata dal genio di Luigi Pirandello è rappresentata dal dramma "Non si sa come". E da questa opera del 1934, è stato tratto Il "monologo della lucertola" per un apprezzato omaggio al drammaturgo agrigentino premio Nobel nel corso del "Malgrado Tutto Fest 2017". Una serata densa di emozioni organizzata da Egidio Terrana, direttore della storica testata, ai piedi del Tempio di Giunone, nella Valle dei Templi di Agrigento.  A dare voce a uno sconvolto conte Romeo Daddi, protagonista del "Non si sa come", è stato Raimondo Moncada, in una interpretazione molto sentita, emotivamente coinvolgente, che ha subito preso e incantato il pubblico. Un grande omaggio a Luigi Pirandello nel centocinquantesimo anniversario della nascita. 
Su YouTube è stato pubblicato il video dell'esibizione. Le riprese sono di Giacomo Fattori, per uno Speciale di Teleacras. Luci e audio sono di Riccardo Liotta. 
È solo un assaggio dell'intero speciale in onda su Teleacras domenica 10 settembre 2017. La prima puntata è stata programmata alle ore 10, la replica alle ore 21. 
Lo speciale andrà in onda anche in altre date che saranno via via comunicate. 

La serata al Tempio di Giunone è stata condotta da Simona Carisi e Valeria Iannuzzo. 
Diversi i momenti che hanno attirato l'attenzione di un pubblico numeroso e attento. Tre hanno avuto per tema il delitto: il citato monologo della lucertola di Raimondo Moncada, l'uccisione in Sicilia dei padri letterari di cui si parla nell'ultima pubblicazione dello scrittore Gaetano Savatteri e l'uccisione dell'ecosistema da parte di un'umanità impazzita di chi ha parlato Tommaso Parrinello. 

Si è iniziato con la presentazione del libro "Non c'è più la Sicilia di una volta", condotta dall'autore Rai Giovanni Taglialavoro con gli interventi dello stesso autore del saggio Gaetano Savatteri, del giornalista del Giornale di Sicilia Giancarlo Macaluso e del direttore del Parco Archeologico Valle dei Templi Giuseppe Parello. Il giornalista del Corriere Felice Cavallaro e il direttore di Malgrdo Tutto Egidio Terrana hanno poi ricordato la figura di Aldo Scimè, recentemente scomparso, e degli amici della Noce e di Leonardo Sciascia. È seguita la conferenza del dirigente dell'Esa Tommaso Parrinello sui cambiamenti climatici e le penose condizioni del Polo Nord. 

La serata è stata arricchita dagli interventi artistici dell'attrice Lia Rocco con un omaggio a Malgrado Tutto e del gruppo musicale dei "Patty Singers”. Tutto da seguire, con grande interesse. 

venerdì 1 settembre 2017

Voci alla luna, alle Grotte di Alia lo spettacolo della Sicilia

Raimondo Moncada e Lucia Alessi (ph Francesco Novara)
“Voci alla Luna”, notte di teatro e musica alle Grotte. Sono le voci di apprezzati artisti siciliani, attori, musicisti, cantautori, che racconteranno la terra di Sicilia con echi di altre terre, nelle suggestioni notturne, silenziose, lunari, delle Grotte della Gurfa di Alia, la piccola città-giardino incastonata sulle Madonie, in territorio di Palermo.
L’appuntamento è per domani, sabato 2 settembre 2017, con inizio alle ore 21. Saranno di scena i cantautori Ezio Noto e Francesco Giunta, i musicisti Andalo Carrega e Libero Reina, gli autori e attori Raimondo Moncada e Lucia Alessi. La direzione artistica è della poetessa e scrittrice Francesca Albergamo, per una serata tutta da vivere che ha il sigillo istituzionale con il patrocinio del Comune di Alia, retto dal sindaco Felice Guglielmo. L’appuntamento è inserito nel programma ufficiale dell’Estate Aliese 2017.


Ezio Noto e Francesco Giunta
“Voci alla Luna” è uno spettacolo composito, a più voci e a più note, con protagonisti artisti provenienti da più parti della Sicilia e oltre. Si esibiranno nella magia teatrale di un sito unico al mondo, dentro e fuori le Grotte della Gurfa, un monumento-spettacolo che rappresenta uno straordinario esempio di architettura rupestre, ricavato scavando l’arenaria rossastra di una collina nei pressi del paese. Anche gli artisti proveranno a scavare le profondità della terra di Sicilia, toccando i sentimenti, le sofferenze, la spensieratezza, le aspirazioni di un popolo attraverso i testi – ora ironici, ora drammatici, ora appassionati – di Raimondo Moncada, Ezio Noto e Francesco Giunta e di altri grandi autori siciliani. Non mancheranno alcuni omaggi, come quello che gli agrigentini Lucia Alessi e Raimondo Moncada dedicheranno a Luigi Pirandello nel 150° anniversario della nascita con brani aventi a tema l’amore, il dolore e la luna.
Uno spettacolo anche impegnato, dunque, che, in un viaggio nel tempo e negli stati d’animo, inviterà pure alla riflessione.

Andalo Carrega 
Ci sarà tanta Sicilia cantata con gli originali componimenti di Francesco Giunta ed Ezio Noto, e con le vivaci corde del musicista e cantautore Libero Reina. E ci saranno le vibrazioni della speciale chitarra a venti corde di Andalo Carrega (artista siciliano da tempo residente a Parigi), capace di creare atmosfere ipnotiche che scavano nell’animo e avvolgono di spiritualità luoghi e persone. 
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